Il brunch, concetto così sfruttato, e a volte incompreso… Una piccola precisazione, è la mia metà americana a puntualizzarla: il termine brunch non sta a rappresentare un buffet del pranzo come spesso viene interpretato a casa nostra, è bensì la crasi fra i termini ‘breakfast’ e ‘lunch’. Questo è un convivio comunemente consumato la domenica, a cavallo dei due pasti, la prima colazione e il pranzo. Il brunch altro non è che una colazione ritardata e un pranzo anticipato. Il tipico menù del brunch d’oltreoceano prevede sempre un alternarsi misto di piatti caldi classici della colazione – pancakes, French toast, waffles, muffins, e poi include anche cereali, marmellate, etc. – e piatti tipici del pranzo domenicale: grandi insalate, club sandwich, arrosti, brasati, zuppe e via dicendo. Il tutto accompagnato da caffè americano, té freddo ma anche Mimosa, il cocktail a base di spremuta d’arancia e Champagne. Si tratta in sostanza di un motivo per stare in famiglia perdendo tempo a tavola, anticipando il pranzo della domenica alle 11 di mattina, o recuperare il breakfast perso per coloro che, ad esempio, sono stati a Messa la mattina digiuni perché hanno partecipato al sacramento eucaristico.

Noi italiani, sempre pronti ad imitare ed essere ispirati così bene dalle abitudini straniere, forse non sappiamo che il brunch l’abbiamo inventato noi.

La colazione di Pasqua tutta italiana altro non è che un insieme di cibi tradizionali, mangiati a metà mattina – sovente dopo il digiuno mattutino per chi si è recato alla Messa pasquale mattutina – e che è a tutti gli effetti, l’antesignano del brunch.

brunchLa classica colazione di Pasqua prevede infatti in tavola la presenza di uova sode, in alcune famiglie queste sono state benedette, in altre semplicemente dipinte da tutti i membri della famiglia. In tavola non manca mai anche il salame corallina – una tipicità romana che ha però origini Umbre. Si ottiene con carni suine magre, macinate finemente con aggiunta di lardelli a cubetti, che vengono insaccate in un budello di maiale. La fetta di corallina è riconoscibile dai caratteristici tre lardelli al centro. Anticamente la corallina veniva prodotta solo in piccole norcinerie artigianali, e solo solo per la festività della Pasqua. Oggi restano solo una manciata di questi laboratori che ne mantengono autentica la lavorazione, mentre il resto della produzione è affidato al campo industriale.

Altra costante della colazione pasquale italiana è la presenza di un elemento al formaggio. Nel centro Italia questo è presente sotto forma di pizza al formaggio, un delizioso pane lievitato originario delle Marche al cui impasto è aggiunto formaggio pecorino e che si abbina egregiamente ai salumi. In altre zone dello Stivale, si allestisce un tagliere misto di formaggi e salumi, accompagnati da pane, importantissimo comprimario di questo sacro pasto.

brunchIn Campania per esempio, l’elemento del grano – ricco di simbologia di rinascita, prosperità e vita – è molto presente. Basti pensare alla Pastiera, dolce della Pasqua e inno bucolico alla primavera. Il delizioso pane in Campania sotto Pasqua si arricchisce di ulteriore simbologia (e sapore) grazie al Casatiello. Il sunto della colazione pasquale è racchiuso in questo rustico tipico napoletano. Di base si tratta di una pasta di pane arricchita da strutto e condita con uova intere immerse nell’impasto, formaggio, dadini di salumi e pepe, e cotta preferibilmente nel forno a legna. Mentre il più semplice “tortano” si consuma tutto l’anno, il casatiello è specifico del periodo di Pasqua, perché con le sue uova posizionate intere, crude e aggiunte con il guscio parzialmente sporgenti e ben visibili, adornate da una croce di pasta, e cotte insieme al pane, è un simbolo che riconduce alla corona di spine del Cristo crocifisso.

Ciò che tiene tutta la colazione pasquale insieme sono la tradizione, la convivialità e un calice di vino. Rosso, generoso e beverino, il vino accompagna questo particolare momento della giornata pasquale in maniera eccelsa.

Seguono poi naturalmente tutte quelle portate del pranzo vero e proprio, ovvero la lasagna delle feste, la carne di capretto o agnello arrosto, svariate verdure di stagione come piselli, carciofi, e i primi asparagi. In alcune case è di rigore il fritto misto all’italiana, con verdure, carne, cervella, crema fritta e via discorrendo. Il pranzo si conclude tradizionalmente con una fetta di colomba o di pastiera, cercando la sorpresina nelle uova di cioccolato, o come a casa mia, in un rilassato rincorrersi di fave e pecorino.

Buona Pasqua!