Viaggio enogastronomico in SICILIA. Da Siracusa a Marzamemi (1° giorno)

Tre giorni per scoprire le prelibatezze enogastronomiche siciliane di Siracusa e dintorni. Prima tappa.

Sono arrivata a Catania di venerdì verso l’ora di pranzo, con un volo di metà mattina da Roma Fiumicino. Vista la temperatura, i miei ospiti, di Siracusa, hanno pensato di portarmi subito a mangiare una buona granita siciliana.

Ho sempre adorato viaggiare con il vero consiglio di chi è originario del luogo, non mi piace viaggiare da turista e questa volta mi hanno preso davvero in parola.

Siamo arrivati al Bar Ciccio dal 1956 verso le due del pomeriggio, con le strade di Belvedere di Siracusa deserte sotto la canicola e un mare splendente ad illuminare l’orizzonte. Federico Ciccio è la terza generazione di pasticceri e gelatieri di questo storico bar. Ragazzo solare che evidentemente passa molto tempo anche in palestra. Lo abbiamo trovato con il grembiule sporco di cioccolato, mentre lavorava dei cannoli ripieni di gelato nel suo laboratorio.

Ovviamente li abbiamo assaggiati e con stupore sia il ripieno di ricotta gelato che quello di pistacchio ci hanno conquistato. Però eravamo lì per una granita e quindi abbiamo rispettato il nostro impegno.

Di tutte le ricette della tradizione, come quella alla mandorla che qui si fa con la cannella, con la ricetta originale del nonno, ho voluto prendere la granita di nespole, per assaggiare la frutta di stagione e devo dire che insieme alla brioche, ho sperimentato una merenda deliziosa, non molto dolce ed equilibrata. Federico mi ha raccontato poi che ogni giorno realizzano 12 tipologie di lieviti sfogliati a mano e altre 9 di brioche, ripiene e non e che tutte le materie prime sono scelte con la massima cura così come deve essere sempre.

Come primo stop sull’isola devo dire niente male, il nostro viaggio prosegue a questo punto verso l’albergo che mi ospiterà a Siracusa città.

Anche qui una sorpresa, perché lungo una delle strade principali della città, con le macchine in fila, si apre un cancello misterioso che svela all’improvviso un parco rigoglioso e ombreggiato. Oleandri, palme, alberelli, prati verdi perfettamente tagliati e una bella piscina a sfioro, mi accolgono all’Hotel Parco delle Fontane.

Hotel quattro stelle con grande gusto nell’arredo d’interni. Specchi, tavoli, oggetti della tradizione siciliana, piccole sculture, bellissimi parati, in una villa del XIX secolo all’interno di un parco che è una vera e propria riserva naturale.

Le stanze sono luminose, comode e grandi e il personale molto cortese e solerte. La città non si sente affatto, anche se in realtà è dietro l’angolo. Mascotte dell’Hotel un gallo che si aggira indisturbato e familiarizza con gli ospiti (non temete, stranamente al mattino presto non canta).

Prima che si facesse sera, lasciato l’albergo dopo un ricco aperitivo (in sostanza in Sicilia si mangia ogni due/tre ore…), ci siamo diretti verso Marzamemi.

Sul percorso verso l’antico borgo marinaro però, abbiamo fatto una sosta alla cantina Triona dell’Azienda Vini Sultana per una degustazione guidata, mentre un tramonto dolcissimo scendeva sui campi.

I Sultana, da cinque generazioni sono proprietari e gestiscono l’azienda agricola di famiglia situata in quest’area fortunata del territorio più a sud della Sicilia, cuore assolato del Mediterraneo, tra Pachino e Noto comprensorio delle DOC “Eloro” e “Noto”. I generosi vigneti storici di Nero d’Avola, sono stati integrati, da prestigiose varietà come il Syrah.

La cantina riserva un’accoglienza casalinga commovente, tutta la famiglia ci ha ricevuto e abbiamo osservato il sole scomparire sotto una bella pergola, assaggiando molti prodotti del territorio, il tonno, i pomodori di pachino, i “vota vota” di Francesca Mauceri e una selezione di vini da vitigni autoctoni, freschi, beverini e sinceri.

Abbirinichi, Apollonia, Bachynum e Ballerina solo i nomi di questi vini mettono allegria.

Rosario Sultana ci ha spiegato che la tecnica di lavorazione che utilizzano è quella della potatura soffice, bassa densità di gemme a frutto, spollonatura manuale con selezione di pochi germogli per pianta al fine di mantenere bassi fin dal principio i livelli di produzione a vantaggio della qualità.

Per concludere la serata abbiamo fatto una passeggiata nel borgo di Marzameni assistendo ad un divertente concerto rock’n roll anni’50 nella famosa piazza principale.

Piazza Regina Margherita a Marzameni fa parte dell’antica tonnara, è attorniata dalle strade del borgo che tutte convergono qui e dalle casette dei pescatori in pietra. Una serie di bei ristoranti curati si affaccia sulla piazza, con tavolini all’aperto e piante fiorite in vasi di ceramica della tradizione del luogo.

Davvero l’ambientazione è suggestiva e unica nel suo genere.

Prima di andare via abbiamo bevuto un bicchiere della staffa nella libreria, enoteca, caffè di Barbara Fronterrè: Liccamuciula. Un posto poetico dove nulla viene lasciato al caso: libri, oggetti e menu di cucina, vini e dessert studiati con amore e fantasia.

Very Food Confidential!

Nerina Di Nunzio
I miei piatti preferiti? Pizza, gelato e tutto quello che è giapponese. Sono autrice e presentatrice TV, in realtà sono anche un avvocato pentito, esperta di marketing digitale e comunicazione. Per 7 anni sono stata direttore Marketing e Comunicazione del GAMBERO ROSSO e del Master in Giornalismo Enogastronomico, ho fondato l'agenzia di comunicazione e casa editrice Food Confidential, ho diretto per due anni la Scuola di Cucina della rivista "La Cucina Italiana" del Gruppo Condé Nast e per tre anni la sede di Roma dello IED - ISTITUTO EUROPEO DI DESIGN. Insegno all'Università Roma TRE nel "Corso di Laurea in Scienze Gastronomiche" e sono coordinatrice del MASTER in FOOD DESIGN PROJECT EXPERIENCE. In realtà vado anche pazza per il cioccolato e sono assaggiatrice esperta di birra e vino! Super appassionata di viaggi, arte e design, QUALITY AMBASSADOR di "cosaporto.it". La prossima sfida? Tra poco!

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