LAZIO WINE EXPERIENCE: i vini del reatino

“Abbiamo tutti le nostre macchine del tempo. Alcune ci riportano indietro, e si chiamano ricordi. Alcune ci portano avanti, e si chiamano sogni”

E’ proprio da questa citazione di Jeremy Irons in “La Macchina del Tempo” che vogliamo partire per raccontarvi di Cantina Le Macchie e di Antonio Di Carlo, che a bordo della sua ‘Time Machine’ chiamata Castelfranco, ci fa rivivere storia e curiosità della Provincia di Rieti.

Courtesy Cantina Le Macchie

Il nostro viaggio inizia nel 1376, quando la città di Rieti, sotto il comando dello Stato Pontificio, ordina la fortificazione della Città di Castelfranco a difesa contro il Regno di Napoli, e la conseguente costruzione della Torre, simbolo della città e di Cantina Le Macchie.

Furono molteplici le battaglie che videro coinvolte Rieti e Castelfranco, contro le vicine città di L’Aquila, Cantalice e Cittaducale. Ci vollero più di 200 anni per giungere ad una pace duratura, quando finalmente nel 1641 si vide la cessazione definitiva delle ostilità.

Risalendo nella nostra ‘macchina del tempo’, Antonio fa rotta su una tappa a noi molto più cara: “Iniziamo a parlare di Vino”.

Nell’anno 1225 San Francesco, per problemi alla vista, arriva a Rieti dove risiedeva un chirurgo molto apprezzato. Il Santo alloggiava presso Il Santuario della Foresta, dove vi rimase per circa 4 mesi. Durante la sua permanenza, ordinò di lasciare i frutti della propria vigna, sita all’esterno del Santuario, a disposizione dei pellegrini, compromettendo l’imminente vendemmia. Arrivati al momento della pigiatura delle poche uve rimaste, San Francesco ricavò tanto vino, pari al doppio delle precedenti vendemmie quando le piante erano colme di frutti. Questo fu il Miracolo di San Francesco.

La tradizione vitivinicola di Rieti e Castelfranco arriva fino all’avvento dell’industrializzazione, quando le vigne furono abbandonate per occupare le grandi città.

Dobbiamo arrivare ai primi anni del 2000, quando venne ritrovata una pianta di circa 160 anni di Cesanese Nero, vitigno autoctono della zona, il quale fu riprodotto per talea ed oggi in produzione con il nome in etichetta ‘L’Ultimo Baluardo’, nome dato alla città di Castelfranco come ultimo baluardo di difesa dello Stato Pontificio ed a ricordo della pianta madre da cui sono nate le vigne, oggi di proprietà della Cantina Le Macchie.

Courtesy Cantina Le Macchie

Le etichette prodotte sono nove, ma la cosa che ci colpisce è la varietà di vitigni e tecniche di vinificazione utilizzate. Passiamo dagli autoctoni quali: Malvasia, Sangiovese, Montepulciano e Cesanese Nero, a due internazionali quali Riesling Renano e Gewurztraminer, non propriamente usuali per il Centro Italia, come infondo non è usuale trovare una cantina a 700 metri sull’Appennino Laziale, dove a febbraio le temperature sono arrivate a – 18 °C.

Solo quando iniziamo a camminare tra i vigneti, capiamo realmente cos’è Cantina Le Macchie: 30% di pendenza, terreno ciottoloso e forti sbalzi termici, sono le caratteristiche pedoclimatiche, che si tramutano in freschezza, pulizia gustativa e facilità di beva. Mentre la perfetta maturazione dei grappoli, che vede complici la conduzione agronomica, l’esposizione solare e le tecniche di vinificazione e d’affinamento dei vini, completano in complessità olfattiva, persistenza ed alcolicità, definendo una struttura del tutto rispettabile.

Ormai è il momento di rientrare da questo wine tour nelle colline reatine, piacevolmente arricchiti da un esperienza piuttosto particolare. Ringraziando la famiglia Di Carlo per l’eccezionale accoglienza nella loro Cantina e per averci raccontato di un territorio unico.

Auguri Antonio per questa tua iniziativa, portala sempre avanti con il coraggio e la passione di chi ha voglia di sognare.

CANTINA LE MACCHIE
Via Casanuova, 5 – 02100 – Castelfranco Rieti (RI) – Lazio – Italia
T. +39.3384620702
info@cantinalemacchie.it
www.cantinalemachie.it

 

Alessandro Ingrossohttp://www.tannintime.it
Non amo definire me stesso perché fondamentalmente sono come il vino, in continua evoluzione! Formazione alberghiera, una successiva laurea in economia e il lavoro da commercialista. Non sono un sommelier, non sono un professionista o esperto di vino… sono semplicemente un wine lover, un amante della buona cucina, sempre curioso di scoprire nuovo prodotti. Mi piace ascoltare il racconto dei vignaioli in cantina e mi piace raccontare il vino, le sue sfumature, le mie emozioni e trasmetterle attraverso la scrittura.

Articoli Correlati