[dropcap size=big]L[/dropcap]o dicono i sondaggi e i dati non smentiscono, tanto che quest’anno c’è stato un boom d’iscrizioni agli istituti alberghieri, diventare cuoco è il sogno di molti ragazzi e ragazze. Se ne è parlato a Taste of Excellence, appuntamento enogastronomico dedicato alle eccellenze dell’agroalimentare, in uno spazio adibito alle tavole rotonde e convegni dove discutere e approfondire i temi caldi del settore food.
Nel programma anche Incontro tra scuole di cucina professionali sul tema della formazione per diventare chef dove Nerina Di Nunzio, fondatrice di Food Confidential e responsabile della Scuola de La Cucina Italiana, ha moderato il dibattito tra i cinque direttori di alcune delle più importanti scuole di cucina: Sandro Masci e Giulia Steffanina della scuola Les Chef Blancs; Maria Teresa Meloni e Antonio Sciullo per la scuola A Tavola con lo Chef, Rossano Boscolo della scuola Boscolo Etoile Academy e Antonella Ricci, direttrice di Med Cooking School.
L’incontro, avvenuto davanti a una numerosa platea di ragazzi provenienti dalle scuole alberghiere, ha toccato punti importanti e delicati.
Perchè tutti vogliono diventare Chef?
Questa la domanda che ha dato il via alla conversazione. I primi a rispondere sono stati la direttrice Maria Teresa Meloni e poi il direttore Sandro Masci. Entrambi hanno sottolineato la natura glamour e mass mediatica di questa professione, che però è molto differente da come appare nei talk show.
Essere un cuoco, prima che uno chef, significa sacrificio, lavoro, aggiornamento continuo, significa avere un carattere forte ed essere pronto ad accettare critiche e rimproveri.
Infatti la vita del cuoco è una vita passata soprattutto in cucina, una vita di squadra dove il lavoro ben svolto è merito di tutti e non di uno solo. Bisogna saper lavorare con gli altri, nessun cuoco svolge un ottimo lavoro se non collabora con la sua brigata o partita.
Gli Chef devono studiare
Nessuno nasce cuoco e nessuno resta cuoco. La professionalità di uno chef è nello studio costante, nella conoscenza della materia che maneggia, nella curiosità e nell’approfondimento di quanto racconta nel piatto. La ricetta è, prima di tutto, una storia di cultura e tradizione. Una versione dei fatti proposta nel piatto così come uno scrittore propone la storia in un racconto. Questo è il motivo per il quale è fondamentale sapere cosa si narra, per trovare il miglior modo di far arrivare a chi mangia il proprio messaggio. Far arrivare il messaggio significa anche conoscere le lingue ed essere disposti a viaggiare.
Gli Chef devono conoscere le lingue ed essere disposti a viaggiare
Il mondo è cambiato e un cuoco deve poter prendere il meglio da questo cambiamento, quindi oggi un cuoco deve essere disposto a viaggiare. Perché le proprie radici possano rimanere salde bisogna sradicarsi e mischiarsi con le culture del mondo. Rossano Boscolo esprime con forza e convinzione questo concetto quando spiega:
“All’estero hanno da tempo imparato l’importanza dei prodotti italiani. Solo di recente hanno capito che non basta avere prodotti italiani c’è bisogno di cuochi italiani. Questo è molto importante perchè nel mondo hanno bisogno di voi, ma voi siete pronti a partire?”
Pare di no, dato che Sandro Masci racconta di aver molta difficoltà a trovare ragazzi disposti ad andare in Germania dove c’è una forte richiesta.
Gli Chef sono anche donna
Nella platea di giovani ragazzi delle scuole alberghiere molti i volti femminili che hanno colpito l’attenzione delle donne sul palco come Giulia Steffanina e Antonella Ricci:
“Finalmente anche le donne vogliono diventare cuoche, siamo felici di vedere una partecipazione nutrita di ragazze. E’ molto importante per la crescita di questo settore”.
Le donne però ammette la Steffanina: “Dovranno lavorare il doppio per dimostrare il loro lavoro e fare il doppio dei sacrifici per vedere riconosciuto il proprio ruolo. Questo è valido anche per altre professioni purtroppo è colpa di come la società è strutturata nel nostro Paese, una società ancora profondamente maschilista”.
In conclusione lo chef è un mestiere che comporta molti sacrifici. Un mestiere che richiede aggiornamento continuo, capacità di mettersi in gioco e imparare.
A questo punto resta solo una domanda aperta: se tutti vogliono diventare chef e quindi lavorare in cucina chi si occuperà della sala?
Con questa domanda vi diamo appuntamento alla prossima tavola rotonda.

















