GIN CONFIDENTIAL: in Amazzonia con Canaïma

Il Sud America. Il viaggio. La terra. Il Venezuela. Lo sentite anche voi quel profumo di botaniche speciali che crescono solo in alcuni (quasi) sperduti luoghi del pianeta?

Questa settimana varchiamo l’Oceano e andiamo in uno dei posti più affascinanti del mondo: la foresta amazzonica.

Ovviamente stiamo per parlare di Gin (non dubitate mai)… del Gin Canaïma, ma anche di territorio, di consapevolezza e di sviluppo sostenibile del pianeta. Siamo nella parte più profonda della foresta, nel territorio degli Indios Pemon, una delle popolazioni indigene amerindie che vivono nella parte sud del Venezuela (ma anche Brasile e Guyana). Personalmente mi resta difficile parlare di territorialità e Indios senza sfiorare minimamente la politica: il grido di allarme che gli stessi Pemon lanciarono quasi due anni fa, quando il Presidente (dittatore) Maduro lanciò letteralmente l’esercito contro gli Indios, colpevoli di voler fermare il progresso e il disboscamento Amazzonico.

Politica e Gin. L’argomento è ovviamente molto delicato e purtroppo (temo) lontano dal nostro quotidiano, ma non per questo meno interessante o importante. Mi ha colpito molto l’idea e l’interesse per il territorio che c’è dietro al Gin Canaïma, la consapevolezza dei possibili danni e dei pericoli della deforestazione (militare e speculativa) sono temi inclusivi all’interno della produzione di questo Gin. Prodotto dalla distilleria D.U.S.A. (la stessa del Rum Diplomático) con profonda attenzione e rispetto, partendo dalle botaniche raccolte dalle popolazioni indigene in modo rigorosamente rispettoso dell’ambiente.

Produzione e attenzione. Canaïma è partner della Fundaciòn Tierra Viva, che promuove uno sviluppo sostenibile e accrescere la qualità di vita delle tribù indigene del Venezuela. La Fondazione nasce grazie alla visione e all’interesse di persone convinte che l’educazione sia uno strumento fondamentale per la conservazione delle risorse naturali.
La Living Earth Foundation, un’organizzazione britannica con sede a Londra, ha iniziato le sue attività in Venezuela nei primi anni ’90. Attraverso mostre e spettacoli, nel 1992 è riuscita a raccogliere i primi fondi per lo sviluppo di un progetto per la creazione di una metodologia che capitalizzasse le iniziative esistenti di educazione ambientale nel Paese, coinvolgendo comunità, governi e comunità nel aziende per la conservazione delle risorse naturali. Oggi (tra le altre cose) si occupa di sviluppare tutti i materiali per la comunicazione del brand, che vengono realizzati a mano e dagli indigeni locali.
Alla Fondazione si aggiunge anche il progetto legato a Saving the Amazon che combina la tecnologia e il potenziale umano delle comunità indigene per contrastare la deforestazione dell’Amazzonia contribuendo alla piantumazione del territorio. Canaïma devolve il 10% delle sue vendite a queste realtà per aiutare a preservare la loro cultura e la riforestazione dell’Amazzonia.

Le botaniche e la degustazione. Arriviamo alla parte più particolare di questo Gin, le sue botaniche uniche, si parte dall’acai, la bacca conosciuta per i suoi grandi poteri antiossidanti, il merey, l’anacardo amazzonico, l’tu’piro, una solanacea sudamericana con un altissimo contenuto di ferro, il seje, il frutto della palma amazzonica; uva de palma, il frutto della palma moriche, conosciuto anche dagli indios come frutto dell’amore; copoazu’, uno stretto parente del cacao. L’intera produzione viene distillata singolarmente in un Pot Still in rame per andare poi a comporre un blend unico ridistillato in uno small batch da 500 litri. Aprire la bottiglia e annusarla, significa avere subito un potente sentore floreale ed esotico, frutto (è proprio il caso di dirlo) di questo incredibile mix di botaniche, unico nel suo genere. Unico davvero unico. Personalmente è la prima volta che mi capita di avere una simile sensazione sia al naso che al palato, abbastanza secco e bilanciato con una gradazione intorno al 42% che non disturba i sensi. Promosso.

