ELETTROFORNO FRONTONI raddoppia a Roma

A Roma, ci sono vari ‘campionati’ che definiscono il termine pizza.

Il campionato della tonda scrocchiarella di qualità, quello della tonda mezza romana/mezza napoletana che non scontenta nessuno, quello della pizza al taglio cialtrona strutturalmente fatta di gomma (ma per fortuna stanno sparendo) e poi quello della pizza al taglio fatta a regola d’arte, che poi è lo stesso che ti apre il cuore e tutti i sentimenti e che consigli sempre ai tuoi amici sempre!

Ecco quest’ultimo campionato è esattamente quello al quale Luca, Valerio, Nicolò e Federico hanno iscritto il secondo punto vendita di Elettroforno Frontoni, in via Eurialo 73 nel quartiere Appio-Tuscolano.

Riassumendo: i ragazzi sei anni fa aprono il primo forno in zona Ostiense/San Paolo, ottimo successo, la loro pizza al taglio diventa subito una delle migliori di Roma. Ma il tempo passa e tra un lockdown e l’altro i ragazzi decidono di fare il bis. Pazzia? Incoscienza? Non crediamo.

In generale, cambiare quartiere, zona, vita e abitudini, significa spesso perdere la propria identità, sopratutto nel mondo culinario/gastronomico, ma qui si gioca la vera partita. Il quartetto ha prima di tutto testa. Nulla è lasciato al caso e come dicono loro stessi: “lunghissima lievitazione (minimo 72 ore), Farine Biologiche macinate a pietra e poco raffinate dal prestigioso Molino Paolo Mariani, il lievito madre, le verdure fresche direttamente dall’orto e gli ingredienti di prima scelta. Un progetto che unisce la tradizione del gusto con le nuove sperimentazioni dei migliori mastri fornai e dei pizzaioli Romani“.

In questi ultimi anni, la pizza a Roma è cambiata tanto – sia quella al piatto che quella al taglio – ma sopratutto è cambiato l’approccio, il metodo e la ricerca. Sembrerà una scontata banalità (fateci caso, lo dicono tutti) ma dietro al successo di ogni singola pizzeria non c’è mai improvvisazione, c’è sempre tanta ricerca e fatica.

E’ proprio la fatica che insieme alla passione lega gli ingredienti delle loro pizze. Una grande base ben lievitata e idratata, il giusto mix di farine, materie prime di assoluta qualità, dall’Olio Flaminio ai prodotti dello storico Norcino Vitaliano Bernabei di Marino al Caseificio Barlotti di Paestum. Tutto questo, anche se sembra scontato e banale è proprio frutto di ricerca e devozione verso quello che si produce e vende.

Ma non puoi chiamarti forno se non produci anche il pane. Altro monumento alla fatica. Per anni i fornai si sono alzati all’alba per sfornare ogni possibile tipologia di pane. Una vita estrema e dura. Con il tempo molte cose sono cambiate, sopratutto le esigenze e le tradizioni dei clienti. Così Frontoni ha deciso di panificare un po’ più tardi e aprire direttamente alle 10,00.

Il pane viene sfornato rigorosamente fresco ogni giorno, ed è il frutto di una lievitazione naturale di 24h con accostamenti di farine biologiche; oltre al pane di grano duro e quello semintegrale, che è possibile trovare tutti i giorni dal lunedì al sabato, effettuando un preciso calendario… dal semintegrale con le Noci oppure ai 5 Cereali, con le Olive Taggiasche, con le noci ecc. Ma anche quello con semola rivaccinata di grano duro, farine integrale di farro, grano tenero con uvetta e noci.

Partire da un nome come quello di Frontoni (Luca) poteva anche essere un peso, parliamo di una storica famiglia dell’arte bianca poteva anche essere un gap da colmare, di quelli che ti fanno venire l’ansia da prestazione, e invece… invece i sei anni del forno a Ostiense si senton e la macchina sembra partire già rodata. Sono pronti. Buon viaggio.

 

Very Food Confidential.

Paolo Campanahttp://www.facebook.com/GiroVedoGenteMangiocose
Nasco grafico, disegnatore e a volte fumettista. Ho fame. Ho fame e sono curioso di capire e scoprire la storia che si nasconde dietro ogni singolo piatto, cocktail, vino o birra. Affascinato dalla rete e dalle sue dinamiche, ho aperto un blog tredici anni fa quando non era una moda, ho scritto di tutto, dal design alla grafica, dall’arte al disegno, dalla fotografia al food (ovviamente) ma ho mantenuto sempre alta la passione per la creatività, quella sana e vera. Quella che con il tempo e le numerose collaborazioni ho trovato nel piatto. L’ho già detto che ho fame?

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