Un pizzico di aneto per ritrovarsi subito in Nord Europa, magari in Scandinavia dove praticamente è utilizzato ovunque. Un altro fiore in cucina: l’aneto.
Fiori di aneto: brevissima storia nei dintorni dei fornelli
Ha origini asiatiche, probabilmente arriva dall’India o dal Mar Nero. Questo però non ha impedito all’aneto di adattarsi anche a climi più rigidi ed è diffusa in tutte le cucine europee, forse è proprio quella italiana a trascurarla maggiormente. Il suo aroma ricorda il prezzemolo, l’anice e il finocchio selvatico, in una chiave più dolce e delicata. Salmone, gamberi, aringhe… Il Nord Europa ci regala tantissime ricette che abbinano il pesce ai profumi dell’aneto. Ma l’aneto è usato anche per aromatizzare uova, formaggi freschi e verdure. Fra le preparazioni più classiche, apprezzate e diffuse c’è ad esempio l’insalata di patate o di cetrioli all’aneto, rispettivamente condite con una salsa a base di panna e aneto o con una a base di yogurt e aneto, in quest’ultimo caso si tratta di un abbinamento tipicamente mediorientale che ritroviamo nello Tzatziki a base di yogurt, cetriolo, agio e naturalmente aneto.
Fiori di aneto: ricette e consigliÂ
I fiori di aneto sono particolarmente adatti per preparare conserve sottoaceto delicatamente aromatiche, anzi conferiscono un sapore più deciso rispetto ai semi più comunemente usati in questo tipo di preparazione. I fiori di aneto possono sostituire l’aneto fresco in tutte le ricette che lo prevedono: di solito si usano 1-2 fiori di aneto per ogni rametto. Oltre al gusto più inteso aggiungeranno ai piatti un allegra tonalità di giallo. Essendo il suo aroma molto delicato e sfuggevole, è preferibile evitare la cottura di fiori e foglie in particolare la bollitura.
La redazione di Food Confidential Magazine
Culinaria
Il gusto dell’identità 2014
Un fiore in cucina
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