Etichetta e Packaging. Canaïma è, come abbiamo detto, un brand molto legato al territorio, che prende il naming dall’omonimo Parco Canaïma. Nell’etichetta progettata dai ragazzi della Morillas Branding Agency, sono stati rappresentati e riprodotti in maniera elegante e graficamente sintetica i Tepuyes, (le montagne del Parco Nazionale), dimora di spiriti e dei, il potere del fiume, la botanica e il paesaggio amazzonico, sormontati dal magico sole. La parte tipografica e pulita del logo si ispira ai petroglifi che le civiltà ancestrali amazzoniche hanno scolpito sulle rocce. Ovviamente l’idea del pack si ispira alla natura più pura e al misticismo. L’etichetta è stampata su carta in fibra riciclata Fedrigoni Woodstock, completamente biodegradabile e riciclabile. Come abbiamo già detto (ma ci piace ricordarlo) il 10% delle vendite è destinato a sostenere le ONG per migliorare la qualità della vita delle comunità indigene.

La tonica. Come abbiamo visto in altri casi, sta diventando sempre più importante trovare il giusto abbinamento e pairing (per quelli che parlando bene) tra il Gin e la Tonica. Per il Canaïma ci siamo affidati a saggi consigli e l’abbiamo testato insieme alle toniche della East Imperial, una linea con numerose referenze tra i quali ho davvero gradito tantissimo quella allo Yuzu – ormai sempre più presente nei miei assaggi –  raccolto nei mesi più freddi in Asia Settentrionale e in particolare in Giappone, è un agrume dolce e aromatico spesso descritto come un ibrido tra un mandarino e un limone Meyer. Ispirata dalla ricetta del 1903, la Yuzu Tonic è il modo perfetto per portare un tocco esotico a qualsiasi creazione in miscelazione- L’abbinamento tra l’agrume giapponese e l’esotismo amazzonico rende il Gin Tonic, aromatico e potente. Per i più intransigenti, suggerisco invece la Royal Botanic Tonic Water che come loro stessi suggeriscono, nasce nel Royal Botanic Gardens di Kew, a circa 10 km da Londra, sono una delle più grandi collezioni botaniche al mondo, proprio a questa ricchezza si è ispirata East Imperial per produrre la Royal Botanic Tonic Water, che si distingue con note di fiori di sambuco, pompelmo rosso e china della Batavia, sull’isola di Java. Quindi una Tonic più classica e vicina a noi, rispetto allo Yuzu, ma che sa esaltare il pairing con il nostro Gin.

P.S. non sottovalutate la tonica al pompelmo, so che è particolare è che può non piacere a tutti, ma dategli una possibilità, potrebbe stupirvi. Amarognola ma giusta. 

 

Very Gin Confidential. Very Food Confidential.

 

Paolo Campana
Paolo Campanahttp://www.facebook.com/GiroVedoGenteMangiocose
Nasco grafico, disegnatore e a volte fumettista. Ho fame. Ho sempre fame (e sete), sono curioso per natura e cerco sempre di capire le singole storie che si nascondono dietro ogni singolo piatto, cocktail, gin, vino o birra. Affascinato dalla rete e dalle sue dinamiche, ho aperto un blog quando non era una moda, ho scritto di tutto, dal design alla grafica, dall’arte al disegno, dalla fotografia al food (ovviamente) ma ho mantenuto sempre alta la passione per la creatività, quella sana e vera. Quella che con il tempo e le numerose collaborazioni ho trovato nel piatto. L’ho già detto che ho fame?

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