A Parigi, con l’evento “MON AMOUR”, il Salento parla francese

Entusiasta, vulcanica, mai stanca: in Francia (ma non solo) Carmen Mancarella è diventata il simbolo del suo Salento, che da anni promuove lanciando iniziative per far conoscere il territorio più autentico e meno noto. La incontriamo a Parigi, dove il suo evento “Salento Mon Amour” è diventato un appuntamento irrinunciabile per tutti gli appassionati di viaggi, gastronomia e turismo fuori dall’ordinario.

Giornalista, divulgatrice, promotrice del territorio. Chi è Carmen?
Dopo molti anni da giornalista professionista specializzata in cronaca nera e giudiziaria ho deciso di cambiare vita: ho lasciato la redazione, mi sono dedicata ai viaggi e al turismo e ho investito energie e risorse in una rivista e in una casa editrice che rispecchiassero me e il mio amore per la mia terra. La rivista, che ho chiamato Spiagge, è diventata una vetrina patinata per il Salento. Mi sono detta che questa terra meravigliosa e ricca di risorse potrebbe vivere tutto l’anno grazie al turismo e alla gestione dei flussi, troppo concentrati sulla stagione estiva. Mi sono detta che il turismo sarebbe inoltre lo strumento più adatto per impedire ai nostri ragazzi di lasciare la loro terra, fornendo loro un lavoro appagante e all’altezza delle aspettative. Così ho pensato a i miei tre figli, Carlo, Salvatore e Giuseppe e mi sono rimboccata le maniche per fare qualcosa di concreto.

E così grazie al tuo impegno sei diventata un riferimento per la promozione di una specifica area del Salento: come è nata l’idea di far conoscere proprio quella parte del tuo territorio che i grandi flussi turistici trascurano?
Sono nata nel Salento. Ma non è solo questo che mi ha spinto ha fare quello che faccio. E’ prima di tutto la grande bellezza che parte dal calore della gente e che poi diventa un elemento fondamentale della profonda offerta culturale che ho cercato di riassumere in Spiagge. Avevo fondato questa rivista proprio per puntare sulla redistribuzione del flusso turistico e per incoraggiare i visitatori ad allontanarsi dalle spiagge affollate per spingersi verso l’“entroterra”: in Salento basta spostarsi di poco, visto che il borgo più lontano dal mare dista solo 30 chilometri dalla costa.
Scrivere per Spiagge mi ha permesso di scoprire tutto il nostro territorio disseminato di piccoli borghi: nella provincia di Lecce ce ne sono 98, mentre in quelle di Brindisi e Taranto se ne contano una cinquantina. Il patrimonio spazia dai dolmen e i menhir della Preistoria al barocco degli altari decorati in foglia d’oro. Ci sono frantoi ipogei da cui si estraeva l’olio per illuminare strade e palazzi di Londra, Mosca, Parigi, San Pietroburgo. Nell’olio lampante investirono commercianti arrivati dal nord Italia e ai proventi generati da questo prezioso materiale si deve la bellezza dei palazzi, delle chiese e l’opulenza delle luminarie che accompagnano le feste popolari.

Hai voluto far conoscere questo straordinario aspetto della tua terra anche all’Europa, e in particolare alla Francia: parlaci di Salento Mon Amour
“Salento mon amour à Paris” è l’edizione francese di “Italy Salento my love party in Berlin”, nato quasi per gioco nel 2014, quando partecipai per la prima volta alla ITB di Berlino. Partecipando agli eventi di questa importantissima fiera internazionale del turismo decisi che avrei voluto che i partecipanti assaggiassero il cibo salentino. Così l’anno successivo arrivai con pasticciotti, vini e altre prelibatezze. Fu un successo! Da allora non ho mai smesso di coinvolgere i colleghi giornalisti e il risultato è che oggi il Salento si è affermato come destinazione a sé stante.
L’evento parigino piano piano ha conquistato ambienti eccezionali: siamo stati più volte ospiti della prestigiosa sede del Consolato generale d’Italia a Parigi e di quella dell’ENIT, in rue de la Paix. Per me è stato un grandissimo onore personale che si aggiunge all’orgoglio di vedere il mio territorio avere una platea sempre più ampia.

Certamente una grande soddisfazione personale, meritatissima. Ma una iniziativa di comunicazione come “Salento mon Amour à Paris” ha contribuito in maniera tangibile allo sviluppo del turismo nel Salento?
La visibilità mediatica è davvero efficace quando si trasforma in economia, cioè quando fa crescere il numero di viaggiatori che arrivano nel Salento. Oggi basta fare una passeggiata a Lecce o nelle principali località turistiche per rendersi conto che la lingua più parlata è il francese.
I viaggiatori francesi amano il Salento non solo per le spiagge, le chiese, i paesaggi ma anche per l’eleganza e la raffinatezza delle strutture ricettive e per l’eccellenza dell’enogastronomia. E poi, arrivando da un Paese laico, apprezzano molto il nostro modo popolare e festoso di vivere la religiosità.

