Un libro di ricette può avere molti scopi: Soup for Syria aspira alla pace attraverso la condivisione e l’amore per il cibo, quello più semplice, rappresentato dalle zuppe.

D’estate sono buonissime quelle fredde, d’autunno quelle più avvolgenti ma qui il vero gusto si trova nel progetto di aiuti umanitari che va ad alimentare. I profitti derivanti dalla vendita di questo volume verranno devoluti all’UNHCR l’agenzia per i rifugiati delle Nazioni Unite.

L’autrice Barbara Abdeni Massaad ha messo insieme un team di oltre 80 tra chef e food writer di tutto il mondo: da Yotam Ottolenghi ad Anthony Bourdain, da Greg Malouf ad Alice Waters. Con esperienza e umanità hanno composto ricette senza fronzoli, facili da preparare, buonissime e ben illustrate di un unico piatto, la zuppa, comfort food per eccellenza. “Qualcosa che – come scrive Bourdain – si cucina sempre, anche quando il mondo intorno a noi è in difficoltà”.

L’edizione italiana è della casa editrice torinese EDT, con una bellissima prefazione di Carlo Petrini e le stupende foto dell’autrice Barbara Abdeni Massaad che oltre ad essere una food writer esperta ha anche il tocco magico per lo scatto fotografico.

Nell’introduzione Barbara racconta di abitare a tre quarti d’ora di distanza da un campo profughi affollatissimo, dove famiglie siriane si accalcano dentro tendoni di plastica e bambini muoiono di freddo e fame.

I rifugiati abbandonano le loro case e la loro terra costretti a causa della guerra e della violenza ma non sempre sono compresi e ben accolti nei paesi dove cercano di mettersi in salvo. L’idea di Barbara di mettere a servizio le sue capacità per aiutare questa situazione è nata dalle sue visite a questo campo profughi, dove portare cibo ogni tanto non era abbastanza.

Nella prefazioni Carlo Petrini ci ricorda che: “il grado di civiltà di una popolazione si misura con l’apertura e la solidarietà verso chi è in difficoltà. E se questo vale a livello locale, dovrebbe valere ancora di più sul piano internazionale. Mai come in questo periodo storico dovremmo ricordarci di questo, perché ormai da troppo tempo stiamo vivendo una tragedia di proporzioni inimmaginabili, che ha il suo epicentro in Siria.”

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Ecco la deliziosa ricetta del

Brodo di mais, di Chris Borunda 

PER CIRCA 2 l

  • 8 pannocchie fresche (vanno bene anche già cotte)
  • 60 ml d’olio vegetale
  • 1 grossa cipolla affettata
  • 2 grosse carote pelate e tagliate a rondelle
  • 1 gambo di sedano affettato
  • 2 patate pelate e tagliate a dadini
  • 2 foglie d’alloro fresco
  • 1 stecca di cannella
  • 1 cucchiaino di pepe nero in grani
  • 1 cucchiaio di semi di coriandolo tritati 1 cucchiaino di pimento in grani
  • 1 mazzetto di prezzemolo
  • 1 mazzetto di coriandolo in foglie
  • 3 cucchiai di sale

Sgranate le pannocchie aiutandovi con un coltello affilato. Scaldate l’olio in una grossa pentola a fuoco medio, quindi aggiungetevi mais e verdure. Coprite con il coperchio e fate cuocere per circa 15 minuti, mescolando di tanto in tanto. Aggiungete le erbe aromatiche e le spezie e lasciate cuocere ancora per 2 minuti.

Aggiungete 4 l d’acqua e portate a bollore. Abbassate la fiamma, salate e fate sobbollire per 30 minuti. Filtrate il brodo attraverso un colino a maglie fitte coperto con una garza o un panno di mussola. Scartate le verdure e le spezie.

Assaggiate. Se il gusto è troppo blando, rimettete sulla fiamma finché il brodo si sarà ridotto di un terzo. Lasciate raffreddare, coprite e conservate in frigorifero.

INFO:

Soup for Syria – Ricette per la pace e la condivisione 

 

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I miei piatti preferiti? Pizza, gelato e tutto quello che è giapponese. Sono autrice e presentatrice TV, in realtà sono anche un avvocato pentito, esperta di marketing digitale e comunicazione. Per 7 anni sono stata direttore Marketing e Comunicazione del GAMBERO ROSSO e del Master in Giornalismo Enogastronomico, ho fondato l'agenzia di comunicazione e casa editrice Food Confidential, ho diretto per due anni la Scuola di Cucina della rivista "La Cucina Italiana" del Gruppo Condé Nast e per tre anni la sede di Roma dello IED - ISTITUTO EUROPEO DI DESIGN. Insegno all'Università Roma TRE nel "Corso di Laurea in Scienze Gastronomiche" e sono coordinatrice del MASTER in FOOD DESIGN PROJECT EXPERIENCE. In realtà vado anche pazza per il cioccolato e sono assaggiatrice esperta di birra e vino! Super appassionata di viaggi, arte e design, QUALITY AMBASSADOR di "cosaporto.it". La prossima sfida? Tra poco!