Le colline del PROSECCO patrimonio UNESCO

Le Colline del Prosecco sono Patrimonio mondiale dell’Umanità dell’ UNESCO. Riconosciuta la loro bellezza paesaggistica e l’unicità culturale e agricola. 

Lo ha decretato a Baku, in Azerbaijan, il World Heritage Commettee composto da rappresentanze di 21 Stati che hanno il compito di valutare le candidature. Salgono così a 55 i siti italiani iscritti alla lista UNESCO. Una grande vittoria per Conegliano Veneto e Valdobbiadene (provincia di Treviso), ma anche per tutta l’Italia.

Il vino prodotto in queste zone è solo un fattore che ha contribuito a questo storico risultato: il sito infatti è riconosciuto come ‘paesaggio culturale’ modellato da un’interazione evolutiva tra la terra e l’uomo, grazie all’opera dei viticoltori che hanno lavorato per secoli queste colline. Le colline di Conegliano e Valdobbiadene diventano il decimo sito al mondo iscritto alla categoria di ‘paesaggio culturale’, dopo i portoghesi Alto Douro e l’isola Pico nelle Azzorre, l’ungherese Tokaj, lo svizzero Lavaux, l’italiano Langhe Roero e Monferrato, i francesi Champagne, Borgogna e Saint-Emilion e l’austriaco Wachau.

Si tratta di un angolo di natura che l’uomo ha saputo valorizzare e monetizzare. Lo sa bene il governatore della Regione Veneto Luca Zaia, che definisce ‘eroici’ quegli agricoltori che hanno ‘disegnato’ le colline per secoli: ‘Il blasone Unesco consacra la particolare conformazione geomorfologica delle nostre colline e il ricamo di coltivazioni vitate, di ciglioni erbosi e terrazzamenti’ che oggi rappresentano una vera ricchezza, non solo paesaggistica. ‘Ora il lavoro non è finito, continua Zaia, ci dobbiamo preparare alle visite dei turisti, dei tecnici del mondo scientifico e di tutti coloro che saranno curiosi di visitare queste zone’.

Delle 464 milioni di bottiglie Doc vendute lo scorso anno, prodotte su oltre 24mila ettari di vigneti tra Veneto e Friuli Venezia Giulia, circa 2 su 3 sono state vendute all’estero dove la Gran Bretagna – fa notare la Coldiretti che ha organizzato un maxi brindisi nel ‘Villaggio contadino’ al Castello Sforzesco di Milano – è di gran lunga il Paese che ne consuma di più. L’aumento record del 21% delle vendite nel 2019, a conferma che il Prosecco è il vino made in Italy maggiormente esportato, ha sicuramente dato una spinta alle bollicine italiane più popolari.

“Si tratta di un bel risultato per il nostro territorio e mi complimento con il ministro delle Politiche agricole alimentari, forestali e del turismo Gian Marco Centinaio (che a sua volta commenta “Una giornata storica per il Veneto e l’Italia intera”) e il presidente Zaia per il successo a lungo atteso”, ha dichiarato il ministro dell’Ambiente, Sergio Costa.

Il Made in Italy a tavola si conferma una realtà da primato in Europa e nel mondo dopo i successi già ottenuti con la Dieta Mediterranea, l’arte della pizza e la vite di Pantelleria. L’ Italia può contare su molti ‘gioielli’ già iscritti nella lista rappresentativa del patrimonio culturale immateriale dell’Unesco: l’Opera dei pupi (2008), il Canto a tenore (2008), la Dieta mediterranea (2010) l’Arte del violino a Cremona (2012), le macchine a spalla per la processione (2013) e la vite ad alberello di Pantelleria (2014), l’arte dei pizzaiuoli napoletani (2017), la Falconeria (insieme ad altri 17 Paesi) e l’Arte dei muretti a secco (2018).

‘Si tratta di un risultato atteso che riconosce l’importanza di un territorio dallo straordinario valore storico, culturale e paesaggistico in grado di esprimere una produzione che ha saputo conquistare apprezzamenti su scala mondiale‘, afferma il presidente della Coldiretti Ettore Prandini.

La candidatura era stata avanzata per la prima volta nel 2010 e nel 2017 aveva ricevuto il sostegno dell’allora ministro per le Politiche agricole, Maurizio Martina, anche se alcune sigle ambientaliste come Wwf e Legambiente avevano criticato gli effetti della viticoltura intensiva e dell’uso dei pesticidi nella produzione delle colline del Trevigiano. Lo scorso anno l’iscrizione era stata rinviata all’ultimo per soli due voti, quelli di Spagna e Norvegia.

Ma oggi finalmente, le colline di Conegliano e Valdobbiadene rappresentano il mondo del prosecco italiano: trenta chilometri di versanti ripidissimi ricoperti di vigneti. In questo territorio negli anni ’60 è nata la prima strada della Penisola dedicata al vino, grazie al clima e a un terreno in cui 250 milioni di anni fa emerse dal mare una barriera corallina. I vigneti sono collocati sulle “rive” (come vengono chiamate in dialetto le salite) e questo rende ancora più faticoso il lavoro dei viticoltori.

Very Food Confidential!

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