[dropcap size=small]C'[/dropcap]è poco da fare… E’ l’intuito l’ingrediente segreto che fa la differenza fra un buon risultato e un successo strepitoso. Ed è proprio l’intuito ad aggiungere emozioni alla storia di un’azienda italiana che, seppure si sia occupata sempre di carrozzerie e autonegozi, oggi si trova ad essere protagonista di un trend mondiale!
Già il motto della famiglia Resti è lungimirante: un antico lavoro per un nuovo futuro. In pratica, dalla Carrozzeria Resti del 1960 alla Resti S.p.A. del 2015 e poi chissà cos’altro ancora. In questo motto sono infatti concentrate la filosofia, la storia e l’esperienza di un’azienda italiana che è nata nel 1960 in pieno boom economico e che in 55 anni, con grande intuito, ha continuato a crescere e ad evolversi.
Lungimiranza e voglia di fare sono proprio le caratteristiche del fondatore, Ivo Resti, quando nel 1961 ha tirato su la saracinesca del garage in cui si riparavano e costruivano carrozzerie per autocarri per il trasporto di merci. Nel 1970 la Carrozzeria Resti compie la prima grande trasformazione e inizia a realizzare gli autonegozi ‘extensive’, nei quali unisce le conoscenze tecniche dell’azienda con le richieste dei venditori itineranti. È negli anni ’80 e ’90 del Novecento che la Resti perfeziona la produzione di innovative cabine integrali per aumentare la superficie di vendita ed esaltare l’estetica del prodotto. Il 2000 è l’anno della grande intuizione: il futuro degli autonegozi è nel settore food. E negli ultimi 15 anni la Resti S.p.A., che oggi ha sede a due passi da Arezzo, si è saldamente assestata come leader del mercato nazionale nel settore.
All’ingegnere Franco Resti, amministratore delegato di Resti S.p.A., abbiamo chiesto qual è il segreto di unastoria aziendale di tale successo e così duratura. “Il segreto? – riflette Franco Resti – È trasformarsi continuamente, seguendo… ma soprattutto anticipando e poi spingendo sulle nuove tendenze, non solo di casa nostra ma soprattutto quelle internazionali. Per questo motivo, sia come espositori sia come visitatori, viaggiamo tantissimo e siamo presenti in fiere in tutto il mondo, dagli Stati Uniti all’Asia.”
Allora, chiediamo, qual è stato il campanello che ha fatto scattare l’intuizione di puntare su una forte specializzazione di un ramo dell’azienda nei food truck? “Sicuramente la crescente attenzione mediatica intorno al food… – spiega Resti – In particolare, tre anni fa, abbiamo osservato il boom e la riscoperta che ha vissuto il mondo del gelato, il mercato cresceva a due cifre. Così ci siamo decisi a spingere sulla produzione di strutture adatte a sostenere il settore.”
Tecnologia e creatività sono altri due fattori imprescindibili alla Resti S.p.A. “In azienda continuiamo a gestire la strategia e la produzione. Il nostro – afferma con orgoglio l’Ing. Resti – è quasi un lavoro artigianale, controlliamo e perseguiamo la qualità del prodotto fin nel minimo dettaglio. Per quanto riguarda il design, ci rivolgiamo a professionisti e aziende italiani, a volte sono proprio i designer a proporci un nuovo progetto una nuova idea.” Sì, perché l’estetica del food truck è inscindibile dalla strategia di marketing e il mezzo deve rispecchiare il messaggio del prodotto. Questo legame è particolarmente evidente nei più recenti progetti in collaborazione con Piaggio, gli allestimenti per Porter Piaggio e Ape Piaggio che stanno riscuotendo grande apprezzamento non solo in Italia ma anche all’estero: Francia e Germania ma anche Santo Domingo e Senegal.
E piovono soddisfazioni: da MasterChef alla Scuola de La Cucina Italiana fino a Expo 2015, tutti vogliono vedere e provare i fantastici veicoli allestiti ad hoc da Resti per ogni tipo di attività.
RESTI SpA
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Redazione di Food Confidential Magazine @FoodConfidentia – a cura di Fabiana Magrì


















