Un’antica leggenda narra che un tempo la Cina era tormentata dal temibile mostro Nian. Il mostro, abitante degli abissi e delle montagne, era ghiotto di carne umana e ogni dodici mesi, quando la pancia iniziava a brontolare, usciva dalla sua tana. Raggiungeva i centri abitati, le piazze e i villaggi, affamato e inferocito, ingurgitava tutto e tutti. Ma gli uomini, più furbi del mostro, scoprirono presto che il terribile Nian aveva una grande debolezza: temeva i rumori forti, il colore rosso e il frastuono. E da quel momento, ogni 12 mesi tutti gli abitanti della Cina, iniziano a fare festa: si vestono di rosso, cantano, suonano e ballano. Sparano in aria coreografici e rumorosi fuochi d’artificio, agitano pentole e sonagli e mangiano felici per aver sconfitto ancora il mostro Nian.

La leggenda spiega la nascita della Festa di Primavera, la festa che qui in Occidente chiamiamo “Capodanno Cinese“, è la vittoria del popolo contro il male e le vessazioni dei più potenti. È l’inizio di un nuovo anno, o meglio di un nuovo ciclo. Si perché in Cina lo scorrere del tempo e il susseguirsi degli anni seguono una logica ciclica, mentre noi occidentali abbiamo una visione lineare. Senza addentrarci nella comprensione della dimensione temporale cinese, torniamo a dimensioni che sono più nelle nostre corde: la festa, il cibo, i profumi e i colori.

25-01-2014 Roma
Cronaca
Inizio del Capodanno Cinese, Piazza del Popolo
Nel corso del tempo, a seguito delle emigrazioni e gli scambi, in diverse città occidentali si sono create delle vere e proprie comunità cinesi, di uomini e donne che hanno lasciato i confini della loro terra lontana. Bagaglio di ogni lungo viaggio sono, più che le cose, le tradizioni e così, in alcune città occidentali, quelle tradizioni riemergono. Appuntamento fisso è ormai il Capodanno Cinese a Roma: la festa coinvolge soprattutto il quartiere Esquilino. Da lì parte la rituale Danza dei Dragoni e dei Leoni, folkloristico ballo seguito da un corteo di ballerini e musicisti che raggiunge Piazza Vittorio, vero cuore pulsante del capodanno.

Il 2016 sarà l’anno della scimmia, animale tanto arguto quanto temuto per la sua fervida intelligenza e curiosità. Il nuovo anno cinese inizia l’8 febbraio, in occasione della seconda luna nuova dopo il solstizio d’inverno, ma i festeggiamenti partono già dalla prossima settimana, ecco alcune occasioni per festeggiare il Capodanno Cinese 2016:
AUDITORIUM PARCO DELLA MUSICA 30 – 31 gennaio: l’Ambasciata della Repubblica Popolare Cinese ha organizzato una due giorni di mostre e spettacoli presso l’Auditorium di Roma. Artigianato locale, arte del taglio della carta e concerti, oltre alla possibilità di degustare tutte le tipicità della cucina tradizionale cinese.
RISTORANTI. I ristoranti cinesi migliori della Capitale hanno organizzato serate speciali per la notte del 7 febbraio, con inaspettati menu gourmet per festeggiare con la comunità cinese, ma ben contenti di accogliere quella occidentale, nei loro locali. Ecco alcuni nomi:
Green T. – Via del Piè di Marmo 28 (Pantheon), Roma – per prenotare: 06 6798628
Asia Inn – Via Guglielmo Marconi 586, Roma – per prenotare: 06 925 92048
Court Delicati – Viale Aventino 41, Roma – per prenotare: 06 574 6108
Celebrità – Via Igino Giordani 53, Roma – per prenotare: 06 406 4005
Hua Qiao – Via Giolitti 189, Roma
Oltre ai ristoranti, due negozi di Tè orientali lasceranno aperte le porte dei loro locali durante la notte del 7 febbraio per festeggiare il Capodanno Cinese 2016. Sono il negozio Tè e Teiere (Via dei Banchi Nuovi 37/38, ad. Piazza dell’Orologio – Roma) e Il Giardino del Tè (Via del Boschetto 107, Roma). Noi ci saremo, e voi?




















