2016, una bellissima annata per l’olivicoltura italiana: belle olive, buone quantità, oli profumati e saporiti. Cresce la cultura dell’olio extravergine, aumenta l’utilizzo nelle tavole degli italiani a favore di un uso consapevole. Siamo appagati? Non tutti.

olio extravergine Quanto conosciamo di questa ineguagliabile ricchezza italiana? Siete a conoscenza che in Italia c’è un terzo del patrimonio genetico olivicolo mondiale? 500 cultivar (tipi di olive) su circa le 1500 del mondo. Un capitale da scoprire e valorizzare, un mondo di emozioni, sapori e valori nutraceutici da vivere. È un viaggio lunghissimo attraverso la penisola e le sue cultivar che nei secoli hanno caratterizzato i territori, accentuato le tradizioni culinarie locali e contraddistinto il paesaggio.

Pensate che, assaggiando un olio, qualcuno potrebbe riconoscerne la provenienza, pochi prodotti possono avere un legame così grande con il territorio. Andiamo per gradi.

Spesso si vuol far credere che assaggiare un olio sia difficile, che l’olio extravergine sia un prodotto di nicchia; la realtà è che siamo abituati ad assaggiare, lo facciamo quotidianamente sentendo profumi nuovi, mangiando, vivendo le nostre emozioni.

olio extravergine Attualmente la vendita della maggioranza (molti oli dalla GDO) degli oli in Italia si basa su tre fattori: il costo, il colore e il packaging. Fattori che con la qualità non hanno assolutamente niente a che fare. Il problema è che diamo per scontato la sua presenza, forse nessuno ci ha fatto notare la sua importanza nutrizionale, il suo lato edonistico, la sua antichissima storia e il piacere nel valutarlo.

L’olio extravergine troppo spesso viene considerato soltanto un lubrificante oppure un mezzo tecnico per la cottura degli alimenti, in realtà è molto di più, è uno degli ultimi prodotti ottenuti per sola trasformazione meccanica senza l’aggiunta di altri prodotti o additivi, ha una lunga e bellissima storia nonché valori religiosi.

olio extravergine Basterebbe abituarsi ad annusarlo: deve avere profumi freschi e piacevoli di verdure, frutti, erba tagliata, freschezza, in un secondo tempo degustarne una piccola quantità in bocca e anche lì deve essere piacevole, profumato e regalare emozioni, ricordi. Un vero e proprio succo di frutta e quindi va rispettato e consumato come tale. Avvicinarsi all’olio extravergine è sedersi a tavola e fare un meraviglioso “viaggio” per l’Italia con i suoi sapori, conoscere la nostra storia e onorare le nostre tradizioni.

Partiamo insieme per questo viaggio?

di Piero Palanti