GIN CONFIDENTIAL: Il Cross Keys Gin dalla Lettonia

Torniamo a viaggiare e parlare di Gin internazionali e delle storie che ruotano intorno ad essi. 

Questa settimana prendiamo un treno (più romantico) e arriviamo fino in Lettonia, alla scoperta del Cross Keys Gin.

Prodotto e confezionato il quel di Riga (la capitale della Lettonia) questo gin deve per prima cosa il suo nome ad tanto antica quanto affascinate tradizione: una di quelle che si perdono nella notte dei tempi e che – nemmeno a dirlo – ancora viene portata avanti. Secondo gli usi locali, quando in città arriva un ospite illustre gli vengono consegnate le chiavi della città, simbolo di fiducia e ospitalità nel prossimo. Ma Riga è anche e sopratutto una città che ha un cuore storico, fatto di aneddoti anarchici e rivoluzionari a cui spesso si legano altrettante leggende come l’esperimento alchemico del Herbal Bitter Riga Black Balsam il balsamo nero di Riga, creato appunto e ideato da Abraham Kunze nel lontano 1752 un farmacista di Rīga – secondo la leggenda, l’Imperatrice Caterina la Grande di Russia, si ammalò durante una viaggio in Lettonia, ma guarì dopo aver bevuto questo storico balsamo. Da allora la ricetta è sempre rimasta sempre segreta, ma ancora oggi viene usato anche in distillazione e in qualche modo è cugino del nostro Cross Keys.

Del Cross Keys esistono tre varianti, quella classica che abbiamo testato, la Sea Buckthorn in versione arancione con l’aggiunta del frutto dell’Olivello spinoso e il Black Current, quest’ultimo contiene anche il ribes nero che gli dona un caratteristico colore scuro/violaceo.

Aromi e botaniche. Come spesso accade nelle ricette dove la storia mette lo zampino, non siamo di fronte ad un gin con quattrocentoventisei botaniche miscelate, ma all’interazione tra la semplicità della struttura e quattro elementi basici:camomilla, boccioli di tiglio, rosmarino e ovviamente ginepro, a questo dobbiamo aggiungere l’ormai quasi classica produzione in small batch (vi ricordate cosa vuole dire vero?) con l’aggiunta in produzione di alcol di cereali ed un estratto di 24 erbe dalla ricetta segreta del Riga Black Balsam.

Naso e palato. Confesso che avevo forti dubbi sulla parte olfattiva di questo gin, dubbi derivanti probabilmente dalla lettura delle quattro botaniche. Dubbi svaniti alla prima ‘annusata‘ direttamente dalla bottiglia. Profumato, poco alcolico e giustamente delicato. Uno di quei Gin che respiri con piacere senza che ti dia il minimo fastidio. Una prima piccola sorpresa. Passando alla solita degustazione in purezza (con la tonica cambia sempre tutto) arriva la seconda conferma, il Cross Keys è un gin curato ed accurato, trasparente, pulito, essenziale, figlio di un’ottima conoscenza della distillazione, che ha saputo creare un gin non troppo invasivo, bilanciato e modernamente alcolico al palato. Dopo alcuni sorsi non ti rimane quella fastidiosa (almeno per me) sensazione di aver bevuto una bottiglia di alcol etilico – Ma se siete amanti dei Gin superbotanici allora non fa per voi. Qui non troverete il bosco, la terra, le bacche e i fiori di mezza Lettonia, ma un Gin da quarantuno gradi che fa il suo lavoro da Gin. Senza chiedere troppi sforzi a chi lo ama.

Bottiglia e packaging. Qui arriva l’ultima e graditissima sorpresa. A prima vista la bottiglia dal collo piccolo ci ha sorpreso per la sua forma lunga e cilindrica ma poi… è tutta in ceramica. Nera, molto bella e perfettamente decorata dall’etichette ben fustellate con forme particolari e stampate a rilievi con un colore bronzeo davvero ben fatto. Dall’azienda ci informano che grazie alla bottiglia in ceramica il Gin continua a evolvere e maturare una volta imbottigliato. Non ho prove concrete che il Gin possa effettivamente continuare a maturare anche tra gli scaffali dell’enoteca o della GDO, ma lo sforzo creativo di una simile bottiglia e confezione mi fanno propendere per una sospensione dell’incredulità e quindi… sappiate che la bottiglia è importantissima per questo Gin.

Ottimo prodotto. Bravi. Very #GinConfidential

 

Very Gin Confidential. Very Food Confidential.

 

Paolo Campana
Paolo Campanahttp://www.facebook.com/GiroVedoGenteMangiocose
Nasco grafico, disegnatore e a volte fumettista. Ho fame. Ho sempre fame (e sete), sono curioso per natura e cerco sempre di capire le singole storie che si nascondono dietro ogni singolo piatto, cocktail, gin, vino o birra. Affascinato dalla rete e dalle sue dinamiche, ho aperto un blog quando non era una moda, ho scritto di tutto, dal design alla grafica, dall’arte al disegno, dalla fotografia al food (ovviamente) ma ho mantenuto sempre alta la passione per la creatività, quella sana e vera. Quella che con il tempo e le numerose collaborazioni ho trovato nel piatto. L’ho già detto che ho fame?

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