BÀTU del Grand Hotel San Pietro riapre a Taormina

Ha riaperto Bàtu, il ristorante fine dining del Grand Hotel San Pietro di Taormina. Lo chef Luca Miuccio propone una cucina siciliana contemporanea con vocazione vegetale, carta dei vini da 700 etichette e nuove formule flessibili per vivere l’esperienza con maggiore libertà.

Il fiore dell’ulivo non ha nome in italiano. In greco antico si chiamava Bàtu: un piccolo grappolo inodore che fiorisce e cade senza che quasi nessuno se ne accorga. È da qui che parte il ristorante fine dining del Grand Hotel San Pietro di Taormina, da un gesto discreto, necessario, silenzioso. Dal 1° maggio 2026 Bàtu ha riaperto per la nuova stagione con lo chef Luca Miuccio, una cucina che mette il vegetale al centro senza farne una bandiera e una Sicilia raccontata senza eccessi.

IL RISTORANTE: UN MANIFESTO GASTRONOMICO AFFACCIATO SUL MAR IONIO

Bàtu non è solo un ristorante. È, come lo definisce la stessa struttura, un manifesto gastronomico: un luogo dove l’orto occupa il posto d’onore, dove il piatto diventa strumento di narrazione e il vegetale è protagonista assoluto, non per moda, ma per convinzione etica e gastronomica. Affacciato sul Mar Ionio e immerso nella macchia mediterranea, il ristorante del Grand Hotel San Pietro si inserisce in un contesto che già da solo racconta il territorio: ulivi, macchia, profumi, luce. La cucina di Miuccio non fa altro che prolungare questo racconto nel piatto.

La riapertura del 2026 si inserisce in un percorso di evoluzione più ampio dell’hotel, che prosegue con nuovi interventi di restyling degli spazi, pensati per rafforzare il dialogo tra architettura, luce e paesaggio. “Il 2026 rappresenta per Bàtu un anno di consolidamento”, spiega l’F&B manager Luigi Bonomo. “Dopo gli investimenti e il percorso di crescita degli ultimi anni, il ristorante raggiunge oggi una maggiore maturità, sia nella proposta gastronomica, dove gli equilibri e le tecniche hanno trovato una loro piena definizione, sia nel posizionamento.”

LA CUCINA DI LUCA MIUCCIO: MEMORIA, TECNICA E VOCAZIONE VEGETALE

Taorminese, classe 1987, Luca Miuccio cresce a contatto con il mondo agroalimentare grazie all’azienda di famiglia, sviluppando da subito un rapporto viscerale con la materia prima. La formazione passa dall’Istituto Alberghiero Giovanni Falcone di Giarre, poi da ristoranti stellati e strutture Relais & Châteaux del territorio, Villa Sant’Andrea e San Domenico Palace Hotel, con collaborazioni importanti accanto a Stefano Mazzone, Massimo Mantarro e Andrea Ribaldone. Le esperienze a Londra e in Svizzera completano una visione gastronomica di respiro internazionale, ma sempre ancorata alle radici isolane. Oggi è anche Ambasciatore del Gusto siciliano.

La sua filosofia è chiara: “Il nostro lavoro parte da ingredienti spesso considerati semplici — frutta, ortaggi, erbe, radici — ma che racchiudono una grande complessità. L’obiettivo non è stupire, ma costruire una cucina autentica, pulita ed equilibrata, capace di lasciare un ricordo senza eccessi.” Erbe spontanee, ortaggi stagionali e ingredienti locali diventano protagonisti di un racconto gastronomico essenziale, articolato in due percorsi degustazione. Il signature dish è il Pesce Rosso, umami di pomodoro: un piatto semplice e di grande gusto, emblema della cultura e della tradizione siciliana. Il percorso più identitario è invece Luca, ago e filo, un itinerario su misura che cuce i sapori intorno ai desideri dell’ospite.

NUOVE FORMULE, 700 ETICHETTE E UN SERVIZIO CHE EVOLVE

Una delle novità più significative della stagione 2026 è l’introduzione di formule più flessibili: un menu in tre portate selezionabili dal degustazione, che permette di vivere Bàtu con maggiore libertà mantenendo invariati qualità e identità. In più, ogni commensale può scegliere un percorso degustazione diverso senza dover conformarsi all’intero tavolo, una scelta di ospitalità che dice molto sulla direzione del progetto. La nuova carta dei vini conta circa 700 referenze, con una selezione che valorizza il territorio e accompagna con coerenza la proposta gastronomica. In sala, accanto all’F&B manager Luigi Bonomo, lavorano il maître Carmelo Famà, la sommelier Alice Melchiorre e il bar manager Marco Patanè.

L’offerta gastronomica del Grand Hotel San Pietro si completa con gli altri outlet della struttura: Il Giardino degli Ulivi, La Rotonda sul Mare, Rizza e il Belvedere Café, che coprono i diversi momenti della giornata con un’impronta siciliana sempre riconoscibile.

VERY FOOD CONFIDENTIAL!

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