Concluso a ‘tutta birra’ il BEER&FOOD Attraction 2020 di Rimini

Si è concluso da pochi giorni il Beer&Food Attraction di Rimini, vero punto di riferimento del settore food e beverage e faro illuminante per tutte le realtà legate al mondo della Birra, soprattutto quella artigianale.

Anche se gran parte dei padiglioni erano dedicati al food in tutte le sue declinazioni, la vera protagonista (almeno per noi) dell’evento è la birra, che anno dopo anno sta conquistando migliaia di appassionati, e addetti ai lavori, ma soprattutto sta uscendo da quella ‘nicchia’ in cui molti la relegano.

Nel corso dell’evento l’Unionbirrai ha consegnato i premi ai vincitori del Concorso Birra dell’Anno: i giudici dopo aver degustato le 2145 birre (davvero tante) iscritte alla competizione, hanno assegnato il trofeo alle tre birre migliori per ogni categoria.

Il vincitore assoluto come miglior birrificio artigianale italiano del 2020 è stato il Ritual Lab di Formello (Roma), apertoda Roberto e Giovanni Faenza, padre e figlio innamorati persi del mondo brassicolo, vengono affiancati in un primo periodo dal mastro birraio Emilio Maddalozzo e in soli quattro anni passano da essere un beer firm ad essere un birrificio vero e proprio, che inizia presto ad ottenere premi e riconoscimenti in tutta Italia. Come molto spesso accade anche questo ‘premio’ ci racconta che sono le persone, il lavoro, l’intensa passione per le materie prime e la propria storia a decretare il successo di un prodotto e il giusto riconoscimento.

Ma premi a parte (che fanno sempre bene), mai come quest’anno il mondo della birra artigianale ci è sembrato in fermento (perdonate il gioco di parole) e ricco di interesse. Birrai, birrifici, piccole e medie realtà si sono confrontate, dialogando tra loro non come concorrenti di un settore in espansione (siamo oltre il 5% del mercato nazionale), ma come appartenenti ad un mondo che vede da una parte il crescente interesse di pubblico ed appassionati e dall’altra la voglia di diventare un punto fermo del settore senza vendersi (e svendersi) alle grandi multinazionali.

Parlando di pubblico, abbiamo intercettato un alto gradimento, sia negli assaggi/degustazioni (con la consueta formula a gettone), sia per quanto riguarda corsi, informazione, cultura brassicola e tutto quello che i vari birrifici sono riusciti a trasmettere della loro preparazione. A riprova del crescente interesse abbiamo anche ‘scoperto’ il primo servizio di delivery tutto dedicato birra: ‘Home Beer’ – partito in via sperimentale su Roma, ma che promette di consegnare al più presto la propria birra fresca a casa in quasi tutta Italia. Un cambio radicale nelle abitudini del paese.

Rimini si conferma quindi uno degli eventi fondamentali per lo sviluppo e l’appartenenza del settore, ovviamente si può ancora migliorare e cercare di non parcellizzare l’attenzione con mille appuntamenti contemporanei e con una migliore informazione dedicata proprio a fare conoscere la storia e il lavoro quotidiano che si nasconde dietro il nome di birrificio artigianale o agricolo, come dimostra anche il recente accordo tra Unionbirrai e CIA (Confederazione Italiana Agricoltori) uniti per promuovere i veri birrifici agricoli per far si che la definizione non sia solo uno ‘titolo’ da sgravio fiscale, ma diventi con il tempo e il lavoro anche una scelta consapevole di filiera agricola. Un ulteriore passo nella definizione del settore.

L’appuntamento è per il prossimo anno, sempre a fine Febbraio e siamo già pronti degustare le numerose novità e le tante birre presenti.

Very Beer Confidential. Very Food Confidential.

Paolo Campanahttp://www.bloggokin.it
Nasco grafico, disegnatore e a volte fumettista. Ho fame. Ho fame e sono curioso di capire e scoprire la storia che si nasconde dietro ogni singolo piatto, cocktail, vino o birra. Affascinato dalla rete e dalle sue dinamiche, ho aperto un blog tredici anni fa quando non era una moda, ho scritto di tutto, dal design alla grafica, dall’arte al disegno, dalla fotografia al food (ovviamente) ma ho mantenuto sempre alta la passione per la creatività, quella sana e vera. Quella che con il tempo e le numerose collaborazioni ho trovato nel piatto. L’ho già detto che ho fame?

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