L’UOVO GIGANTE DI GAY-ODIN. Un messaggio di speranza.

FONDERE L’ARTE CON LA VITA. Nel 1905 a PALAZZO STOCLET, una residenza privata costruita a Bruxelles dall’architetto Joef Hoffmann succede qualcosa di incredibile. Le decorazioni del suo interno vengono affidate alle mani di abili artisti: a Gustav Klimt tocca la sala da pranzo ed è proprio qui che plasmerà una delle opere più celebri della storia dell’arte. Tre pannelli lunghi circa 7 metri che raccontano una storia, un mosaico di pietre dure, marmi e coralli

Al centro spicca un albero d’oro dai mille rami che si intersecano formando figure geometriche somiglianti a nuvole e onde. Il suo significato simbolico si ripete in molte culture fin dalla nascita dell’arte: l’albero è conoscenza, l’albero è vita. Sul pannello di sinistra c’è una figura femminile con il capo volto verso destra. Questa parte dell’opera è chiamata L’attesaL’innaturale posizione della donna, l’ acconciatura, gli abiti e l’aspetto orientale, ci rimandano subito al mondo egizio e allo stile figurativo di quel mondo lontano. È una danzatrice, anche se il suo corpo non ha dimensione, è ricoperto di gioielli e di colori.

Nel pannello di destra troviamo invece l’ abbraccio struggente di una coppia. Passionale, ricco di trasporto e sentimento, pervade l’osservatore. È una riconciliazione, la morsa di un contatto ritrovato. Trapela solo il volto della donna mentre il suo corpo viene interamente sovrastato da quello dell’uomo. Lui, di spalle, si presta a una situazione di totale simbiosi e abbandono. Le loro vesti e ciò che li circonda sono sgargianti d’oro, pezzi di sfarzo che si incastrano alla perfezione in virtuosismi geometrici.

L’Albero della Vita è l’anello di congiunzione tra l’attesa e la riconciliazione, ma è anche il simbolo scelto dalla storica Fabbrica del Cioccolato Gay-Odin per la decorazione del tradizionale Uovo di Pasqua della casa. 350 kg di bontà per 2 metri di altezza, finemente decorato con sbuffi e riccioli di pregiato Cioccolato Foresta, prodotto iconico dell’azienda partenopea che, proprio quest’anno, compie cento anni.

È ormai una tradizione della storica Fabbrica di via Vetriera a Napoli affidare le decorazioni di un grande uovo di cioccolato alle mani abili e creative degli artigiani. L’ornamento di quest’anno, fortemente voluto dalla famiglia Maglietta, è l’Albero della Vitaun chiaro messaggio di speranza, un’immagine archetipa di forza, energia e positività.

Simbolo universale della vita e del suo perpetuo rinnovarsi, di crescitacontinua evoluzione, l’opera di Klimt è anche un chiaro rimando al Cioccolato Foresta, prodotto iconico di Gay-Odin. La texture caratteristica delle uova, infatti, richiama alla memoria tattile proprio la corteccia che attornia il tronco di un albero e sintetizza i valori della storica azienda napoletana, esempio di successo imprenditoriale in Italia e nel mondo: forti e profonde radici che attingono da un passato glorioso e rami rigogliosi che tendono verso l’alto, orientati al futuro.

Nel corso degli anni la fabbrica partenopea ha dedicato il tradizionale uovo gigante pasquale a personaggi illustri ed eventi significativi della città: a Paolo Sorrentino, premio Oscar per La Grande Bellezza come miglior film straniero del 2014, al cantante Pino Daniele nell’anno della sua scomparsa, al bicentenario di Giuseppe Verdi, alle Universiadi nel 2019 e l’America’s Cup del 2013.

La scelta di quest’anno, pensata inizialmente per celebrare il Centenario del Cioccolato Foresta e la storia di Gay-Odin, è diventato un messaggio di vita e speranza, il nostro augurio per affrontare con ottimismo questo momento così difficile per tutti noi” – dichiara Marisa Maglietta alla guida della storica azienda partenopea.

Con questa iniziativa l’azienda inaugura ufficialmente le celebrazioni del Centenario del Cioccolato Foresta, lo storico tronchetto di cioccolato a sfoglia, nato da un’intuizione di Isidoro Odin nel 1920, brevetto esclusivo diventato leggenda, prodotto che ancora oggi viene realizzato integralmente a mano secondo l’antica ricetta.

Very Choc Confidential! Very Food Confidential!

Benedetta Ercolino
Ho un nome un po’ lungo che nessuno pronuncia mai per intero, a riprova del fatto che nasciamo tutti pigri e pervasi di creatività. Sono un perito grafologo con una laurea in graphic & communication design, storytelling , product e packaging design. Scrivo storie per passione e ballo salsa per dimenticare la pasta scotta che ho dovuto buttar giù per educazione. Amo la buona cucina e le persone accurate, che trasformano in arte anche una semplice pasta olio e parmigiano.

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