Anche la piccola Valle d’Aosta ha i suoi birrifici artigianali, e tra questi c’è chi non dimentica il legame col territorio.
Rémy Charbonnier da grande voleva fare l’ingegnere, si è iscritto all’università ed ha pure conseguito la laurea. Peccato, o per fortuna, che tra lui e la professione si sia messa di mezzo la passione per la birra. Come tanti birrai, quasi tutti, ha iniziato a brassare in casa e dopo un paio di anni da homebrewer ha deciso di trasformare il suo hobby in un lavoro.
L’avventura inizia nel 2010: ad Etroubles sorge il primo piccolo laboratorio di produzione di Les Bières du Grand St. Bernard, con Remy c’è anche Stefano Collé.
Napea, Balance e Amy sono i nomi delle prime birre: stili abbastanza classici per cercare di fare facilmente breccia in un mercato, quello della birra artigianale, ancora giovane, specie lontano dai grandi centri urbani.
Nel 2017, l’ampliamento e il trasferimento a Gignod, sempre nella Valle del Gran San Bernardo: spazi più ampi ed un impianto da 35 hl, con una capacità produttiva annuale di 10.000 hl.
Courtesy Les Bières du Grand St. Bernard
Nel frattempo Remy ha perfezionato altre ricette, tra cui quella della GNP. Volendola inserire in uno stile, potremmo parlare di una Tripel: una chiara di ispirazione belga dunque, dal tenore alcolico abbastanza elevato (siamo intorno agli 8°), che solitamente presenta un bouquet aromatico ampio con note di frutta gialla e speziate, mentre in bocca offre grande equilibrio tra dolcezza e amaro.
A rendere speciale questa versione, targata Les Bières du Grand St. Bernard, è l’utilizzo dell’artemisia génépy, un’erba aromatica, che quando non è coltivata, cresce spontaneamente a circa 2500 metri in Val d’Aosta e Piemonte, famosa soprattutto perché utilizzata per la produzione dell’omonimo liquore. Nel caso della GNP, viene messa in bollitura coi luppoli, donando un sentore non invasivo, erbaceo e vagamente balsamico, che in una parola potremmo definire “alpino”.
Courtesy Les Bières du Grand St. Bernard

















