1962-2022. Il Luogo a Milano ne ha vista fluire di storia e nel 2022 celebra orgogliosamente i suoi 60 anni ricchi di evoluzione ed eccellenza culinaria.
Sei decadi di accoglienza, ricerca e valorizzazione del territorio nel cuore di una delle città più cosmopolite d’Italia.
Uno dei segni distintivi è sicuramente la cucina a quattro mani: quello che per altri ristoranti accade occasionalmente, durante eventi o collaborazioni lunghe quanto una cena con i colleghi, qui è la normalità.
Aimo Moroni aprì infatti nel 1962 quella che in origine era una trattoria e oggi è un raffinato ristorante che vanta 2* Michelin insieme a sua moglie Nadia; entrambi di origini toscane, hanno portato avanti un sodalizio, nella vita privata e nel lavoro, che è durato praticamente una vita.
Nel 2012 il timone è passato ufficialmente alla figlia Stefania e agli Chef Alessandro Negrini e Fabio Pisani, oggi coadiuvati in sala dal maitre Nicola Dell’Agnolo e dal sommelier Alberto Piras.
Le celebrazioni per questo 60esimo anno dall’apertura prevedono 6 cene (la prima a luglio, le altre nei mesi successivi), ognuna delle quali dedicata da una decade.
La prima (decade 1962-1971) ripropone uno dei piatti più indentitari de Il Luogo: “Spaghetti di grano duro con cipollotto di Tropea e peperoncino di Diamante”, simbolo dell’inizio del percorso di valorizzazione di tutte le eccellenze regionali da parte dei due coniugi; la seconda (decade 1972-1981) include la “Zuppa Etrusca con ortaggi di stagione, legumi, farro della Garfagnana e fiori di finocchio selvatico” degli anni Ottanta, che deve il suo nome ad alcune scoperte archeologiche secondo le quali gli Etruschi erano particolarmente amanti dei legumi e grandi esperti di cucina. La terza decade (1982-1991) ripropone il piatto icona di Nadia “Fettuccelle di pasta fresca con Faraona Piemontese e funghi porcini”; la quarta (1992-2001) è quella in cui entra in scena Stefania Moroni, che porterà nel gruppo anche la sua vocazione per l’arte contemporanea, sviluppando un elemento che dalla cucina trascende ma ne è allo stesso tempo continuità, e ciò viene rispecchiato in cucina tramite una dose aumentata di creatività nelle proposte, come nel piatto “Gambero Viola di Sanremo ai tre legumi”.
La quinta decade (2002-2011) è quella che rappresenta il passaggio di consegne: le origini (del Nord dello Chef Negrini e del Sud dello Chef Pisani) si fondono per dare vita ad un’alta cucina italiana: ne è l’emblema il piatto “Risotto Carnaroli all’olio di Nocellara con gamberi viola di Sanremo, pomodori cuore di bue, burrata e erbe aromatiche”.
La sesta cena degustazione (decade 2012-2022) presenta il menu Territori, per sottolineare l’impegno posto nella selezione, nella valorizzazione e nella lavorazione degli ingredienti: il piatto icona di questo menu è sicuramente ‘Lo Spaghetto al Calamaro’ firmato da Pisani e Negrini che incarna la sua essenzialità sull’esclusività di un ingrediente – il calamaro – di cui vengono utilizzati quasi tutti gli elementi, lavorato con una tecnica antica pugliese – quella ‘dell’arricciatura’ – e abbinato col pesto di dragoncello.
Una narrazione attraverso sei menu creati ad 8 mani, un racconto attraverso i piatti di una storia culinaria che ha lasciato il segno.
Alessandro, Fabio e Stefania proseguono il percorso iniziato da Aimo e Nadia, 60 anni fa, proiettando la loro visione nel futuro con continuità e rispetto.
Very Restaurant Confidential. Very Food Confidential.





















