Giornata Nazionale della Cultura del VINO e dell’OLIO 2019

Conoscere i costumi di altri luoghi, riavvicinarsi alla tradizione enogastronomica, arricchire il proprio bagaglio culturale attraverso il vino e l’olio, vivere la cantina come luogo di storia e di ispirazione.

Questi gli obiettivi della Giornata della Cultura del Vino e dell’Olio. Ideata nel 2011 dall’Associazione Italiana Sommelier, si tiene ogni anno in ogni regione d’Italia, all’interno di edifici di alto valore storico e artistico, selezionati in base ad un preciso legame con il mondo del vino e dell’olio.

L’enoturismo è fondamentale per l’Italia. Oggi il rapporto del vino, riferito al 2018, rileva almeno 14 milioni annuali di accessi enoturistici tra escursioni e pernottamenti con un giro d’affari di 2,5 miliardi. Numeri importanti, destinati a crescere ancora.

Perché bere un bicchiere di vino, o assaggiare un olio, non è un semplice gesto. Rappresenta una vera e propria esperienza, attraverso la quale conosciamo la storia di un territorio, di un’azienda, di una famiglia. Veniamo in contatto con tradizioni antiche tramandate di generazione in generazione, che custodiscono gelosamente il proprio lavoro e i propri prodotti, valorizzando così l’intero Paese. Una vera ricchezza da tutelare il più possibile.

E fortunatamente, proprio pochi mesi fa, è stato firmato dal Ministro delle Politiche agricole alimentari, forestali e del turismo, Sen. Gian Marco Centinaio, il Decreto sulle Linee guida e indirizzi in merito ai requisiti e agli standard minimi di qualità per l’esercizio dell’attività enoturistica.

“Abbiamo trovato l’intesa con le Regioni, un’intesa costruita con il supporto di tutti i rappresentanti della filiera. E’ un grande successo utile a dare fiducia al settore, fortemente strategico per l’economia del nostro Paese. Raccontiamo finalmente i territori e le sue eccellenze. Un passo avanti importante, atteso, necessario per regolamentare il settore e promuovere il rapporto tra territorio, prodotti agroalimentari e turismo, soprattutto nelle aree interne e nelle zone a forte vocazione vitivinicola” ha commentato il Ministro Centinaio.

L’enoturismo rappresenta un esempio perfetto di sistema dove alla base c’è l’azienda che lega il territorio attraverso forme di turismo esperienziale e produzioni agroalimentari, dove gusto, storia e bellezza si fondono all’espressione di un territorio, l’agroalimentare e il vino raccontano la storia un territorio e il nostro compito è farla conoscere: la conoscenza è valore. Attraverso questo Decreto, le aziende vitivinicole regolamenteranno le loro attività di accoglienza, di divulgazione e degustazione, proponendo particolari percorsi esperienziali e turistici incentivando il mercato dei viaggi, delle vacanze e del turismo.

“Oggi si apre una nuova stagione, nuove opportunità per il comparto anche in termini di valorizzazione del territorio e occasioni di crescita per tutta la filiera, ma anche occasioni di conoscenza per chi sarà fruitore dell’enoturismo” ha concluso il Ministro.

Per la Giornata della Cultura del Vino e dell’Olio 2019, in ogni regione ci saranno convegni sul tema del turismo del vino e dell’olio.

Un focus sulla spinosa tematica della contraffazione, con seminari di approfondimento su alimenti e bevande Made in Italy contraffatti, con gli esperti dell’ICQRF.

E poi visite guidate e degustazioni: tutte le sedi del convegno saranno visibili ed ospiteranno degustazioni dedicati ai vini e ai cibi del territorio che rappresentano.

LE LOCATION 

Il castello Sarriod de La Tour è un suggestivo maniero medievale situato nel comune di Saint-Pierre, nella zona pianeggiante che costeggia la Dora Baltea, tra alberi di meli. Oggi racchiude al suo interno pregevoli testimonianze pittoriche del XIII secolo.

  • Salone degli Svizzeri di Palazzo Reale a Torino – AIS Piemonte

L’imponente sala è da sempre punto di accesso e di snodo del Palazzo Reale. La sua denominazione fa riferimento al corpo delle Guardie Svizzere, che la presidiarono fino al 1814, quando ad esse subentrarono i Corazzieri.

Villa Calchi è una splendida dimora cinquecentesca che si affaccia sulla riserva naturale del lago di Sartirana. Commissionata da Bartolomeo Calchi, governatore del Ducato di Milano sotto Ludovico il Moro, la villa custodisce gli affreschi originali del 1515.

Edificato nel XIII secolo come residenza di rappresentanza dei Podestà cittadini, il palazzo deve la sua attuale denominazione all’architetto Andrea Moroni, che ne curò il completo restauro a partire dal 1539. Il palazzo ospita oggi la Sala del Consiglio e la Sala della Giunta comunale.

Citato da Giosuè Carducci nell’ode Miramar, questo magnifico castello con le sue “bianche torri” sorse per volontà dell’arciduca Massimiliano d’Asburgo alla metà dell’Ottocento. Affacciato sul golfo di Trieste e situato sul promontorio di Grignano, uno sperone carsico a dirupo sul mare, circondato da un esteso parco all’italiana.

  • Polo Museale dei Balzi Rossi a Ventimiglia (IM) – AIS Liguria

Quasi al confine con la Francia, ai piedi di un’imponente parete rocciosa di calcare dolomitico del Giurassico, le Grotte dei Balzi Rossi costituiscono un’eccezionale testimonianza della presenza dell’uomo preistorico.

