Siddùra. Sardegna in purezza

[dropcap size=small]S[/dropcap]iddùra è la Sardegna che ancora in molti non si aspettano, che sorprende ed emoziona in tutte le stagioni dell’anno, ma soprattutto adesso, periodo di vendemmia. Un’azienda agricola – nel cuore della Gallura a pochi chilometri dal villaggio medioevale di Luogosanto – racconta dell’amicizia tra due imprenditori provenienti da settori tanto diversi  tra loro, ed entrambi lontani dall’enologia, come possono essere l’edilizia e l’abbigliamento.

In comune, però, l’amore per la Sardegna: scoprono insieme nel 2008 una proprietà abbandonata dove decidono di creare una vigna rigogliosa. La zona è un paesaggio selvatico, punteggiato di fitte foreste di sugheri e profumato dalle fragranze della macchia mediterranea.

“I terreni di Siddura – racconta l’agronomo Luca Vitaletti – sono un misto di granito, sabbia e argilla. Sono terreni sciolti, spesso aridi, ideali per la viticoltura. In queste condizioni la vite, che è una pianta abituata a soffrire la fame e la sete, riesce a dare i prodotti migliori. Le buone escursioni termiche, il clima ventilato e l’ottimo irraggiamento delle pendenze collinari fanno il resto, preservando ed esaltando le caratteristiche organolettiche delle uve”.

“Il nostro compito – racconta l’amministratore delegato di Siddùra, Massimo Ruggero – è quello di rispettare ed esaltare la qualità del prodotto che ogni anno ci viene donato dalla natura, con massima intelligenza, esperienza e professionalità. La filosofia della nostra produzione è basata sulla convinzione che la produzione del vino comincia nel vigneto, essendo il vino un vero riflesso del suo terroir. Questa considerazione influenza tutti gli aspetti della produzione: raccolti limitati per garantire la massima qualità, vendemmia selettiva a mano, micro vinificazione e invecchiamento nelle migliori botti francesi di quercia. Il nostro obiettivo è quello di produrre vini che siano espressione della Sardegna più pura”.

Quella di Siddùra è senza dubbio una storia di passione per la terra e per i suoi frutti ma anche per la cultura e per l’arte… Perché l’uomo ha bisogno di nutrirsi tanto di materiale quanto di immateriale. L’arte è la passione del socio di Massimo, imprenditore tedesco e collezionista Nathan Gottesdiener: opere d’arte di grandi dimensioni decorano con classe la tasting room, arricchendo l’arredamento di design, curato in ogni dettaglio. Se la cantina è in equilibrio tra attenzione per la natura e tecnologia, la tasting room è il luogo perfetto per meditare sui vini ma è anche un rifugio – da prenotare in anticipo – per incontri di affari o privatissime celebrazioni.

Grande attenzione è posta anche alla scelta dei nomi dei vini che – come ci racconta l’enologo Dino Dini –  sono parole sarde o etrusche scelte per rievocare le peculiarità del territorio. Non stupisce che il primo vino nato qui, un Vermentino ricavato dalle primissime uve raccolte dal terreno dopo l’intervento dell’uomo sulla natura, si chiami Maìa, che significa magia in gallurese. Vincitore al suo esordio nel 2013 del primo premio internazionale Decanter, il Maìa è ottimo abbinato a piatti a base di bottarga, crudités di mare e crostacei. Un altro bianco, più vivace e profumato, è lo Spèra, in gallurese fascio di luce. Il Bèru – che in etrusco significa nobile – rappresenta la voglia di sperimentazione di Siddùra sul Vermentino, per dimostrare che è un vitigno “poliedrico”, ricco di sfaccettature, che si adatta ad essere lavorato in tanti modi diversi, pur mantenendo sempre la propria identità.

Quattro, infine, i vini rossi. Erema, ovvero piccola piantina in etrusco, è il più giovane della cantina, un vino piacevolmente morbido, adatto sia a pietanze di terra sia di mare. Bàcco, il dio del vino, risulta intrigante al naso per i suoi marcati profumi di ciliegia marasca e ha un bellissimo colore rubino intenso. Fòla significa favola in gallurese e rappresenta l’essenza del Cannonau, vitigno diffuso in varie aree del Mediterraneo che che in Sardegna ha trovato il suo habitat ideale. Infine Tìros, in etrusco vino, da uve Sangiovese e Cabernet, che a Siddùra sono lavorate con cura per ottenere un blend dal gusto vellutato e persistente.

Siddùra

Localita Siddura Snc 07020 | Luogosanto (Otranto) | Sardegna | Italia | +39 079 65 73 027

Sito Web: www.siddura.com | Facebook | Twitter | YouTube 

La Redazione di Food Confidential Magazine @FoodConfidentia – a cura di Fabiana Magrì

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