PESCARIA: dalla Puglia a Roma (finalmente)

Ai più disattenti, potrebbe sembrare una semplice ‘nuova apertura‘, ma l’arrivo di Pescaria a Roma ci racconta molto altro.

Racconta di un fast food ittico (termine che gli sta davvero stretto) che dopo un lungo viaggio diviso tra le due sedi pugliesi di nascita – Polignano a Mare e Trani – e le tappe nordiche a Milano, Torino e la recentissima Bologna, sbarca letteralmente dietro al Vaticano, in piena zona Prati.

Per chi non conosce la storia o l’hype che negli ultimi anni si è creato intorno al nome di Pescaria, bisogna partire dal principio, quando che cinque anni fa (2015) i tre soci fondatori Bartolo L’Abbate (imprenditore nel settore ittico di Polignano) Domingo Iudice (socio di Brainpull, l’agenzia di comunicazione co-fondatrice di Pescaria) e lo Chef Lucio Mele (che elaborò il primo menù ittico legato al territorio), aprirono la prima sede a Polignano (40 metri quadrati).

Da lì in poi un percorso fatto di attenzione e carattere nella progettazione, ma anche tanta tanta qualità nella proposta. Un’attenzione presente su tutti i fronti, basti pensare che dal dicembre del 2018 Pescaria ha scelto di rinunciare alla plastica monouso, risparmiando circa 6 tonnellate di plastica al mese per punto vendita. Al posto della plastica posate e bicchieri in PLA, materiale derivato dal mais perfettamente simile alla plastica
ma in tutto e per tutto biodegradabile e compostabile.

Ma Pescaria, ha anche aderito al Sustainable Restaurant Program e ottenuto la certificazione Friend of the Sea, che prevede la promozione di buone pratiche di consumo ecosostenibile del prodotto ittico, sostenendo attività di pesca e acquacoltura certificate.

Nel nuovo menu ‘romano’ ad esempio il pesce c’è, ma è sostenibile: ombrina, orata, spigola Cromaris e Cobia, pesce bianco di altissima qualità allevato in ambienti privi di stress e senza ormoni, coloranti e pesticidi. Pescaria, grazie a una gestione ottimizzata della logistica e dei magazzini, ha un tasso di spreco degli alimenti inferiore al 5%.

Quindi riassumendo, hanno portato il mare della Puglia a Roma, il pesce è di qualità, un posto nuovo… tutto bello ma, cosa si mangia? Il menu, ben visibile sia all’interno che all’esterno, ricalca il modo degli altri locali. Un’offerta divisa in sette sezioni: Mare crudo, Pesce crudo, Pesce cotto, Frittura, Panini, Tartare e insalate (oltre alle bevande), superfluo sottolineare che il mare la fa da padrone, quindi se non vi piace il pesce sostanzialmente questo non è il posto per voi. Qualità prezzo da fare invidia che faranno venire l’acquolina in bocca a tutti gli amanti di crudi e tartare, tra i crudi, una menzione particolare per le cozze pelose pugliesi e gli allievi (i piccoli della seppia), mentre tra i panini, non possiamo far finta di nulla davanti al maestoso panino ‘gamberoni al ghiaccio‘ con 170 grammi di gamberoni bolliti, melanzane, fiordilatte, rucola e pancetta del Salumificio Santoro (altra eccellenza pugliese) e il panino con il polpo fritto con ben 300 grammi di polpo strepitoso.

Un menu ricco, ricchissimo quindi, che va aldilà della storia e del nome che nel tempo si sono costruiti i ragazzi. La comunicazione è utile e l’essere bravi nel vendersi al livello dei social – ricordiamo che Pescaria è stata la prima azienda italiana ad essere inserita negli Earnings Call di Facebook, i rapporti trimestrali interni di Facebook redatti dai top manager, per aver dato valore all’economia territoriale creando posti di lavoro – tutto questo non basta se non porti in tavola la vera eccellenza, la freschezza e la qualità.

Il nuovo Pescaria ha aperto lo scorso 10 settembre ed è stato subito preso d’assalto come è normale che sia (c’è sempre fila in ogni locale), segno dell’interesse per l’attesissima apertura. Concludiamo menzionando i partner di questa nuova avventura, dal Birra Peroni con tutta  la gamma della Gran Riserva e l’Acqua Filette, che ha permesso di portare in tutti gli store bottiglie di acqua riutilizzabili in alluminio. Ancora una volta attenzione ai particolari, che come sappiamo fanno la differenza.

 

Very Food Confidential.

Paolo Campanahttp://www.facebook.com/GiroVedoGenteMangiocose
Nasco grafico, disegnatore e a volte fumettista. Ho fame. Ho fame e sono curioso di capire e scoprire la storia che si nasconde dietro ogni singolo piatto, cocktail, vino o birra. Affascinato dalla rete e dalle sue dinamiche, ho aperto un blog tredici anni fa quando non era una moda, ho scritto di tutto, dal design alla grafica, dall’arte al disegno, dalla fotografia al food (ovviamente) ma ho mantenuto sempre alta la passione per la creatività, quella sana e vera. Quella che con il tempo e le numerose collaborazioni ho trovato nel piatto. L’ho già detto che ho fame?

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