BereRosa 2013 | Roma

[dropcap size=small]I[/dropcap]rresistibile fascino rosa! Vi portiamo insieme con noi per i banchi di assaggio di Bererosa 2013, seconda edizione dell’appuntamento dedicato dalla rivista Cucina e Vini ai rosati d’Italia.

Dalle atmosfere fiabesche delle sale e del giardino di Palazzo Brancaccio alla collaborazione bellissima con Telefono Rosa che ha ricordato il piacere di sorseggiare un buon vino con consapevolezza. Un’occasione speciale per apprezzare la qualità tutta italiana delle tante cantine, presenti con grandi classici e novità appassionanti.

Iniziamo dal Trentino con un Trento D.O.C., DOOS24 Brut Rosé di Cembra Cantina di Montagna. Chardonnay e Pinot nero per un rosato con profumi delicati che ricordano l’estate, anche grazie alle fragranze di fragola.

Più tardi torneremo in Trentino, ma ora andiamo a Sud per assaggiare tutta la natura e la mineralità del Monte Vulture, vulcano oggi inattivo. Aglianico in purezza, Pipoli Rosato Basilicata della cantina Vigneti del Vulture è la sorpresa più piacevole della nostra degustazione.

Non potevamo poi non cedere all’antica tradizione dei vini rosati della piana del Salento con Cantele che propone un Negroamaro rosato. Profumato, fresco e coinvolgente.

Di nuovo Trento D.O.C. per un virtuoso Metodo Classico che porta la firma di Cesarini Sforza. Tridentum Brut Rosé, da uve Pinot nero in purezza, ha profumi di frutti rossi, fragranze equilibrate e classiche. Fin da subito colpisce la morbidezza avvolgente.

Infine Piemonte, il Millesimato D’Antan Rosé di La Scolca (2002 per la raccolta delle uve e 2012 invece per la sboccatura). Cortese di Gavi, Pinot nero e un lungo invecchiamento in bottiglia con una maturazione su lieviti autoctoni di almeno 10 anni per un’esplosione inebriante.

testo e immagini di Giada Vargiu

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