E’ doveroso aggiungere che il mio lavoro di promozione non sarebbe stato possibile senza il supporto della Regione Puglia con Aeroporti di Puglia che ha investito sui collegamenti diretti per far decollare il turismo. Parigi, per esempio,  è collegata direttamente a Bari (anche in inverno) e a Brindisi (in primavera autunno estate). Inoltre sono sempre molto grata ai giornalisti e agli operatori turistici che hanno accettato l’invito a scoprire il Salento e che se ne sono innamorati. Ho all’attivo l’organizzazione di 75 tra press tour ed educational e ne ho uno in preparazione. Il risultato sono le innumerevoli pagine pubblicate in Francia (tra le prestigiose testate, Direction Italie e Le Figaro) ma anche in Germania o in Polonia, dove siamo comparsi sull’edizione nazionale di National Geographic.
Ma i risultati vanno oltre il solo turismo: crescono anche gli investimenti francesi sul territorio: iniziati nell’immobiliare, come è successo a Lecce dove sono state realizzate dimore di charme (la Fiermontina Luxury home ne è un esempio) oggi in molti decidono di trasferirsi definitivamente, come ha fatto lo chef stellato Guy Martin.

E’ stato difficile far comprendere ai tuoi interlocutori locali il valore della comunicazione come strategia per lo sviluppo territoriale?
Beh, non è stato facile, perché la prima risposta ai miei progetti era sempre no. Ma io sono caparbia: le sfide non mi spaventano. Confesso però che la mia rivista Spiagge è nata in un momento molto favorevole perché il presidente della Provincia di Lecce, Lorenzo Ria, e il vicepresidente, Luigino Sergio, per la prima volta cominciavano a parlare di marketing territoriale. Aggiungici il desiderio sempre più forte dei sindaci di far conoscere le bellezze dei loro Comuni e il gioco è stato presto fatto. Oggi agli eventi che organizzo in occasione delle più grandi fiere internazionali del turismo – come l’ITB di Berlino, il Salon Mondial du Tourisme e TOP Resa di Parigi – partecipo sempre con i primi cittadini e gli amministratori locali. Qualcuno resta ancora reticente perché ritiene che il Salento ormai sia anche troppo conosciuto: una valutazione completamente errata non solo perché siamo ancora all’inizio ma perché una delle lezioni del marketing è proprio quella di non smettere di fare promozione quando pensi di essere arrivato. L’inversione di tendenza è un rischio reale e non bisogna mai abbassare la guardia.

Alla luce di queste tue considerazioni, qual è il tuo obiettivo per il Salento, e in particolare per “Salento Mon Amour à Paris”?
Il mio obiettivo è di coinvolgere sempre più borghi e accogliere sempre più giornalisti per fare in modo che le loro testimonianze attraggano viaggiatori e ci aiutino a vivere tutto l’anno di turismo. Continuerò a concentrarmi sui mercati francesi e dell’Europa centrale, dove siamo ancora poco conosciuti. Si tratta di un mercato molto interessante perché hanno un calendario di vacanze scaglionato durante tutto l’anno e hanno sviluppato una grande cultura del viaggio. Si muovono in coppia, in famiglia, da soli e viaggiano molto anche se non sono più giovani ma hanno più disponibilità economiche e di tempo.
Punto inoltre a far crescere l’experience marketing, cui ho anche dedicato un libro (Experience Marketing, un’avventura chiamata Salento). Perché se è importante partecipare alle fiere internazionali lo è ancor di più superare le aspettative di chi poi sceglie di venire in Salento. Ormai si viaggia per vivere un’emozione e il marketing non può non tenerne conto.

Regalaci qualche consiglio di viaggio per conoscere il tuo Salento, oltre le spiagge?
Prima di tutto le nostre feste popolari, in onore dei santi patroni: ne abbiamo tutto l’anno. Quelle del fuoco, per esempio, iniziano il 29 novembre in onore di Sant’Andrea a Presicce, proseguono con la Focara di Novoli il 16 gennaio e si concludono con l’arrivo della primavera a Erchie, dove si allestiscono le famose Tavole di San Giuseppe: imperdibili! E poi ci sono i percorsi da fare a piedi, come il Cammino del Salento, arrivato al quarto posto in Italia per indice di gradimento. Parte da Lecce, tocca San Foca, passa per Otranto, Santa Cesarea Terme e altri borghi della costa e si conclude a Santa Maria di Leuca fra panorami mozzafiato. Noi salentini non possiamo prescindere dal mare: conosciamo da sempre le difficoltà del viaggio e probabilmente dobbiamo a questo il nostro spirito di accoglienza. Per questo, tra le esperienze che ti consiglio di fare, c’è anche quella di provare a perderti in un qualsiasi piccolo borgo del territorio: immediatamente spunterà da qualche parte un salentino pronto ad accompagnarti a destinazione con qualunque mezzo, in auto, in motorino, in bici o a piedi. Provare per credere!

VERY FOOD CONFIDENTIAL!

Carla Diamanti
Carla Diamantihttp://www.thetraveldesigner.it/
Viaggiatrice e giornalista, trasforma i luoghi in guide, reportage e itinerari fuori dal comune. Da oltre trent’anni collabora con riviste nazionali, editori, tour operator, centri di formazione e università, radio e televisione. Esprit nomade, ha spostato valigie e residenza da Roma agli Stati Uniti, in Medio Oriente, Haiti e in giro per l’Europa. Da 15 anni vive a Parigi, che esplora in lungo e in largo e di cui scrive. Ha creato il concept di viaggio The TRAVEL Designer.

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