È grazie all’identità di un territorio, fondata sui valori tradizionali e la cultura autentica delle comunità locali, che si realizza l’unicità di quello stesso territorio e delle esperienze che in esso si possono fare.
Che diventano memorabili se ad accompagnarle è la qualità, intesa nel suo complesso come genuinità dei prodotti e autenticità dei sapori, tutela del paesaggio, ma anche come originalità e qualità dei servizi offerti, sostenibilità delle produzioni e inclusione sociale.
A Orvieto il tema cardine del primo fine settimana di Orvieto Città del Gusto, dell’Arte, del Lavoro e dell’Innovazione è stato proprio il Made in Italy e lo stretto connubio tra Agricoltura e Turismo.
In occasione della kermesse, che si è aperta venerdì 15 settembre 2023 e si concluderà il prossimo 1 ottobre, due sono stati gli appuntamenti che hanno approfondito l’argomento. Il primo, a cura di Coldiretti, ha fatto il punto sul turismo nelle aree rurali, con la presenza, tra gli altri, del Presidente Nazionale di Coldiretti Ettore Prandini e del Presidente Nazionale di Terranostra Diego Scaramuzza. Il secondo, organizzato da Fondazione Cotarella e Consorzio Orvieto Way of Life, ha ampliato l’orizzonte all’intero Made in Italy agroalimentare, sottolineandone il valore immateriale, unico, irripetibile, che è ciò che fa la differenza anche per la promozione turistica e lo sviluppo economico e sociale delle aree interne. Insieme a Dominga Cotarella, Ceo di Famiglia Cotarella e Presidente della Fondazione Cotarella, si sono confrontati anche Marina Lalli, Presidente Federturismo, Vincenzo Gesmundo, Segretario Generale Coldiretti, Aldo Mattia, Responsabile nazionale del Dipartimento Agricoltura di Fratelli d’Italia, che ha portato il saluto del Ministro dell’Agricoltura, Sovranità Alimentare e Foreste Francesco Lollobrigida, Paolo Morbidoni, Presidente della Federazione nazionale Strade del Vino, dell’Olio e dei Sapori, Luciano Sbraga, Vice Direttore Generale di FIPE, Giuseppe Cerasa, Direttore de Le Guide di Repubblica e Riccardo Cotarella, Presidente Assoenologi.
La vacanza nelle aree rurali e nei piccoli borghi, con la loro crescente attrattività – ha spiegato il Presidente Nazionale Coldiretti Ettore Prandini – rappresenta un esempio di turismo sostenibile prezioso per il sistema Paese che, se adeguatamente valorizzato, può diventare una risorsa strategica per il rilancio economico e occupazionale. D’altro canto, come ha evidenziato Diego Scaramuzza Presidente Nazionale di Terranostra, oggi il turista è sempre più attento non solo alle bellezze naturali, paesaggistiche, artistiche e archeologiche del nostro territorio ma anche a un ambiente pulito e salubre e alla riscoperta dei prodotti tipici, della qualità del cibo e del buon mangiare. Diventa, dunque, indispensabile, per il futuro, ridurre il gap tra l’interesse a fare esperienze enogastronomiche e l’effettiva fruizione delle stesse, come hanno evidenziato i risultati del Rapporto sul Turismo Enogastronomico Italiano 2023, a cura di Roberta Garibaldi. Ciò significa -ha spiegato Garibaldi- che vi sono potenzialità ancora inespresse e da valorizzare per garantire una crescita costante ed equilibrata nel lungo periodo. Dal Rapporto, in particolare, emerge come il turista enogastronomico ricerchi la varietà, in termini di mete e di esperienze, sia sempre più attento alla sostenibilità e faccia della vacanza un’occasione per adottare stili di vita più sani. Fondamentale è anche che le strutture ricettive siano sempre più frictionless, ovvero sempre più accessibili e con proposte facilmente acquistabili online.
Da qui la necessità di rivedere l’offerta turistica italiana attraverso una digitalizzazione più spinta e ormai indispensabile e una attenta riqualificazione delle strutture, evidenziata da Marina Lalli, Presidente di Federturismo, che ha anche ricordato come, oggi, l’enogastronomia non sia più un semplice arricchimento della vacanza, ma una motivazione primaria di turismo.
