Lo scorso 4 maggio, presso Arca a Milano, Keglevich ha riunito otto bartender tra i più riconosciuti della scena italiana per un blind test professionale dedicato alla vodka.Â
Guidati dal guest host Franco Tucci Ponti, i partecipanti hanno vissuto una serata costruita come un vero e proprio appuntamento al buio con Keglevich: nessuna etichetta, nessun riferimento, solo il bicchiere e il confronto diretto tra professionisti. Un contesto informale e dinamico, quasi da servizio reale dietro al bancone, in cui la valutazione tecnica si è intrecciata a uno scambio continuo tra colleghi.
La degustazione si è sviluppata come un percorso a tappe, costruito con l’obiettivo di ridurre gradualmente ogni elemento di mediazione e arrivare all’essenza più autentica del prodotto. L’esperienza si è aperta con una reinterpretazione del Gibson, proposto in una versione essenziale e diretta: più asciutto, più preciso, il cocktail ha messo il prodotto a confronto con un vermouth dry all’alloro, facendo emergere con chiarezza pulizia, definizione e coerenza del blend.
Il secondo passaggio ha portato all’Harvey Wallbanger: una lettura ricca e stratificata in cui la struttura della vodka ha dialogato con le sfumature tropicali e agrumate di pandan e pompelmo rosa. Un primo livello di complessità pensato per mettere alla prova tenuta aromatica, equilibrio e capacità espressiva in miscelazione.
IL VERDETTO: CONSENSO TECNICO CHIARO E CONDIVISO
Il confronto tra i bartender si è sviluppato in modo spontaneo e continuo, con i toni di un dialogo tra amici più che di una degustazione formale. Da questo scambio è emersa una lettura condivisa del prodotto: percepito fin da subito come di alta qualità per materia prima e numero di distillazioni, equilibrato, pulito e perfettamente coerente con un utilizzo professionale nella mixology contemporanea.
La sorpresa non è arrivata da un singolo momento, ma da una percezione costruita progressivamente, bicchiere dopo bicchiere. In assenza di qualsiasi riferimento al brand, il giudizio si è allineato in modo naturale, fino a generare un consenso tecnico chiaro e condiviso. Solo al termine del percorso è stata svelata l’identità del prodotto: Keglevich. Un reveal che ha stupito, divertito e restituito una valutazione positiva nata esclusivamente dall’esperienza sensoriale.
L’IDEA: LASCIARE CHE SIA IL PRODOTTO A PARLARE
L’idea alla base del progetto è semplice ma radicale: lasciare che sia il prodotto a parlare nel contesto in cui viene realmente utilizzato ogni giorno, il bancone. Un ambiente dove performance, equilibrio e mixability non sono concetti teorici, ma criteri concreti di valutazione. La scelta del blind test nasce dalla volontà di mettere da parte ogni bias di categoria e confrontarsi direttamente con l’idea di una community: uno spazio di confronto reale tra professionisti del bancone.” Franco Tucci Ponti, Bar Consulting
KEGLEVICH: UN BRAND CON 140 ANNI DI STORIA
Tra le più antiche distillerie al mondo, Keglevich è stata fondata nel 1882 dal Conte Stefan Keglevich ed è oggi uno dei brand più riconosciuti in Italia nel segmento vodka, leader sia nella vodka dry che aromatizzata alla frutta. Prodotta in Polonia secondo la ricetta originale, con 100% puro grano e sei cicli di distillazione, rappresenta una visione di qualità costruita nel tempo. Con il claim “Skip The Ordinary”, il brand promuove un approccio fuori dagli schemi, rivolto alle nuove generazioni e alla cultura contemporanea della mixology.




















