A TABLE! KEI cucina creativa francese e giapponese

A TABLE! Esperienza KEI, cucina creativa francese dagli accenti, estetici, giapponesi.

DOVE
Non lontano dalle Halles e dalla chiesa di St. Eustache. E neppure dalla Bourse du Commerce, con cui mi viene da fare un parallelo. Questo edificio storico dalla caratteristica forma circolare al suo interno cela un’anima completamente diversa, fatta di cemento e delle linee ardite di Tadao Andō, l’architetto giapponese che ne sta rivoluzionando la storia partendo dal cuore. Così in rue Coq Heron, all’interno di un palazzo francese, e in uno scrigno di armonia tipicamente francese, ecco Kei il ristorante che porta il nome dallo chef giapponese Kei Kobayashi, cultore del design che rivoluziona il concetto di cucina francese, aggiungedole accenti giapponesi. Ma di questo parliamo più avanti!

Courtesy of KEI

AI FORNELLI E IN SALA
Difficile vederlo in sala (o in giro per la città o nei salotti televisivi): il regno di Kei è la cucina. Dietro i vetri con la moderna cornice in alluminio che sposa perfettamente le linee classiche della sala, lo chef crea piatti ispirati alla cultura gastronomica francese presentati con i principi estetici, la precisione e l’armonia giapponese. Il risultato è straordinario e raggiunge perfettamente l’obiettivo dello chef: “regalare un’esperienza stupefacente e unica. Ma soprattutto buona!”. Biondo perché da giovane pensava che i francesi lo fossero tutti, Kei è partito dal Giappone a 20 anni. Nessuna esitazione: voleva scoprire tutta la Francia, conoscere i sapori di ogni regione e poi formarsi nelle cucine dei più grandi chef. La sua esperienza si traduce oggi in due stelle Michelin e la terza all’orizzonte. Sotto lo spettacolare lampadario Saint Louis, omaggio all’arte francese come posate e tovaglie, le portate sfilano in piatti di ceramica creati esclusivamente per Kei da designer internazionali. Attorno, il lusso dell’essenziale: tutto è lineare, spoglio, armonioso, i tavoli distanti quanto basta. Gli occhi e la mente ringraziano, mentre gli ospiti chiacchierano rilassati.

Caviar – Courtesy of KEI | ©Antoinette Bruno for StarChefs.com

PERCHÉ
Per concedersi il lusso di vivere un’esperienza gastronomica premiata da due stelle Michelin senza rovinarsi. Perché qui il piacere comincia dagli occhi: ambiente, piatti e stoviglie, ogni dettaglio accarezza lo sguardo regalando armonia. Perché l’atmosfera è conviviale e non formale, il servizio gradevole e amichevole, perché in ogni piatto è facile cogliere il sapore dopo averne apprezzato la vista. Perché c’è un unico turno di servizio e chi mangia non subisce l’andirivieni degli altri ospiti. Perché le porzioni sono equilibrate e mai eccessivamente scarse. Perché il gioco dei luoghi e delle culture si ripete senza sosta e arriva anche al pane, preparato con i cereali e profumato al miele di castagno, accompagnato da olio di oliva siciliano, sale di Camargue e burro di Bretagna.

Courtesy of KEI

DA NON PERDERE
Le proposte variano in base alla selezione, rigorosissima, degli ingredienti fatta ogni giorno dallo chef. “Una carta fissa”, dice, “non mi permetterebbe di soddisfare la mia attenzione ossessiva alla perfezione di ogni ingrediente”. Come in una specie di rituale, i produttori gli fanno visita ogni mattina per mostrargli il meglio del mercato. Kei si sposta solo per la carne: nei giorni di chiusura visita gli allevamenti e sceglie personalmente i capi. La cura per i dettagli è estrema. Dunque, non c’è niente da non perdere, anzi tutto. Le portate si susseguono secondo un ritmo perfetto, anticipate da un saluto per risvegliare le papille: dadini di granita al chizo rosso, minuscoli ravioli di bietole nascosti in una ciotola di ceci secchi, gelatina di bouillabaisse servita in gusci di vongole, tartelletta mignon alla spuma di sardine spagnole, da mangiare in un sol boccone perché è fragilissima.

Vacherin raisin – Courtesy of KEI

PIATTO CULTO
Ma c’è qualcosa che non manca mai. Sono i suoi plats signature che ripropone perché sono entrati nel mito. L’oreiller de la Belle Aurore, rielaborazione di una ricetta classica di Brillat Savarin che Kei propone come un piccolo scrigno di pasta sfoglia ripieno di delizie che evocano la Francia e il Giappone. Il Jardin des légumes croquants è un’opera d’arte che delizia prima di tutto gli occhi. Le verdure, croccanti al punto giusto, sono disposte su una spuma di limone e spolverate con un crumble di olive nere. Dopo averla ammirata, bisogna distruggere il giardino e mescolare gli ingredienti perché i sapori si combinino fra loro e si possa apprezzare la croccantezza e scoprire al fondo la morbidezza apportata dal salmone. Filosofia del gusto e piacere delle papille.

COSTO
A pranzo, tre proposte a partire da 58€ per il menu déjeuner in 5 tempi
A cena, tre proposte a partire da 110€ per il menu découverte in 6 tempi

 

#veryfoodconfidential: design gastronomico fra Francia e Giappone

 

KEI
Indirizzo: 5, rue Coq Héron, 75001 – Parigi
Telefono: + 33 (0)142331474
Email: reservationkei@gmail.com
orari: da martedì a sabato a pranzo e cena
chiusura: domenica e lunedì tutto il giorno; giovedì a pranzo

www.restaurant-kei.fr

Carla Diamantihttp://www.thetraveldesigner.it/
Viaggiatrice e giornalista, trasforma i luoghi in guide, reportage e itinerari fuori dal comune. Da oltre trent’anni collabora con riviste nazionali, editori, tour operator, centri di formazione e università, radio e televisione. Esprit nomade, ha spostato valigie e residenza da Roma agli Stati Uniti, in Medio Oriente, Haiti e in giro per l’Europa. Da 15 anni vive a Parigi, che esplora in lungo e in largo e di cui scrive. Ha creato il concept di viaggio The TRAVEL Designer.

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