La cucina italiana rappresenta un insieme di pratiche sociali, gestualità e abitudini che rendono la preparazione e il consumo dei pasti un momento di condivisione e incontro.
Cucinare in Italia significa prendersi cura della famiglia, degli amici o dei clienti, valorizzando la creatività, la tradizione e la biodiversità locale. È un patrimonio culturale che unisce oltre 60 milioni di italiani in patria e 80 milioni all’estero, oltre a milioni di appassionati in tutto il mondo.
Per questo, il 23 marzo 2023, il Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste e il Ministero della Cultura hanno lanciato la candidatura della Cucina Italiana a Patrimonio Immateriale dell’Umanità UNESCO. Nel dossier sono stati raccolti dati, testimonianze e documentazioni per raccontare al meglio l’unicità della tradizione gastronomica italiana.
La candidatura non riguarda un singolo piatto o una ricetta, ma un modello culturale condiviso, fatto di esperienze comunitarie, scelta consapevole delle materie prime, convivialità del pasto, trasmissione dei saperi alle nuove generazioni e rispetto delle stagioni e dei territori. Una tradizione che vive quotidianamente nelle famiglie, nelle comunità locali e nelle comunità italiane nel mondo.
Il 10 novembre 2025 l’organo degli esperti mondiali UNESCO ha consigliato l’iscrizione della cucina italiana nella Lista dei Patrimoni culturali immateriali dell’umanità. Qualora il giudizio tecnico dovesse essere confermato a dicembre, la Cucina Italiana sarebbe la prima cucina al mondo ad ottenere, nel suo complesso, il riconoscimento a Patrimonio Immateriale dell’UNESCO.
La Francia è entrata nella lista del patrimonio immateriale Unesco per i pasti dell’alta gastronomia celebrativi della domenica o delle ricorrenze festive, il Messico ha ottenuto il riconoscimento per i pasti celebrativi dei riti religiosi di una minoranza etnica, la Corea vanta il riconoscimento per la tecnica della fermentazione del Kimchi e il Giappone la cucina tradizionale giapponese Washoku.
In corsa è dunque la cucina italiana tout court. Il dossier precisa che non esiste una unica cucina italiana ma un mosaico di diversità espressive locali che fa sì che in ogni territorio si esprima una pratica sociale che ha anche una valenza sentimentale perché preparare una pietanza è espressione di un sentimento e di un racconto ma anche un prendersi cura di chi consumerà quel pasto.
La cucina italiana è una storia collettiva, scritta ogni giorno nelle case, nelle comunità e nei territori. La cucina italiana è un equilibrio tra uomo e ambiente: tutela la biodiversità, valorizza le produzioni locali, favorisce il riuso degli alimenti e promuove abitudini alimentari consapevoli. Riflette il legame tra i paesaggi naturali e le comunità che li abitano, incarnando memoria, quotidianità e cultura dei territori.
E diversamente da altri riconoscimenti gastronomici UNESCO, la candidatura italiana celebra un’intera tradizione culinaria quotidiana, diffusa e non legata a un singolo rito o piatto. La cucina italiana è la “cucina degli affetti”: trasmette memoria, cura, relazioni e identità, raccontando storie di famiglie e comunità attraverso il cibo.
COMUNITÀ PROMOTRICI DELLA CANDIDATURA
- Accademia Italiana della Cucina (fondata nel 1953): oltre 220 sedi in Italia, 80 all’estero e più di 7.500 accademici.
- Fondazione Casa Artusi (fondata nel 2007): promuove la cucina di casa italiana secondo l’eredità di Pellegrino Artusi.
- La Cucina Italiana (fondata nel 1929): la rivista gastronomica più antica al mondo ancora in edicola.
IL LOGO UFFICIALE CUCINA ITALIANA A PATRIMONIO IMMATERIALE DELL’UNESCO
Il logo ufficiale della candidatura Cucina Italiana a Patrimonio Immateriale dell’Umanità UNESCO è stato presentato il 4 agosto 2023 a Pompei. Raffigura la mano di un cuoco “spadella” elementi della cucina italiana insieme a monumenti italiani, simboli del territorio e personaggi della cultura, creando un percorso dinamico simile alla chioma di una cometa.
Il logo è stato realizzato dalla Scuola dell’Arte della Medaglia dell’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato di Roma nata nel 1907 e specializzata in modellazione artistica, lavorazione dei metalli, oreficeria, argenteria, glittica e grafica d’arte.
L’INNO UFFICIALE
L’inno ufficiale della Cucina Italiana a Patrimonio Immateriale dell’Umanità UNESCO è “Vai Italia” scritta da Mogol, tra i più grandi parolieri e produttori discografici italiani, autore tra l’altro dei testi musicali di Lucio Battisti, e cantata da Al Bano, tra i più popolari cantanti italiani, con oltre 25 milioni di dischi venduti in tutto il mondo e vincitore di 26 dischi d’oro e 24 di platino.
Il brano, con musica di Oscar Prudente, è stato registrato insieme al Piccolo Coro dell’Antoniano celebre coro creato nel 1963 da Mariele Ventre all’Istituto Antoniano di Bologna per accompagnare i piccoli interpreti delle canzoni allo Zecchino d’Oro, ambasciatore Unicef della cultura musicale per l’infanzia nel mondo ed è inserito dall’Unesco tra i patrimoni dell’umanità per una cultura di pace e il Piccolo Coro di Caivano, promosso dal MIC con Antoniano-Opere Francescane e la partecipazione del Ministero per la Famiglia, la Natalità e le Pari Opportunità.
