SCABEAT: il ritmo gastronomico di Davide Scabin approda a Roma

Un assaggio, un gusto ed un profumo scatenano un danza gastronomica: Scabeat. Nasce sull’asse Torino – Roma il nuovo ristorante dello chef Davide Scabin.

Appuntamento a mezzanotte ed 1 minuto. Recita così l’invito per l’evento di apertura di Scabeat, il nuovo ristorante dello chef Davide Scabin a Roma, nella sede del Mercato Centrale.  Per quei pochi che ancora non lo conoscono, il Mercato Centrale è uno  spazio “altro” dove gli artigiani, attraverso le loro “botteghe”, raccontano i prodotti e ne promuovono la qualità ed i punti di forza, ed è una creatura dell’eclettico Umberto Montano, un imprenditore del gusto che da diverso tempo ha ideato e realizzato questo tipo di concept food in alcune città italiane.

Nella parte alta della location di Roma, la suggestiva Cappa Mazzoniana, nasce Scabeat che porta la firma, appunto, di Davide Scabin. Considerato uno dei cuochi più innovativi della scena italiana, rimasto legato alla sua terra, Piemonte (il suo ristorante Combal.Zero – 1 Stella Michelin –  si trova a Rivoli, nel Castello sede del Museo di Arte Contemporanea ), Scabin è autore di una cucina che vuole: “coinvolgere tutti i sensi nell’esperienza legata al gusto”.

Il ristorante di Roma è di fatto un nuovo capitolo del suo “Gusto della forma”, un marchio che identifica “il metodo di ricerca utilizzato nel processo creativo”. Non a caso, in questa direzione, la sfida più grande gli è arrivata dall’ESA, l’Agenzia Spaziale Europea, che l’ha ingaggiato per realizzare dei piatti gourmet. Così nel 2013 il “cibo spaziale” ha debuttato sulla Stazione Spaziale Internazionale, accompagnando tra le stelle l’astronauta Luca Parmitano.

Negli ultimi anni la cucina dello chef piemontese è stata protagonista di una nuova virata, è nato così il concetto di “Up & Down”, un menù ribaltato in cui i secondi vengono serviti a inizio pasto, della serie: “prima la sostanza, poi i virtuosismi”. Ed è forse dal ritmo di questo “sottosopra” che prende vita Scabeat:  «Vorrei portare un po’ di Piemonte a Romadichiara lo chef – ma allo stesso tempo riuscire a interpretare bene la cucina romana, mettermi alla prova, reinventando piatti e sperimentando nuove ricette ricche di genialità e creatività. Ho in mente una cucina  contemporanea, al passo con i tempi, dove ci saranno sicuramente i piatti della tradizione, ma cotti sulla brace in pentole di ghisa utilizzando il Big Green già sperimentato al Mercato Centrale di Torino».

D’altronde le intenzioni dichiarate sopra, il cuoco stellato le ha concretizzate nei finger food (il menu in sintesi) serviti agli ospiti durante il party d’apertura: “l’insalata russa” con la trota affumicata di montagna; la “frisella che non viaggia” con mozzarella, pomodori datterini e basilico; “gli agnolotti del plin” al sugo d’arrosto; il “vitello tonnato alla maniera antica”; “maccheroni freschi” con ricotta di bufala, pepe e scapece di zucchini; “bonet” budino al cioccolato e amaretti, tipico di Torino; solo per citarne alcuni.

E per confermare la coerenza del concept, che trova nei “battiti” l’incipit, Scabin ha fortemente voluto che la colonna sonora dell’evento fosse curata dal dj di fama internazionale, Claudio Coccoluto, proprio per non lasciare nulla al caso. Coccoluto, versione dj set rigorosamente in vinile, ha inoltre curato l’abbinamento dei piatti serviti con un brano musicale, connettendo al senso del gusto, della vista e dell’olfatto, quello non meno importante dell’udito.

Umberto Montano e Claudio Coccoluto

Un florilegio di percezioni che ha scatenato gli invitati in goderecce danze che, prendendo la palla al balzo, si potrebbero ribattezzare come un genere “nuovo”: lo Scabeat.

Very Food Confidential!

Antonio Di Trento
Sono cresciuto con la sabbia nelle scarpe e il mare negli occhi, ma preferisco la cucina di terra. Scrivo di avvenimenti legati al cibo sul mensile Nonsolorosa (dove ho anche una rubrica di musica: mio primo grande ed insostituibile amore). Laureato in Scienze Umanistiche con indirizzo storia e critica del cinema, nella mia prima vita ero un aiuto regista. Ogni volta che i miei occhi incontrano una cheesecake mi arriva una fitta al cuore che non posso non assecondare!

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