TRAVEL CONFIDENTIAL: un weekend a MADRID

Sono settimane tremende a lavoro e vi occorre anche solo il pensiero di un weekend fuori porta. Aprite il pc, andate su Skyscanner e cercate qualche volo verso una meta mai esplorata. Ed ecco che appare una possibile soluzione: Madrid, la capitale spagnola. Ma quando la partenza si avvicina, la domanda che avanza ferocemente è la stessa per qualsiasi viaggio: cosa fare in questi pochi giorni di vacanza?

La risposta varia da persona a persona, naturalmente. Il turismo ormai ha declinazioni molto diverse. Non c’è più soltanto la dimensione “lettino e crema solare” (tanto meno in una capitale che non affaccia sul mare!). No, quando si progetta un viaggio si pensa a molto più del relax. C’è, ad esempio, una componente esperienziale: si cercano insomma attività da svolgere diverse dal solito. E anche il proposito culturale occupa spesso un ruolo importante nei desideri di noi viaggiatori.

Abbiamo trascorso qualche giorno a Madrid e vogliamo restituirvi qualche suggestione nel caso in cui vi venga voglia di fare un salto in questa vibrante città.

Palazzo Reale, Courtesy Thomas Baistrocchi

IL PRIMO IMPATTO

Diciamocelo chiaro e tondo: spesso giudichiamo una città o un posto nuovo in base al primissimo impatto. La prima impressione, infatti, condiziona molte volte i giudizi successivi. Ecco, a questo proposito i quartieri centrali di Madrid hanno un certo talento. Sì, perché dopo aver viaggiato in metropolitana per una quarantina di minuti dall’aeroporto alla fermata Tribunal, si è subito materializzato uno scorcio che ben sintetizza una delle caratteristiche di questa città.

Madrid è in grado di alternare con una certa destrezza la grandiosità di edifici maestosi alla compostezza di palazzi residenziali che sanno di quartiere a misura d’uomo. Capisci subito, quindi, che questa città accontenta più gusti, più esigenze.

E così i quartieri centrali come Sol, Chueca, Malasaña e Lavapiés, diventano lo scenario ideale anche soltanto per una passeggiata. Non solo: sono ideali anche per trovare un posto dove alloggiare e da cui visitare comodamente tutto il centro cittadino.

Palazzo di Cristallo, Courtesy Thomas Baistrocchi

ALCUNI MUST

Per chi fosse totalmente digiuno di Madrid, occorre menzionare alcune tappe irrinunciabili. Senza dubbio il grande e curatissimo Parco del Retiro, con il suo celeberrimo Palazzo di Cristallo che talvolta ospita installazioni artistiche d’impatto. Meno turistico, ma seducente al tramonto, anche il Parco dell’Ovest con il suo Tempio di Debob, un omaggio dell’Egitto alla Spagna.

Il Tempio di Debob al Parco dell’Ovest, Courtesy Thomas Baistrocchi

C’è poi il Palazzo Reale, dove per entrare dovete mettere in conto un pochino di attesa. Alle spalle dell’edificio sorgono inoltre gli incantevoli e sconfinati Giardini del Campo del Moro, vivacizzati dalla presenza di alcuni pavoni molto socievoli (li farete vostri bestfriend con qualcosa da mangiare).

Vicino alla sede della famiglia reale sorge anche, in una piazzetta davvero bucolica, il Teatro Real con la sua programmazione lirica di tutto rispetto.

Plaza Mayor, con le sue geometrie precise, è un’altra icona cittadina, sebbene non possa competere a nostro avviso con quella di Salamanca. Più vissuta, anche da numerosi giovanissimi, Plaza de España con il suo monumento dedicato a Cervantes, forse il più noto degli scrittori spagnoli.

PER GLI AMANTI DELL’ARTE

Spoiler: ce n’è per tutti i gusti. Che vogliate esplorare l’arte spagnola oppure ammirare dal vivo alcuni dei capolavori studiati sui libri di storia dell’arte, Madrid non vi deluderà. Basta anche “soltanto” il quartiere Paseo del Arte. Qui a distanza di pochi passi l’una dall’altra ci sono tre istituzioni museali da capogiro: il Museo Nacional del Prado, il Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofia e il Museo Nacional Thyssen-Bornemisza.

Il primo, in particolare, nel 2019 festeggia i suoi primi 200 anni. Attenzione perché l’offerta qui è talmente ampia che è meglio tenerlo come unica tappa di una giornata. Capolavori della pittura spagnola, fiamminga, francese e italiana, popolano le numerose stanze del museo. Fra questi, imperdibili le tele di Tiziano (fra cui Il Cardinale e La Vergine del Pesce), di Bosch con il suo Giardino delle Delizie, di Caravaggio (di cui il Reina Sofia conserva Davide e Golia), e di Goya con il 3 maggio 1808, Saturno e La famiglia di Carlo IV. Vasta è anche la collezione di sculture che comprende il magnifico Marte e Veneredi Antonio Canova.

