GIN CONFIDENTIAL: nasce la Guida Spirito Autoctono

Solitamente in questo spazio parliamo di Gin e di tutto quello che ne deriva, ma va anche detto che gli spiriti, i distillati o bevande spiritose… possiamo chiamarli come volete, ma non si può certo negare che mai come negli ultimi anni, l’attenzione e la produzione dei distillati italiani stiamo vivendo una vera e propria new age.

Per mettere un punto su tutto il movimento e premiare i migliori distillati e le aziende è nata la guida ‘Spirito Autoctono‘ –  nata dalla collaborazione tra VINIBUONI d’ITALIA e il concorso BeSpirits.

Nella guida troviamo dalle grandi distillerie italiane o giovanissime start up nate da poco e subito capaci di imporre nuovi prodotti, tutto nasce sotto l’ombrello della ricerca e dell’accuratezza – passando anche per etichette e confezioni – ma anche attraverso un mercato italiano che guarda anche all’estero e che (per loro stessa ammissione) “finalmente non è solo esportatore di ginepro per uno dei distillati più famosi del mondo, ma è diventato il banco di sperimentazione più vivace in assoluto. E’ partita da qui, dall’Italia, la rivoluzione autoctona degli spiriti, che vede le ricette non più fini a se stesse, ma vere espressioni filologiche del territorio di appartenenza“.

Spirito Autoctono è un vero e proprio censimento delle aziende specializzate con le loro etichette, nel racconto espressivo dell’Italia. L’analisi del prodotto, la degustazione dei vari distillati è passata attraverso una serie di commissioni (OK! Confesso… sono uno dei commissari) divise in tutta Italia: a Bologna da Vanessa Piromallo (ilGin.it), a Roma dal sottoscritto – con Patrizio Batino (la Voce del Lazio) e Fabio Cioccari (Talea), a Perugia quella selezionata dal direttore Bruno Petronilli (James Magazine) e a Milano quella guidata da Marco Zucchetti (il Giornale), con l’idea di valorizzare il prodotto e il lavoro ma anche con la ferma volontà di aiutare il consumatore finale nella scoperta e nella fruizione di bottiglie dal valore assoluto.

I premi sono raccontati ovviamente con una scaletta/classifica che va dalle stelle (da 2 a 4) a indicare un grado sempre crescente di rispetto del territorio, correttezza tecnica delle ricette e ricercatezza dei flavours fino alla tanta agonista ampolla d’oro. Un segno distintivo che premia la poetica resa liquida della biodiversità territoriale, l’equilibrio gustativo fatto di sapori e profumi autentici e l’attenzione all’etica profonda all’ecosostenibilità della produzione.

La guida arriverà nelle prossime settimane (anche in base a questo difficile momento storico), ma abbiamo resistito a dare subito i risultati delle Ampolle d’oro (trovate l’elenco qui sotto) che vede premiate alcune aziende storiche come Silvio Carta o Bonaventura Maschio, ma anche decise novità che si affacciano con prepotente sapienza nel mondo delle eccellenze italiane.

Aqva di Gin Speziata – Bespoke Distillery Spirit Club
Bugin – Bugin
Gin Crocodile del Professore – Del Professore
Gin Puro – Distilleria Bonaventura Maschio
Grappa Invecchiata 3 Anni – Distilleria Pilzer
Selezione del Fondatore Paolo Berta 2000 – Distillerie Berta
SoloPerGian 2008 – Distillerie Berta
GrapeHeart Gin – Enjoy Valpollicella
Eugin n. 7 – Eugin Distilleria Indipendente
Amaro Formidabile – Formidabile Liquori e Affini
InsulÆ Sicilian Gin – Insulae
Amaro Basalto Isola delle Pietre – Lucrezio R. Distilleria
Carasau Spirito Mediterraneo – Macchia Mediterranea
Venti – MAGI Spirits
Bitter Clandestino – Mistico Speziale
Vaca Mora Amaro Veneto – Poli Distillerie
Super Taurus Bitter – Poli Distillerie
Amara – Rossa
Boigin Gin – Silvio Carta Distillerie
Pigskin – Silvio Carta Distillerie
Gin&P – Turin Vermouth

Una delle serate di degustazione della commissione ‘romana’

 

Very Gin Confidential. Very Food Confidential.

 

Paolo Campana
Paolo Campanahttp://www.facebook.com/GiroVedoGenteMangiocose
Nasco grafico, disegnatore e a volte fumettista. Ho fame. Ho sempre fame (e sete), sono curioso per natura e cerco sempre di capire le singole storie che si nascondono dietro ogni singolo piatto, cocktail, gin, vino o birra. Affascinato dalla rete e dalle sue dinamiche, ho aperto un blog quando non era una moda, ho scritto di tutto, dal design alla grafica, dall’arte al disegno, dalla fotografia al food (ovviamente) ma ho mantenuto sempre alta la passione per la creatività, quella sana e vera. Quella che con il tempo e le numerose collaborazioni ho trovato nel piatto. L’ho già detto che ho fame?

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