La ex chiesa dell’Ordine dei Teatini, costruita alla fine del Cinquecento, è stata riaperta al pubblico nel dicembre 2009, dopo una laboriosa opera di restauro. Oggi è possibile ammirare, in tutto il loro splendore, gli affreschi che impreziosiscono le pareti, datati tra la fine del XVII e il XIX secolo.

L’impianto originario complesso di San Domenico, costituito dalla chiesa  risalente al XIII secolo, aveva dimensioni inferiori rispetto a quello attuale. Durante il Rinascimento l’aula fu progressivamente allungata e ampliata con l’aggiunta di cappelle, fino a giungere alla situazione odierna, che rispecchia la ristrutturazione completata nel 1704.

  • Castello di Brolio a Gaiole in Chianti (SI) – AIS Toscana

Il Castello di Brolio si erge maestoso tra le dolci colline senesi, punteggiate da fitti boschi di querce e castagni. Nell’Ottocento il barone Bettino Ricasoli ridisegnò lo stile del maniero con decorazioni di grande valore e splendidi giardini all’italiana. La fama della fortezza crebbe ulteriormente quando il “Barone di ferro” definì nel 1872 la formula per produrre il vino Chianti, stabilendo anche i vitigni da utilizzare. L’attività vitivinicola continua ininterrottamente da secoli ancora oggi.

  • Foresta Fossile di Dunarobba ad Avigliano Umbro (TR) – AIS Umbria

Verso la fine degli anni ’70 sono stati rinvenuti all’interno di una cava di argilla una cinquantina di tronchi di conifere gigantesche. Questo sito paleontologico rappresenta una scoperta di eccezionale rilevanza, poiché si tratta di alberi fossili risalenti al Pliocene, periodo geologico compreso fra i 3 e i 2 milioni d anni fa.

Il complesso che sorge sulla sommità di una collina nel comune di Gradara è costituito da un castello-fortezza medievale e dal borgo storico, protetto da una cinta muraria. Dal mastio si gode di una splendida vista panoramica, che spazia sulla vallata, estendendosi fino al mar Adriatico e al monte Carpegna. Secondo la leggenda, la rocca avrebbe fatto da sfondo al tragico amore tra Paolo e Francesca.

Le più grandi Terme della Roma antica, iniziate nel 298 dall’imperatore Massimiano, furono aperte nel 306. È possibile compiere una visita in 3D tra i resti del grande impianto come appariva nel IV secolo d.C., ricostruiti in tutto il loro antico splendore grazie a un’innovativa audio- video-guida che integra il tradizionale percorso di visita.

  •  Museo delle genti d’Abruzzo a Pescara – AIS Abruzzo

Il museo è ospitato negli antichi locali della fortezza di Pescara, risalenti al XVI secolo. Il percorso espositivo delinea la storia dell’uomo in Abruzzo, a partire dalle origini che affondano nella preistoria, passando per il Medioevo, fino alla rivoluzione industriale.

  • Castello di Capua a Gambatesa (CB) – AIS Molise

Quando Riccardo da Pietravalle divenne signore del luogo e assunse il controllo delle vie di transumanza, nel XIII secolo, il maniero aveva una funzione difensiva. Fu la famiglia Capua, divenuta proprietaria del castello nel 1484, a rivoluzionarne l’architettura, abbattendo molte delle severe architetture militari medievali e trasformandolo in un palazzo signorile.

Situata nel centro storico di Benevento, nel punto più elevato della città, la Rocca è costituita da due corpi distinti: un torrione, unico residuo di un fortilizio longobardo, e l’ampio Palazzo dei Governatori, su tre piani, di epoca cinquecentesca. Attualmente qui hanno sede la Provincia di Benevento e la sezione storica del Museo del Sannio.

L’area della Murgia barese è situata all’interno di un comprensorio turistico di grande valore ambientale, rinomato per i trulli e per le grotte della Valle d’Itria. Il Museo dei Ragazzi è un sito polifunzionale, ludico e educativo, uno spazio riqualificato dal Comune di Noci destinato alla creazione di un museo e di laboratori, con aree dedicate alla trasmissione e alla valorizzazione delle tradizioni e dei sapori del territorio.

Castello medievale di epoca federiciana, situato a circa 800 metri di altitudine, fu dimora preferita di Manfredi, figlio di Federico II, che lo privilegiò a Palermo, capitale del suo regno. All’interno comprende una chiesa vera e propria, in stile romanico.

  • Museo a Parco Archeologico di Scolacium a Borgia (CZ) – AIS Calabria

l Parco racconta la storia di Skylletion, città della Magna Grecia, che divenne una prospera colonia romana, Scolacium. L’area faceva parte dei possedimenti dei baroni Mazza e, prima ancora, dei Massara di Borgia, proprietari di un’azienda olearia. Il sito è immerso in un uliveto secolare.

Alle spalle del Duomo, questo edificio prende il nome dalla famiglia Platamone, una delle più ricche e illustri di Catania nel Quattrocento. Era infatti annoverato tra i più lussuosi e rappresentativi palazzi della città. Il palazzo poco dopo fu donato alla Chiesa.

  • Area Archeologica Su Naraxi a Barumini (VS) – AIS Sardegna

Questo piccolo centro della Marmilla, nel cuore della Sardegna, rappresenta una fra le testimonianze più significative della civiltà nuragica. Scoperta e portata alla luce negli anni Cinquanta, l’area è costituita da un imponente nuraghe, costruito in diverse fasi durante la Media Età del Bronzo. Per il suo eccezionale valore archeologico, nel 1997 il sito è stato riconosciuto dall’Unesco Patrimonio Mondiale dell’Umanità

Very Wine Confidential!

Articoli Correlati