PUGLIA. Ciceri e tria – Le ricette di Rossella

Alla scoperta delle ricette regionali della cucina italiana. Ciceri e tria, da Orazio a simbolo del Salento. Ceci, pasta fritta e pasta lessata: questi gli ingredienti chiave di una gustosa ricetta che racconta storie antichissime tra contaminazioni e tradizioni contadine. 

Pronti per la Puglia salentina? In questa rubrica a cura di Rossella Mòntolo viaggeremo con la cucina, grazie alle ricette, ai piatti e ai prodotti più tipici del territorio attraversando tutta l’Italia, il Paese dei mille campanili.

Questa volta andiamo in Puglia, precisamente nel Salento, dove la terra è rossa, gli uliveti sono secolari e i due mari, Adriatico e Ionio, si incontrano. Così come si incontrano le tradizioni della cultura mediterranea con quella araba, anche in cucina all’interno di ricette antiche come Ciceri e tria, di cui probabilmente parla già il poeta latino Orazio.

Quando parliamo di Salento, Ciceri e tria è anche uno dei piatti più gustosi: ceci, pasta fritta e lessata per una preparazione a metà tra zuppa e pasta fresca.

CICERI E TRIA

Difficoltà: Media  
Ricetta per 6 persone
Categoria: Primo | Zuppa/ Pasta fresca 

INGREDIENTI

Per la Tria (pasta)

400 g di semola rimacinata di grano duro
200 ml di acqua
Un cucchiaino di sale fino
200 ml di olio di arachide

Per la zuppa di ceci:

250 g di ceci
2  gambi di sedano
1 carota
1 spicchio d’aglio
1 cipolla ramata
3 Foglie di alloro
Un rametto di rosmarino
Sale
Pepe
5 cucchiai di olio extravergine d’oliva

PROCEDIMENTO:

La sera prima mettiamo a bagno i ceci con un cucchiaino di bicarbonato. Il giorno seguente, dopo aver sciacquato i ceci mettiamoli in una pentola; completamente ricoperti di acqua; con il sedano, la cipolla divisa in due, la carota, il rosmarino, l’alloro e l’aglio. Lasciamo cuocere fino a quando i ceci saranno teneri.

Courtesy of Rossella Mòntolo

Solo a questo punto possiamo aggiungere il sale e l’olio extravergine d’oliva.
Lasciamo cuocere ancora dieci minuti. Nel frattempo avremmo già impastato la semola con l’acqua e un pochino di sale.Avremmo fatto riposare l’impasto per dieci minuti.Poi stesa la sfoglia, avremmo ricavato delle striscioline di pasta simili alle tagliatelle ma un po’ più spesse e un po’ più larghe e corte.
Una parte della pasta l’avremmo arricciata, richiusa su se stessa e lasciata friggere nell’olio di arachidi ben caldo ed asciugare su della carta assorbente.

Courtesy of Rossella Mòntolo

L’altra parte della tria , invece, andrà cotta in acqua bollente e salata per 10 min / 12 min , questo dipende da quanto spessa sia la nostra tria.Mentre la tria cuoce, frulliamo a parte un terzo della zuppa di ceci, in modo da rendere la nostra pietanza finale più cremosa. Ora possiamo unire tutti gli elementi nella pentola dove ancora borbotta la zuppa: Ceci passati, tria cotta in acqua e scolata, una parte di tria fritta. Spegnamo il fuoco, incoperchiamo elasciamo riposare la minestra per due minuti, così che i profumi della zuppa siano ben assorbiti dalla pasta.

Courtesy of Rossella Mòntolo

Come tocco finale, una volta impiattata la cremosa minesta, aggiungiamo qualche pezzetto di tria fritta e un goccio di olio extravergine d’oliva a crudo.

Ora bisogna solo godersi il viaggio e, semmai, il primo boccone ce lo gustiamo con gli occhi chiusi.

 

Rossella Montolo
Rossella Montolo
Vivo a Napoli e ho girato il mondo come backstage manager seguendo concerti e manifestazioni di musica italiana e internazionale. Eugenio Bennato, Enzo Avitabile, Lino Cannavacciuolo, Simple Minds sono solo alcuni degli artisti che ho incontrato. In tanti hanno partecipato ad una o più della mie cene dopo concerto. Viaggiare mi ha permesso di scoprire territori, prodotti e ricette di grandi cuochi e massaie. Oggi le mie videoricette sono su Videometrò, circuito televisivo che intrattiene i viaggiatori di funicolari e metropolitana di Napoli.

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