Per chi preferisce l’arte moderna e contemporanea il Reina Sofia è un parco giochi. Anche qui il tempo da mettere in conto è molto. Oltre alla collezione permanente (con alcune chicche di Dalì e Mirò), solo a febbraio 2019 erano in corso ben quattro temporanee… in contemporanea. Una dedicata al tedesco, ma cresciuto in Ungheria, Luis Camnitzer, una alla produzione artistica parigina nei decenni immediatamente successivi la Seconda Guerra Mondiale, una dell’artista americano Westermann e infine la quarta con parte dell’arte spagnola degli anni ’70. Passaggio obbligato nella sala che custodisce la monumentale Guernica di Picasso, dove non è possibile, ci raccomandiamo, scattare fotografie.

Un’installazione al Museo Reina Sofia, Courtesy Thomas Baistrocchi

Oltre a questi big three, ci sono altri musei più piccolini e meno noti. Fra questi quello del Romanticismo, una vera chicca nel quartiere Chueca che nasconde anche un giardino dove fermarsi a prendere un caffè in tranquillità; oppure il Museo Sorolla, casa del pittore valenciano a Madrid, impreziosito anche qui da uno straordinario giardino.

LA COMIDA: VALE A DIRE “QUANDO E DOVE SI MANGIA?”

Tra mercati coperti, tapas bar e ristoranti gourmet e non, a Madrid non si muore certamente di fame.

Un breve nota sulle abitudini legate interessa gli orari, leggermente diversi da quelli italiani (soprattutto nelle regioni settentrionali). Il pranzo è in genere fra le 14 e le 16 e la cena non inizia prima delle 21.

Il mercado madrileno non coincide totalmente con il mercato italiano. Prevalentemente (o quasi esclusivamente) sono dedicati alla gastronomia. Il più amato dai turisti è quello di San Miguel, non distante dalla Cattedrale dell’Almudena, la patrona della città. Qui l’offerta gastronomica include anche tapas gourmet e noi abbiamo trovato anche un banco dedicato alla nostrana burrata, proposta in soluzioni inedite.

Se cercate qualcosa di più local, dirigetevi invece a Chamberì alla ricerca del Mercado de Vallehermoso.

A colazione uno dei cavalli di battaglia della cucina madrilena (e non solo) sono i churros inzuppati nel cioccolato, disponibili sia nelle numerose caffetterie della città sia nelle bancarelle sparse sulle strade. Un’alternativa sono i picatostes, pezzetti di pane tostato, fritti o con il burro. I fan della colazione salata possono optare per un semplice pan con tomate, una fetta di pane spalmata con pomodoro, aglio e olio.

Il lessico di base per il caffè prevede tre aggettivi da imparare: solo indica il caffè espresso (che è in genere più vicino a un nostro caffè lungo); cortado traduce il nostro macchiato, mentre con leche vuol dire che volete metà caffè e metà latte.

Verso mezzogiorno i madrileni tendono a consumare uno spuntino. È un’idea geniale anche per voi che state magari camminando già da un paio d’ore per musei e monumenti. Una soluzione in questo caso potrebbe essere un bocadillo de calamares, cioè un panino con calamari fritti. Per quella che è la nostra esperienza, non lesinano sul numero di calamari, quindi potrebbe essere una buona idea anche dividerlo in due!

Bocadillo de calamares, Courtesy Madrid Destino

Per il pranzo e per la cena, alcuni evergreen comprendono: le patatas bravas, patate fritte o bollite condite con una salsa alla paprika o con la golosissima (ma antisociale) aioli, la salsa a base di aglio; la tortilla di patate; le croquetas, che come suggerisce il nome sono crocchette di besciamella che spesso possono contenere prosciutto oppure baccalà.

Se poi, come noi di Food Confidential, siete grandi estimatori di prosciutti, lo jamon iberico è un lusso da concedersi: questo prosciutto stagionato tipicamente spagnolo è una delle delicatessen di cui sentono di più la mancanza gli spagnoli quando si allontanano da casa. Lo distingue dallo jamón serrano la razza del maiale da cui è ricavato.

Anche sul versante delle bevande gli spagnoli la sanno lunga. Molti i rossi a disposizione, fra cui quelli del Ribera del Duero, vini rossi ricchi di tradizione e noti per la tipica ‘tinta fina’, un vitigno potente nell’aroma e nel sapore (un’etichetta che abbiamo provato con soddisfazione è Pradorey).

I TRASPORTI

Girare a piedi per i quartieri centrali di Madrid è fattibilissimo. Tuttavia se vi fermate qualche giorno in più, le vostre gambe potrebbero chiedervi pietà dopo un po’. In questo caso potrebbe essere una buona idea il ticket turistico che per quattro giorni ci è costato poco più di 20 euro e include anche la tassa per entrare nella fermata della metropolitana dell’aeroporto.

 

di Michele Razzetti

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