BOLLICINE a SAN VALENTINO. Due tappi per sugellare l’amore

Se l’idea è quella di partire per una breve fuga d’amore per San Valentino, la meta potrebbe essere CANELLI, il piccolo borgo astigiano dove nacque lo spumante italiano, dove le bollicine potranno propriamente suggellare l’amore delle coppie di innamorati. Nel comune del basso Monferrato, infatti, sarà possibile incastonare una coppia di tappi lungo la suggestiva “Via degli Innamorati”, un percorso romantico a cielo aperto ispirato ai Fidanzatini dell’illustratore Peynet. 

Ogni coppia potrà attestare il proprio legame inserendo due sugheri personalizzati all’interno delle istallazioni, allestite per l’occasione lungo la strada, a testimonianza permanente del proprio amore. 

Il nuovo itinerario dedicato agli innamorati si sviluppa lungo la storica via acciottolata della Sternìa (in dialetto sentiero). Il percorso ospita le prime opere d’arte realizzate appositamente dai migliori artisti locali; ogni anno il corpus artistico si amplierà, aggiungendo nuove creazioni, fino al completamento di tutta la strada. Una mostra a cielo aperto dall’atmosfera romantica che accompagnerà tutti gli innamorati fino alla cima della collina al Belvedere Unesco, da cui ammirare il panorama di Canelli e il paesaggio circostante.

La via degli Innamorati

Canelli, piccolo comune piemontese del basso Monferrato, può essere annoverato a tutti gli effetti fra le capitali mondiali del vino. Qui, oltre 150 anni fa, è nato il primo spumante italiano, lavorato a mano e lasciato riposare almeno tre anni nelle cantine storiche, le Cattedrali Sotterranee dichiarate Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco.

La moda di bere vini frizzanti e dolci si diffuse in Francia all’inizio del XIX secolo, nella zona denominata “Champagne”, dove già da 200 anni, all’interno di monasteri e abbazie, si producevano vini spumantizzati. Verso la metà del 1800 il vino frizzante cominciò ad attrarre i produttori piemontesi che, da secoli, commercializzavano il Moscato, un tipo di uva che, per l’alto grado di contenuti zuccherini, aveva la tendenza a rifermentare diventando leggermente frizzante in modo spontaneo, senza aggiunta diulteriori zuccheri.

Gli incentivi promossi dalla classe dirigente sabauda per indirizzare il Piemonte al pari della vicina Francia, avevano portato chimici e semplici “maestri acquaviti” a lanciarsi in audaci sperimentazioni enologiche. Fu così che, congiuntamente agli incoraggiamenti del neonato Regno d’Italia, in Piemonte ci fu un forte sviluppo delle tecnologie vinicole da cui scaturirono prodotti, come gli spumanti canellesi, che decretarono gli imprenditori subalpini quali pionieri nei brevetti enologici. E proprio nella zona di Canelli e del suo circondario a partire dal primo Ottocento, si verifica un’esplosione di opifici e cantine con moderne strutture industriali. Fra i capostipiti delle dinastie dello Spumante si annoverano i nomi canellesi di Martini, Gancia, Cinzano, Cora, Bosca, Contratto.

Le Cattedrali Sotterranee sono la caratteristica più originale di Canelli e, allo stesso tempo, la meno visibile: chilometri di grandi ambienti sotterranei scavati direttamente nel tufo delle colline tra il XVI ed il XIX secolo, dove da secoli vengono custoditi vini e spumanti perché qui si trova l’ambiente ideale per temperatura e umidità.

Una vera e propria città nel sottosuolo che ha recentemente aperto le porte ai visitatori e attira ogni anno migliaia di turisti e appassionati. Dall’intuizione delle cantine Bosca e Gancia, custodi di alcune delle Cattedrali Sotterranee, è nato il progetto che ha contribuito al riconoscimento dei Paesaggi Vitivinicoli di Langhe-Roero e Monferrato quale 50° sito Unesco in Italia eletto a Patrimonio dell’Umanità. Un riconoscimento, giunto nel 2014, che ha identificato l’unicità del rapporto secolare tra natura e lavoro dell’uomo.

Cantine Bosca

Dal 1831 Bosca, da sei generazioni sotto la guida della stessa famiglia, produce spumanti, vini e vermouth. Il fondatore, Luigi Bosca, a metà dell’800 fu tra i primi viticoltori piemontesi a estendere il commercio del vino al di là dei confini: nel 1889 aprì la prima sede oltremare a Buenos Aires e nel 1901 replicò con la prima filiale negli Stati Uniti, a New York. Le bollicine Bosca, caposaldo della tradizione spumantiera italiana, si propongono anche in versioni decisamente innovative per rispondere a un mercato sempre più internazionale. È il caso dei divertenti Sparkletini, un blend di vino e cereali profumati alla frutta, o del Toselli, bollicine senza alcol, certificati halal e kosher per i clienti musulmani ed ebrei osservanti.

Articoli Correlati