Torniamo a viaggiare. Torniamo a bere del buon Gin assaporando l’estate (sempre più calda) e (ri)cercando qualcosa di particolare e sfizioso. Partiamo alla volta di Barcellona alla scoperta del Gin Raw.
Siamo a Barcellona, città che non ha bisogno di lunghe descrizioni, unisce e si distingue per la sua varietà e vivacità culturale, città che negli ultimi anni ha visto crescere esponenzialmente decine e decine di cocktail e bar devoti al gin tonic, dal Boas al Cassette, dal Bar Negroni all’Idea Cocktail Bar sembra non esserci fine alla piacevolezza di bere bene nella città catalana.
La storia. E’ proprio qui, che due amici imprenditori (sembra vada di moda) decidono che è venuto il momento di creare un gin che sappia rappresentare al meglio la loro città. Nel progetto entrano da subito una squadra di esperti del settore, pronti a definire e delineare la qualità e il flavour di Barcellona. Sergi Figueras (sommelier), Xano Saguer (chef), Rosendo Mateu (profumiere) e Javier Caballero (barman) hanno messo insieme tutta la loro conoscenza e dopo le solite prove di distillazione, botaniche ecc…, sono arrivati alla tanto agognata soluzione.
Botaniche gastronomiche? Cosa si intende per Gin Gastonomico? Per come la vedo io, aldilà di alcune derive (tipo quello al pomodoro) realmente gastronomiche, il resto (sopratutto da noi) sono solo definizioni, etichette messe quasi più per marketing che per reali botaniche. Qui siamo nel campo del kefir, del coriandolo e del cardamomo – il ginepro non lo nomino nemmeno più – e aldilà della freschezza, che si sente subito al naso, davvero non capisco perché definirlo ‘gastronomico. Forse per quel suo gusto aromatico? Forse perché nasce (quasi) in laboratorio con la ferma intenzione di diventare un punto di riferimento anche per la moderna ristorazione che usa – spesso molto bene – il Gin nelle marginature ecc.? Sicuramente ha un ottimo gusto al naso e al palato. Sicuramente è perfetto per quella nicchia di gourmand che adora usarlo in cucina o nei cocktail evoluti, ma personalmente, dopo averlo provato sia da solo che sottoforma di Gin Tonic con una tonica basica, devo dire che mi ha colpito e mi piace. Si fa bere bene e piacevolmente, senza troppe richieste.
Produzione e cucina. Il Gin Raw viene prodotto in piccoli lotti da 5.000 bottiglie utilizzando una particolare tecnica che include la distillazione classica e l’uso di un Rotavap da cucina (e torniamo al gourmet), un evaporatore per uso alimentare che attraverso un lungo processo aiuta nella distillazione. Un’idea affascinante, quella di usare nuovi strumenti tecnologici per fare cose diverse da quello per cui sono nati. Il risultato è buono e probabilmente parte della sua leggerezza lo deve anche a quello.
Bottiglia ed etichetta. Lo abbiamo detto e ripetuto, sempre più spesso troviamo buoni gin dentro ottime bottiglie. Qui la bottiglia e il packaging vanno davvero a braccetto. Tutto il progetto è stato studiato e realizzato dallo studio SeriesNemo (di cui parleremo approfonditamente prima o poi), una bottiglia non completamente satinata realizzata appositamente, materiali nobili come il legno (la parte alta del tappo) e la pelle (collarino) e il colore giallo ocra onnipresente, danno quel senso il calore e di moderna tradizione di Barcellona, inoltre, grazie ad una produzione non eccessiva si sono permessi numerare ciascuna delle bottiglie. Un lavoro davvero bene fatto, sia esteticamente che regala un notevole impatto visivo al Gin Raw.
E’ sicuramente un Gin da avere nel proprio scaffale, sia che siate semplici amanti del gin, Bartender o Chef con il vezzo del Gin Botanico.
Very Gin Confidential. Very Food Confidential.




















