Lo storico ristorante Ottavio dal 1955 porta avanti un’idea di cucina di mare d’altri temi. Oggi si rinnova con lo chef Vincenzo Loffredo.
Una delle insegne più note della ristorazione di pesce romana riparte da una nuova sede. Ad aprile 2026 Ottavio – Ristorante dal 1955 ha riaperto in via Savoia 68, dopo decenni passati in via Santa Croce in Gerusalemme. A guidare il progetto è la terza generazione della famiglia, con l’obiettivo di custodire l’eredità storica del locale e proiettarla nella contemporaneità.
Dal 1955 all’osteria diventata tavola di mare
La storia di Ottavio comincia nel 1955, in via Santa Croce in Gerusalemme, come piccola bottiglieria e osteria di quartiere guidata da Anna Di Giacomo e dal marito Ottavio: una storia di passione e, forse, di riscatto del secondo dopoguerra. Il locale era una genuina trattoria di cucina tradizionale romana che, nei primi periodi, ospitava anche i cosiddetti “fagottari”, avventori che arrivavano con pietanze portate da casa per consumarle lì, magari aggiungendo una minestra calda e un bicchiere di vino.
Con gli anni, grazie all’intuito della coppia e alla ricerca maniacale della freschezza del pescato del litorale laziale, l’osteria di terra si trasforma gradualmente in un punto di riferimento capitolino per la cucina di pesce.
Gli anni dei crudi e della Catalana
Alla fine degli anni Ottanta il testimone passa ai figli Massimo e Berardino. In questa fase il ristorante affina la propria identità e diventa una delle tavole di mare più eleganti e note della Capitale: ambiente intimo, divani in pelle, servizio attento e una qualità dei crudi e dell’iconica Catalana che fanno di Ottavio un vero salotto del mondo dello spettacolo, del cinema, dell’imprenditoria e della politica italiana. Per decenni le sale di via Santa Croce in Gerusalemme hanno ospitato cene riservate, festeggiamenti e incontri tra personalità della cultura e dello show business.
La ripartenza dopo la pandemia
Superata la crisi pandemica e la chiusura temporanea del ristorante, la famiglia inizia a pensare a un cambiamento sostanziale per la storica insegna dell’Esquilino. Entra in campo la terza generazione: giovani imprenditori attivi in diversi settori che decidono di riprendere in mano il marchio, per far vivere un patrimonio gastronomico e familiare lungo settant’anni. Da qui la scelta di una nuova sede e la riapertura in via Savoia 68.
La cucina: pescato del giorno e nuove tecniche
La filosofia resta quella della materia prima: il pescato del giorno è, nelle parole del comunicato, «la religione» del locale. Ai grandi crudi di crostacei e alle preparazioni che hanno fatto la storia di Ottavio, come l’inimitabile Catalana di crostacei, si affiancano nuove tecniche culinarie contemporanee affidate allo chef Vincenzo Loffredo, discepolo di Lele Usai e Pierluigi Gallo.
Tra le proposte del menu: il Gran crudo e la Catalana di crostacei alla Ottavio (ricetta storica) in apertura; poi il risotto cozze, vongole e tartare di gambero rosso e il trancio di pescato alla griglia. Chiudono il cremoso alle erbe, mini brownie e fichi e il cannolo scomposto.
Accoglienza e spazio culturale
Resta centrale l’accoglienza, con l’ospite al centro di un’esperienza rilassata e di un glamour sofisticato. I dettagli del servizio sono affidati a un Restaurant Manager di lungo corso, Stefan Bujor, con diverse esperienze luxury in Italia e all’estero.
La terza generazione ha voluto inoltre un luogo che fosse anche culturale e divulgativo: la sala ospita cicli pittorici e mostre, in collaborazione con docenti dell’Accademia di Belle Arti, per unire l’esperienza del gusto a quella visiva.
OTTAVIO – RISTORANTE DAL 1955
Via Savoia, 68 – Roma
Aperto dal lunedì al sabato, solo a cena
www.ristoranteottavio.it
VERY FOOD CONFIDENTIAL!





