IL PRANZO DELLA DOMENICA DEL 21 SETTEMBRE 2025
Per sostenere la candidatura della Cucina Italiana, MASAF e MIC, supportati dall’ANCI, il 21 settembre è stato celebrato in diversi Comuni, dal nord al sud dell’Italia, “il pranzo della domenica-italiani a tavola”: un momento di incontro e di convivialità tra i cittadini intorno ai piatti della tradizione gastronomica italiana. Hanno partecipato oltre 80 comuni italiani. È stato un modo per far vivere nelle pubbliche piazze la dimensione conviviale della cucina italiana.
LE TAPPE DELLA VOTAZIONE VERSO IL 10 DICEMBRE
Saranno 24 i paesi membri del Comitato UNESCO che si dovranno esprimere sulla Cucina Italiana a Patrimonio Immateriale dell’Umanità UNESCO nel dicembre 2025 a Nuova Delhi.
Gruppo I: Francia, Germania, Spagna
Gruppo II: Slovacchia, Ucraina, Uzbekistan
Gruppo III: Barbados, Repubblica Dominicana, Haiti, Paraguay
Gruppo IV: Bangladesh, Cina, India, Malesia, Vietnam
Gruppo V(a): Angola, Burkina Faso, Etiopia, Nigeria, Uganda, Zambia
Gruppo V(b): Algeria, Mauritania, Emirati Arabi
Ruolo dell’Advisory Body – Composto da 12 membri (6 esperti e 6 ONG), è sato cruciale nella valutazione tecnica delle candidature nel primo semestre del 2025. Il giudizio positivo dell’Advisory Body garantisce virtualmente il successo.
Il 10 novembre l’organo degli esperti mondiali UNESCO ha consigliato l’iscrizione della cucina italiana nella Lista dei Patrimoni culturali immateriali dell’umanità. Si tratta del primo fondamentale parere che sarà sottoposto alla decisione finale, di tipo politico, che sarà assunta dal Comitato intergovernativo dell’Unesco che si riunirà in India a Nuova Delhi dall’8 al 13 dicembre.
La valutazione tecnica pubblicata dice che il dossier è ben fatto ed è coerente con gli obiettivi dell’UNESCO.
Nel rapporto di valutazione, per l’Organo tecnico il dossier fa emergere il contributo della cucina italiana allo sviluppo sostenibile, in particolare promuovendo l’uguaglianza di genere e la coesione sociale. La pratica della cucina italiana viene ritenuta intrinsecamente inclusiva, caratterizzata da ruoli interscambiabili che permettono a chiunque di partecipare, superando barriere culturali e generazionali. Inoltre, l’aderenza a principi come il contrasto allo spreco alimentare e la riduzione del consumo di risorse la rende un modello di sostenibilità ambientale.
I NUMERI DELLA CUCINA ITALIANA
Cucina Italiana nel Mondo (Fonte Deloitte Foodservice Market Monitor 2025)
- Nel 2024 la cucina italiana ha raggiunto un valore complessivo di 251 miliardi di euro, con una crescita del +4,5% su base annua.
- Rappresenta il 19% del mercato globale dei ristoranti con servizio, con particolare rilevanza negli Stati Uniti e in Cina, che insieme coprono oltre il 65% dei consumi globali di cucina italiana.
- Il fenomeno dell’Italian Sounding provoca un danno stimato di circa 120 miliardi di euro.
Filiera Agroalimentare Italiana (Fonte Qualivita – Ismea)
- In Italia, la filiera agro-alimentare (produzione, industria alimentare, distribuzione, servizi food) pesa circa il 15% del PIL nazionale.
- Secondo il XXII Rapporto Ismea-Qualivita 2024, la Dop economy italiana vale 20,2 miliardi di euro alla produzione nel 2023 (+0,2% su base annua), con una crescita del +52% in dieci anni e un contributo del 19% al fatturato complessivo dell’agroalimentare.
- Cibo DOP: +3,5%, supera per la prima volta i 9 miliardi di euro.
- Vino imbottigliato: si attesta su 11 miliardi di euro.
- Export DOP IGP: conferma 11,6 miliardi di euro, trend positivo nei Paesi UE.
Turismo Enogastronomico (Fonte Qualivita – Ismea)
- Il Rapporto Turismo Enogastronomico Italiano – Edizione 2024 Qualivita certifica un valore di 40,1 miliardi di euro.
- Nel 2024 il turismo enogastronomico ha generato un business pari a 40,1 miliardi di euro, con una crescita del +12% rispetto al 2023 e del +49% rispetto al 2016.
Prospettive UNESCO (Fiepet Confesercenti su dati Banca d’Italia, Unioncamere e Movimprese)
- Se la cucina italiana fosse proclamata Patrimonio Immateriale dell’Umanità UNESCO, l’impatto sulle presenze turistiche sarebbe immediato:
- Incrementi tra il +6% e +8% nei primi anni.
- Crescita più moderata tra il +2% e +3% nei cinque anni successivi.
- Stime: circa 18 milioni di presenze turistiche in più in due anni.
- Il riconoscimento agirebbe da moltiplicatore per turismo, economia e immagine del Paese.
Turismo in Italia (Fonte Enit)
- Secondo Enit, il turismo genererà un contributo al PIL pari a 237,4 miliardi di euro entro la fine del 2025, con una crescita stimata fino a 282,6 miliardi di euro entro il prossimo decennio.
- Nei primi 7 mesi del 2025:
- Italia seconda in Europa per presenze internazionali (151,8 milioni) e per totale soggiorni (268,4 milioni).
- Terza per afflusso domestico con 116,6 milioni di pernottamenti da gennaio a luglio.
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