Proprio per questo -ha aggiunto Paolo Morbidoni, Presidente della Federazione nazionale Strade del Vino, dell’Olio e dei Sapori– l’accoglienza non si può più improvvisare. Dobbiamo essere capaci di valorizzare le differenze e di fare della nostra identità un fattore competitivo, mettendo l’accento -come lo ha chiamato Luciano Sbraga, Vice Direttore Generale di FIPE sull’umanesimo del cibo, ovvero quel condensato di valori che lo rende unico, irripetibile e inimitabile.
A mettere l’accento sul ruolo del settore agricolo nelle politiche di inclusione sociale è stato, quindi, il Segretario Generale di Coldiretti, Vincenzo Gesmundo, che ha anche sottolineato l’importanza dell’agricoltura nella tenuta del sistema Paese e ha richiamato l’attenzione sui rischi di un uso spregiudicato delle tecnologie nell’agroalimentare in nome del solo profitto.
Il Made in Italy agroalimentare, in conclusione -come ha tenuto a sottolineare Dominga Cotarella, Ceo di Famiglia Cotarella e Presidente di Fondazione Cotarella – va necessariamente tutelato, conosciuto e valorizzato perchè è fondamentale per il nostro Paese, non solo dal punto di vista economico, ma anche sociale e identitario. L’intreccio tra l’agroalimentare di qualità e il turismo è ciò che serve per dare alle imprese, alle comunità, ai giovani soprattutto, nuove e durature opportunità di crescita. E Orvieto Città del Gusto, dell’Arte, del Lavoro e dell’Innovazione nasce proprio per mettere a sistema tutta la ricchezza che il nostro territorio può vantare.
Agli incontri di apertura della kermesse orvietana hanno partecipato anche gli assessori della Regione Umbria alla Programmazione Europea, Bilancio e Risorse Umane, Turismo, Istruzione, Sport e Cultura, Paola Agabiti, e alle Politiche agricole e agroalimentari e Tutela e valorizzazione ambientale, Roberto Morroni, la Sindaca di Orvieto, Roberta Tardani, Bianca Maria Tagliaferri, Dirigente Scolastico Istituto Alberghiero di Assisi, Giampaolo Farchioni, Amministratore Delegato Gruppo Farchioni 1780, il Presidente del Consorzio Orvieto Way of Life, Giuseppe Santi, il Presidente del GAL Trasimeno Orvietano Gionni Moscetti, di Coldiretti Umbria Albano Agabiti e del Consorzio di Tutela Vini Orvieto Vincenzo Cecci, il Magnifico Rettore dell’Ateneo perugino, Maurizio Oliviero.
Orvieto Città del Gusto, dell’Arte, del Lavoro e dell’Innovazione prosegue fino all’1 ottobre con tante iniziative pensate proprio per declinare i quattro temi cardine dell’evento.
Nei prossimi due fine settimana si parlerà anche di scienza a tavola, dell’importanza di una comunicazione corretta e autorevole, di disturbi del comportamento alimentare, ma anche dei giovani, del loro futuro, delle nuove professionalità e del ruolo della formazione e della scuola.
Non mancheranno i momenti di animazione per i più piccoli, con i tantissimi laboratori didattici inclusivi, e per tutti coloro che vorranno conoscere le bellezze di Orvieto e dell’Umbria gustando i piaceri della tavola stellata.
Domenica 24 settembre, infatti, a essere protagonista della Cena con le Stelle sarà lo chef Heinz Beck, del Ristorante La Pergola di Roma, tre stelle Michelin, mentre sabato 30 settembre le chef Cristina Bowerman (Ristorante Glass, Roma, 1 stella Michelin) e Viviana Varese (Ristorante ViVa, Milano, 1 stella Michelin) saranno presenti alla tanto attesa Passeggiata con Gusto, percorso enogastronomico in cinque tappe, nel centro storico di Orvieto, alla scoperta delle bellezze della città e dei prodotti del territorio, che si terrà anche domenica 1 ottobre, con tante iniziative collaterali.
Info e prenotazioni: www.orvietogustoearte.it
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