BOTTE VENTIDUE, l’ultima novità di Casa Ciolli

Passione, studio e intuito questi gli ingredienti del nuovo vino di Damiano e Letizia Ciolli. Una selezione di uve di Trebbiano e di Ottonese. Un sapore nuovo tutto da gustare.

Oggi vi racconterò una storia che unisce: territorio, passione, tradizione e cultura.

Un progetto di Vita che vede come protagonisti due giovani ragazzi nati e cresciuti ad Olevano Romano, un piccolo comune che dista circa 45 km da Roma. Zona di produzione vitivinicola, protagonista  indiscusso è il Cesanese di Olevano Romano Doc. Vitigno autoctono della nostra regione. Quando ero piccola, il Cesanese, era il vino dolce dei Castelli Romani, il vino di fine pasto, quello che trovavi sempre nelle trattorie. Gennaio 2018: mi sveglio, faccio una telefonata e dopo poco mi ritrovo sulla strada per Olevano. I colori verdi accesi dei prati e l’aria fresca, mi danno la giusta energia per affrontare una bella giornata. 

Fermi, alla pompa di benzina che incrocio, prima di salire al paese, ci sono Damiano Ciolli  e la sua compagna LetiziaMi accolgono con sorrisi e abbracci. Ho avuto subito la netta sensazione che avessero una voglia matta di raccontarmi un po’ di loro. Quelle confidenze che si riescono a fare solo se si percepisce un’immediata empatia.

Courtesy of Azienda Damiano Ciolli | damianociolli.it

“Quest’uomo mi ha stregata sedici anni fa con il suo petto villoso e la sua energia, galeotto fu un concerto di Ligabue, dove io, ancora adolescente, ero andata dopo aver vinto il biglietto”. Così esordisce Letizia, con i suoi occhi scuri, capelli lunghi e un corpo esile che nasconde, in realtà, la potenza di un missile in fase di decollo.

“Era una ragazzina, quando uscivamo, i primi tempi, la dovevo lasciare due isolati lontano da casa sua per non farci beccare dai suoi genitori”. Continua Damiano, con la felpa grigia, il cappellino in testa e il sorriso sornione di chi è ancora innamorato come fosse il primo giorno. “Mio padre e mio nonno portavano il vino sfuso nei ristoranti di Roma. Anche il nonno di Letizia produceva vino e io li aiutavo volentieri”.

“Io, invece, ero ancora una studentessa, andavo spesso in vigna con Damiano per imparare qualcosa , fino a quando, ho deciso di mettermi a studiare Scienze Viticole ed Enologiche. Ho fatto esperienza all’estero lavorando in Francia, Spagna e Sud Africa. Ho vinto un dottorato di ricerca in Fisiologia della Vite negli Stati Uniti d’America e da quel momento ricerca, innovazione, sperimentazione, sono al centro della nostra vita. Io giravo, curiosa, per apprendere il più possibile e poi portavo tutta la mia esperienza in vigna da Damiano, che mi asseconda oggi come ieri. È stato un lavoro duro, pieno di sacrifici, perché il Cesanese era un vitigno sconosciuto all’epoca”.

Damiano prende la parola di nuovo e contemporaneamente afferra la mano di lei. Racconta che negli ultimi anni la direzione naturale li ha portati a scelte diverse in vigna; seguire le fasi lunari, lavorare con prodotti da contatto e lasciare le uve fermentare in maniera spontanea. Consapevoli che ogni annata è una nuova sfida sono pronti ad affrontarle insieme e a lavorare con grande umiltà sempre.

Camminando nelle loro vigne con la terra e il suo profumo di humus, i tralci delle viti appoggiati ad un casolare, la vite stessa che stava iniziando il processo di rinascita, mi sono sentita parte di quella determinazione ed entusiasmo. La natura, umana e vegetale insieme. Che mondo bellissimo sarebbe se si fosse capaci di dialogare gli uni con gli altri. Un dialogo fatto di gesti, di presenza, di energia positiva. Peccato che la Natura e nello stesso modo anche l’uomo, a volte, siano così vulnerabili da non riuscire a mantenersi in equilibrio.

Courtesy of Azienda Damiano Ciolli | damianociolli.it

“Entra ti apro la porta della nostra cantina” mi dice sorridendo Letizia. Di fronte a me vasche di cemento, vasche di acciaio e poi piccole e grandi botti. Damiano prende un bicchiere e con lo stesso sguardo con il quale mi ha raccontato della sua storia d’amore, mi dice: “Ti faccio assaggiare l’ultima novità di casa Ciolli”. Toglie il tappo dalla cima della Botte con su scritto 22 ed estrae il liquido che, per mia grande sorpresa, è di colore bianco. Interviene Letizia “Stai per assaggiare Botte Ventidue, il primo bianco di casa Ciolli da uve Trebbiano al 70% e Ottonese al 30% provenienti da vigneti antichi. Un’altra scommessa nata da una mia intuizione per sgrassare questa nuova botte che sarebbe dovuta servire per l’affinamento del nostro “Cirsium”. Il nostro vino rosso di punta. È ancora in evoluzione ma ci teniamo a conoscere il tuo parere”.

Stavo diventando impaziente. Mi sentivo un po’ la madrina che prende in braccio il pargolo durante il battesimo! Giusto un sorso di questo vino in evoluzione e sento tutta la vivacità e la croccantezza di chi scalpita per emergere. Un legno ancora molto evidente, ma nello stesso tempo una persistenza e una certa linearità che fanno prevedere grandi cose.

Ringrazio i ragazzi per avermi dato questo privilegio e gli faccio gli in bocca al lupo, con la certezza che otterranno esattamente quello che hanno progettato. La giornata sta finendo. ll tramonto rosa avvolge Olevano Romano in lontananza.Decido che è il momento di tornare a casa e salutare chi è ancora capace di Sognare e di Amare in un mondo dove tutto sembra avere il giusto senso della vita!

AZIENDA DAMIANO CIOLLI
Olevano Romano (Rm) – Italy – Via del Corso snc
Tel.+39 06 9563334
www.damianociolli.it
 

Fabiana Gargioli

Courtesy of Azienda Damiano Ciolli | damianociolli.it

Fabiana Gargioli
Amo viaggiare, fotografare, ascoltare musica e degustare buon vino. Sono sommelier professionista Ais dal 2006, cerco sempre di tenermi aggiornata nella mia professione. Sono responsabile di sala e degli acquisti della cantina di Armando Al Pantheon, il ristorante fondato da mio nonno nel 1961, dove lavoro da 16 anni con mio padre e mio zio. Studio con particolare interesse i vitigni autoctoni italiani per i quali nutro una profonda passione inferiore solo a quella per mio figlio Adriano.

Articoli Correlati