GIN CONFIDENTIAL: la Sardegna di Silvio Carta

Prosegue il nostro viaggio intorno al Gin. La nostra ‘imbarcazione’ questa volta attracca letteralmente in Sardegna.

Pochi territori hanno saputo dare così tanto al mondo del Gin come l’isola sarda e non potevamo non iniziare questo percorso dalla storica azienda di Silvio Carta.


Siamo a Baratili di San Pietro un tranquillo paese di 1300 abitanti, nel Campidano di Oristano, qui c’è la sede storica dove, dal 1952, si produce la Vernaccia – storico vino di Oristano – e il ‘nostro’ Gin in tempi recenti. Partiamo dalla storia. Carta è stato il primo a produre il distillato in Sardegna, è ed stato anche il primo a capire che con tutto l’ottimo ginepro che cresce in zona si potesse fare qualcosa di veramente buono.

Come scriveva John Ruskin nel XIX secolo, “La qualità non è mai casuale; è sempre il risultato di uno sforzo intelligente” – una frase che riecheggia in distilleria ed è la perfetta sintesi della linea di prodotti che escono oggi dall’azienda.


Questo tour potrebbe partire ad esempio dal Pigskin ottimo gin sia nella sua versione normal, ma anche in quella Pink e Silver che deve molta della sua forza e del suo carattere alle vecchie botti di Vernaccia d’Oristano (strano vero?) nella quale ‘cresce’ se così vogliamo dire – e che gli dona quel caratteristico colore giallo paglierino. Stessa cosa si può dire per la sua versione Pink, che (diciamocelo) strizza un po’ l’occhio alla moda del ‘rosa’ ma anche e sopratutto all’infusione di foglie di mirto, elicriso, salvia desoleana e artemisia. Ma solo con la distillazione che il gin viene addizionato ad un infuso di bacche selvatiche raccolte a mano per la quale acquisisce il colore rosa. Quindi ancora una volta, è la botanica locale a fare la differenza e non la moda.

Anche il Grifu nelle sue declinazioni normal, Old Grifu e Grifu Limu – quest’ultimo è l’unico Gin italiano ad assicurarsi la medaglia d’oro al recente IWSC 2020 (International Wine & Spirit Competition). Creato utilizzando esclusivamente botaniche spontanee (niente serra) del territorio che crescono vicino al mare e una particolare salvia endemica. Un gin che ha un forte debito con il lentischio, una bacca con cui sino al XX secolo di faceva l’olio di lentisco (oll’e stincu), il grasso alimentare vegetale più consumato dopo l’olio d’oliva. Ancora una volta la capacità di identificare la distillazione con la storia e le radici esce prepotentemente al palato.

Passando al Giniu, il loro london dry che al naso, profuma (letteralmente) di Sardegna (anche nell’elegante versione 517) e porta con se quel profumo salmastro che ci ha colpito sin dal primo assaggio per la sua delicata persistenza, soprattutto bevuto in purezza e non in miscelazione (che ci sta comunque bene eh…). Il Boigin nella versione normal e Saffron (davvero ottimo) che nel suo colore giallo diventa invitante e perfetto per un Gin Tonic di gusto.

Ultimo arrivato (quasi) in casa è il Gentù, un progetto trasversale, nato fuori casa in una dependance di Porto Cervo creata e ideata da Federica, Francesco e Lara, (due giornalisti e una PR agronoma) ma che è presto diventato un piccolo amatissimo cugino. Un figlio nato dal ginepro, dal timo, dal rosmarino, insieme ai cristalli di sale incastonati nel ginepro. il Gentù non è altro che la crasi di Gennargentu, la “Porta d’Argento” della Sardegna, il simbolo della sua profonda e complessa visceralità che ritroviamo (come poteva essere altrimenti) in ogni singola bottiglia delle seicento (600) prodotte per il 2020.

Una linea di prodotti davvero ottima e tutta molto ben caratterizzata dall’accuratezza nella scelta della botaniche, ma soprattutto dallo studio del territorio e delle piante che lo identificano come tale. Sappiamo tutti che terra sia la Sardegna e possiamo quindi intuire benissimo quale arduo lavoro e quanta passione ci sia dietro una lavorazione come quella prodotta anno dopo anno sui gin. Dopo vari assaggi e degustazioni possiamo dire senza dubbio che al di là del proprio gusto – che come sapete nel Gin è molto personale – tutta la linea è di assoluta qualità e pronta per finire nella vostra ‘cantina’.

 

Very Gin Confidential. Very Food Confidential.

Paolo Campanahttp://www.facebook.com/GiroVedoGenteMangiocose
Nasco grafico, disegnatore e a volte fumettista. Ho fame. Ho fame e sono curioso di capire e scoprire la storia che si nasconde dietro ogni singolo piatto, cocktail, vino o birra. Affascinato dalla rete e dalle sue dinamiche, ho aperto un blog tredici anni fa quando non era una moda, ho scritto di tutto, dal design alla grafica, dall’arte al disegno, dalla fotografia al food (ovviamente) ma ho mantenuto sempre alta la passione per la creatività, quella sana e vera. Quella che con il tempo e le numerose collaborazioni ho trovato nel piatto. L’ho già detto che ho fame?

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