PIENISSIMO PRO. La piattaforma per non essere schiavi del proprio ristorante

Per i ristoratori e non solo… Le cose che devi fare sono proprio quelle che pensi di non riuscire a fare”. Queste le parole con le quali Giuliano Lanzetti esordisce durante il nostro incontro. Conosciamo meglio l’imprenditore romagnolo, papà della piattaforma Pienissimo Pro.

Incontro Giuliano Lanzetti nella sua Rimini, precisamente tra i padiglioni di una fiera. Si tratta di un evento fieristico legato al food & beverage, ma contestualmente si svolge anche una gara culinaria dove, per lavoro e solo per lavoro sia chiaro, sono in giuria nella categoria cucina a squadre. Certo, commenterete sarcastici, un duro lavoro quello di assaggiare 12 piatti di quattro tra le migliori squadre italiane… Ma è chiaro, vi rispondo, non è mangiare la fatica, lo sono la dieta e la palestra subito dopo, che pesano notevolmente.

Ma torniamo al nostro. Tra i vari padiglioni si premiano imprenditori e attività che hanno raggiunto risultati eccellenti. Lanzetti è tra i trenta proprietari di locali che con la propria professionalità hanno contribuito a valorizzare la birra. Sale sul palco con passo deciso e postura orgogliosa Giuliano, vestito di tutto punto; il 42 enne sa bene come si comunica, anche solo con l’aspetto. Ma, visto i risultati del suo lavoro, in realtà sa bene come si comunica a tutto tondo. D’altronde, nasce, cresce e lavora in una parte d’Italia dove comunicare, accogliere e trasmettere (marketing) è dettato da una vera e propria dottrina, quasi “religiosa”.

Giuliano Lanzetti è un imprenditore della ristorazione; proprietario dal 2003 del Bounty, un posto che, con la sua gestione, è divenuto tra i più famosi d’Italia. Il locale è molto originale, ha infatti la forma di un galeone settecentesco, ed una capacità di 700 posti a sedere per 1400 coperti al giorno nei mesi estivi e oltre 350 posti a sedere per 800 coperti al giorno in quelli invernali dove si offre servizio di ristorazione, pizzeria e pub, tutto questo condito con musica, spettacoli e cottillion. Il Bounty è tra i 50 migliori locali al mondo (fonte discodesign), da impiego stabilmente a 40 persone e ha raggiunto una crescita costante annua del 20%, raddoppiando il fatturato nell’arco di cinque anni.

Questi sono numeri che parlano da soli, c’è poco da fare. Risultati che Giuliano Lanzetti si è letteralmente sudato negli anni, anni in cui, dice: “se si rompeva la tavoletta del water ero io che con il motorino correvo al negozio a comprarla, per poi sostituirla”. Anni di condivisione con i clienti, di feed back raccolti, di visioni divenute realtà. Poi l’idea di fermare, bloccare, definire e racchiudere in una società, la prima, pensata da imprenditori della ristorazione per i loro colleghi, di formazione. Diviene così un formatore, dando vita a Pienissimo. «La maggior parte dei ristoratori passa il 90% del proprio tempo a lavorare all’interno della propria attività. Sono imprenditori solo di nome mentre di fatto sono tutta un’altra serie di cose: contabili, addetti agli acquisti, al personale; sono camerieri, baristi, cuochi; sono addirittura manutentori della propria azienda. In Pienissimo, che è poi diventata una piattaforma digitale innovativa ed un libro, si trovano le più avanzate strategie per eccellere nel settore; avere un locale sempre pieno; creare un brand forte e conosciuto; avere un team motivato e performante. Tutto questo con molto più tempo libero per l’imprenditore stesso».

Un vero e proprio vademecum per l’imprenditore che ha, nel sottotitolo, un’indicazione molto chiara: come riempire il tuo locale senza rimanerne schiavo. Un concentrato di principi che Lanzetti racchiude in circa 160 pagine e che non rappresentano, diversamente da altre pubblicazioni, pura filosofia, ma una vera e propria ricerca e riprova sul campo. D’altronde Giuliano, prima della nascita di questa piattaforma, aveva aiutato centinaia di ristoratori attraverso corsi e consulenze soprattutto nella veste di presidente della Fipe di Rimini (Federazione Italiana Pubblici Esercizi).

Sia chiaro– ribadisce – nei miei corsi e nel libro, non spiego come presentare un piatto, come fare le ricette organolettiche o quali sono gli ingredienti che vanno di moda oggi, bensì riprogrammo la mente e creo il giusto ragionamento nella testa dei miei clienti ristoratori”.  E poi ci tiene a ribadire un concetto riportato fedelmente anche nel libro: “Il ristoratore deve impegnarsi a trovare prima di tutto la sua identità. Deve creare un’esperienza indimenticabile; deve offrire qualcosa di unico e speciale. Le persone non sono più interessate solo ad un buon piatto, anche se questa è la base, oggi cercano esperienze ed emozioni.”

Pienissimo in questi anni ha raccolto molto interesse da parte dei colleghi di Lanzetti e soprattutto ha trovato molti associati che hanno capito la validità del sistema e tecnicamente lo hanno messo in atto. Con la versione digitale chiamata, Pienissimo Pro, si è in sostanza dato vita ad una innovativa piattaforma che permette di gestire le prenotazioni in una agenda digitale. Inoltre, il sistema permette il controllo della gestione dei contatti, delle performance dello staff e dell’andamento del locale. “Il software  – afferma l’ideatore – può infatti tenere traccia di aspetti fondamentali come le prenotazioni, l’acquisizione di nuovi clienti tramite qualsiasi sito o social network, assegnare le prenotazioni di sale e tavoli, e anche richiedere giudizi attraverso questionari personalizzati, proporre premi ai clienti più fedeli, riattivare quelli dormienti, ed analizzare le statistiche relative a presenze e prestazioni del servizio offerto”.

Dopo l’incontro lascio Lanzetti nelle mani di diversi suoi colleghi che volevano dialogare con lui, riconoscendogli oramai da tempo quella capacità che, evidentemente, a loro manca e che sperano di farsi trasmettere. La stessa sera, mi dirigo con amici al famigerato Bounty, locale che comunque, da buon appassionato della riviera romagnola, già conoscevo da tempo, ma dentro il quale mancavo da molto. Dire Pienissimo, alla vista del locale nella su interezza, mi è sembrato veramente riduttivo. C’erano centinaia di persone, di età differenti e forse provenienti da mondi differenti, uniti però da un unico scopo, stare bene, divertirsi.

Musica, parole, giochi e fiumi di birra, finalmente avevo davanti il risultato, la prova provata che Lanzetti non vende sogni, ma solide realtà (mi perdonerà Roberto Carlino).

Very Food Confidential!

Antonio Di Trento
Sono cresciuto con la sabbia nelle scarpe e il mare negli occhi, ma preferisco la cucina di terra. Scrivo di avvenimenti legati al cibo sul mensile Nonsolorosa (dove ho anche una rubrica di musica: mio primo grande ed insostituibile amore). Laureato in Scienze Umanistiche con indirizzo storia e critica del cinema, nella mia prima vita ero un aiuto regista. Ogni volta che i miei occhi incontrano una cheesecake mi arriva una fitta al cuore che non posso non assecondare!

Articoli Correlati