OSTERIA LANDI a Ostia: un bistrot di mare essenziale e contemporaneo

A Ostia, Osteria Landi ridefinisce il bistrot di mare con una cucina essenziale, tecnica, stagionale e in un luogo dove cucina e sala dialogano al meglio grazie al lavoro del titolare Emanuele Landi e lo chef Claudio Prossomoriti. 

Ostia viene spesso considerata solamente come una meta turistica da raggiungere durante la bella stagione per una gita marittima fuori porta, ma in certi casi ci si dimentica che Ostia è molto di più: una città a tutti gli effetti con quasi 100.000 abitanti e tante realtà, ristorative e non, in grande spolvero.

Una di queste, è Osteria Landi, che ha recentemente cambiato passo, definendo con maggiore precisione la propria identità. Aperta nel 2017 come enoteca, da marzo 2024 il locale si presenta oggi come un bistrot di mare con una proposta più strutturata, costruita attorno a una cucina stagionale, essenziale e fortemente legata al territorio.

Il progetto è guidato da Emanuele Landi, in sala, e Claudio Prossomariti, in cucina. Due ruoli distinti ma complementari, che contribuiscono a delineare un format coerente e riconoscibile.

Il locale

La sala conta circa 30 coperti complessivi, distribuiti tra interno ed esterno, e si sviluppa attorno a un bancone centrale che contribuisce a dare ampiezza al locale

L’ambiente è semplice e curato, coerente con l’impostazione della cucina: pochi elementi, attenzione al dettaglio, assenza di formalismi.

Con questo nuovo assetto, Osteria Landi si inserisce nel panorama della ristorazione di Ostia con una proposta focalizzata e contemporanea, che punta su materia prima, tecnica e coerenza complessiva del progetto.

L’identità di cucina dello chef Claudio Prossomariti

I piatti seguono una linea chiara: pochi elementi, abbinamenti leggibili e attenzione alla stagionalità.

Lo chef Claudio Prossomariti, classe 1994, dopo un percorso che parte dalla scuola alberghiera, si è formato al ristorante stellato Il Tino di Fiumicino sotto la guida di Lele Usai. Un’esperienza che lo ha segnato professionalmente che ha dato un’impronta ben visibile nella sua cucina, caratterizzate da un approccio tecnico, ma misurato che punta a valorizzare il pesce locale senza sovrastrutture.

Il menu è volutamente contenuto, quattro antipasti, quattro primi, quattro secondi e tre dolci, con una lavagna di fuori menu che varia in base al pescato del giorno. È disponibile anche un percorso degustazione da sei portate a 50 euro.

I piatti assaggiati

Nel percorso di degustazione emergono in modo netto alcune delle preparazioni più rappresentative della carta. Le alici in saor restituiscono una lettura pulita del classico, con un equilibrio ben calibrato tra acidità, dolcezza e croccantezza.

Il cocktail di mazzancolle alla brace lavora su un doppio registro: richiama un piatto noto, ma ben reinterpretato.

Tra i primi, gli gnocchi di patate ai gamberi rosa mettono in evidenza una grande esaltazione del gusto grazie ad un brodo molto ristretto, simile ad una bisque. Il tutto ben impreziosito da impasto consistente degli gnocchi, che ben lega la componente marina.

Nei secondi, il pescato del giorno con hummus e cicoria rappresenta una delle espressioni più centrali della cucina dove il pesce è il vero protagonista del piatto, mentre gli elementi vegetali accompagnano con equilibrio, costruendo un piatto contemporaneo ma immediato nella lettura.

In chiusura, la ricotta, visciole e cioccolato segue la stessa linea: pochi elementi, ben dosati, per un dessert essenziale che agli occhi non ricorda la classica ricotta e visciole, ma al gusto…

La sala e la carta dei vini

In sala, Emanuele Landi cura l’accoglienza e la selezione dei vini, con un’impostazione informale ma attenta. La carta privilegia bianchi e bollicine italiane, in particolare del Lazio, affiancati da una selezione di etichette artigianali e naturali provenienti da Francia, Germania e Spagna.

La scelta è orientata verso piccoli produttori e realtà indipendenti, con una proposta dinamica che cambia insieme al menu.

Tra le chicche assaggiate, da segnalare la bollicina di benvenuto. Un Cremant Brut della Valle della Loira di Philippe De Val. Per quanto riguarda le referenze locali, molto interessante è stata la Passerina del frusinate “Duchessa” di Alberto Giacobbe.

Osteria Landi è un locale che negli ultimi anni ha avuto un cambio di rotta, ma la direzione è giusta.

VERY FOOD CONFIDENTIAL!

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