Italia delle birre. MARCHE: 69 St’Orta di I BEER

Dal mondo del vino a quello brassicolo: storia di una donna che trasforma un vecchio fienile in un birrificio agricolo e di una birra che racconta il territorio.

Dici Fabriano e pensi subito alla produzione della carta, alle dolci colline marchigiane e alle suggestive grotte di Frasassi. Proprio nelle campagne fabrianesi sorge il birrificio agricolo IBeer: un vecchio fienile ospita la “sala cotte”, i cinque ettari di campi circostanti sono coltivati ad orzo mentre l’ex casa colonica è ora un punto vendita con sala degustazione. Fondatrice, nonché birraia, è Giovanna Merloni che dopo un corso da sommelier e un diploma post universitario in enologia, quattro anni fa decide sorprendentemente di investire sulla birra artigianale.

Dalla coltivazione dell’orzo all’imbottigliamento, l’intero processo si svolge nell’azienda agricola; la capacità dell’impianto è modesta ma viene sfruttata al massimo delle sue potenzialità, arrivando a produrre circa 4000 litri al mese. Il resto delle materie prime è selezionato con attenzione e perfino l’acqua è purificata con specifici trattamenti.

IBEER 69 St’Orta – Hemp Ale – Courtesy of IBEER

Tra le loro birre, la 69 St’orta è quella che più di altre si lega al territorio. Si tratta di una blanche alla canapa; le Marche infatti sono tradizionalmente zona di coltivazione di questa pianta, utilizzata prevalentemente nel tessile, dalle industrie cartarie e di mattoni o semplicemente per la preparazione di tisane e cosmetici.

La ricetta della 69 St’orta prevede oltre al malto d’orzo, altri cereali non maltati (frumento, segale, avena). La classica speziatura da blanche (coriandolo e scorze di arancia amara) è ulteriormente impreziosita dal bergamotto. Infine, ai luppoli sia in bollitura che in fase di dry hopping, vengono aggiunti i fiori della canapa di produzione propria, del tipo Futura 75, molto ricca di oli essenziali. Al naso sentori agrumati ed erbacei che si confermano in bocca, dove incontrano un sapore lievemente acidulo. Il corpo leggero, il finale secco e l’alcol moderato rendono questa birra particolarmente fresca e beverina.

Courtesy of Markus Spiske – Unsplash

Salvatore Cosenza
Lucano di Potenza, vivo nella Capitale da diversi anni. Sul web scrivo anche per Agrodolce, Via dei Gourmet e Alti Formaggi Magazine. Collaboro alla redazione di guide di ristoranti e sono stato City Manager di Yelp a Roma. Sono trai fondatori di Unione Degustatori Birre e insegno ai corsi di degustazione. Su Radio Food conduco “Radiocronache di birra”. Altre mie grandi passioni sono i formaggi e la pizza. Convinto che la civiltà vada di pari passo con la fermentazione, raccolgo articoli e testimonianze di incursioni gastronomiche su Lieviti Digitali.

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