DIECI PICCOLI COCKTAIL: L’odore del mondo

Il cocktail di questa settimana ci porta a fare un viaggio letteralmente intorno al mondo, sempre in compagnia della super-barlady Ilaria Bello.

Siamo da sempre conosciuti come un popolo di mercanti e di marinai, sempre pronti alla ricerca e alla scoperta di prodotti tipici e di ottime materie prime che poi nel tempo abbiamo fatto nostre. Come ad esempio il caffè, nato in posti lontanissimi da noi ma che abbiamo fatto diventare una delle bevande simbolo del nostro paese attraverso lo studio delle varietà, le tecniche di estrazione e di lavorazione.

Ma anche il cacao fa parte di questa speciale categoria, nato distante da noi, grazie alle doti e alla curiosità dei nostri artigiani cioccolatieri, ha trovato prima la sua massima espressione nella pasticceria e poi nella vita di tutti i giorni.

La Spagna ad esempio, ci ha dato le arance che con il tempo hanno raggiunto proprio da noi una maturazione dagli aromi incredibili e ineguagliabili diventando un simbolo della nostro territorialità e cultura. Gli agrumi italiani sono tra i frutti più ricercati in tutto il mondo, simbolo della nostra tradizione, come anche le amarene (Fabbri) che sono ormai nella cultura popolare e nei ricordi di ogni bambino.

Per quello quando parliamo della nostra innata propensione a far nostro e a migliorare i prodotti della terra, possiamo parlare dell’odore del mondo. Perché dal mondo veniamo…

L’ODORE DEL MONDO

  • 4 cl di Marendry Fabbri

  • 2 cl China Martini

  • 1,5 cl Patron Citronge Orange

  • 1 cl Liquore al caffè Kimbo

  • 2 dash Chocolate bitter

 

Very Cocktail Confidential. Very Food Confidential.

Paolo Campanahttp://www.facebook.com/GiroVedoGenteMangiocose
Nasco grafico, disegnatore e a volte fumettista. Ho fame. Ho fame e sono curioso di capire e scoprire la storia che si nasconde dietro ogni singolo piatto, cocktail, vino o birra. Affascinato dalla rete e dalle sue dinamiche, ho aperto un blog tredici anni fa quando non era una moda, ho scritto di tutto, dal design alla grafica, dall’arte al disegno, dalla fotografia al food (ovviamente) ma ho mantenuto sempre alta la passione per la creatività, quella sana e vera. Quella che con il tempo e le numerose collaborazioni ho trovato nel piatto. L’ho già detto che ho fame?

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