Lotta allo spreco nella ristorazione: la “DOGGY BAG” è legale?

Lo spreco alimentare come sfida sociale, ambientale ed economica: le politiche europee tra evoluzioni normative e buone pratiche in ambito europeo e italiano 

Il problema dello spreco alimentare rappresenta oggi una delle principali sfide sociali, ambientali ed economiche, con dimensioni particolarmente rilevanti anche nel contesto europeo. In linea con gli obiettivi fissati dall’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, l’Unione Europea e i singoli Stati membri stanno progressivamente introducendo strumenti normativi e misure di sensibilizzazione volte a ridurre la quantità di cibo inutilmente scartata lungo tutta la filiera, inclusa la ristorazione.

La situazione all’estero

In diversi Paesi europei sono già state adottate politiche specifiche in questo ambito. In Francia, ad esempio, è stato introdotto l’obbligo per gli operatori della ristorazione di consentire ai clienti di portare con sé le pietanze non consumate, mentre in Spagna è previsto l’obbligo per i ristoratori di mettere a disposizione contenitori da asporto su richiesta del cliente, informandolo preventivamente di tale possibilità. Tali interventi mirano non solo a ridurre gli sprechi, ma anche a favorire un cambiamento culturale nei comportamenti di consumo.

Il riconoscimento giurisprudenziale della “doggy bag” in Italia

In Italia, prima ancora di un intervento legislativo organico, la giurisprudenza ha riconosciuto la legittimità della cosiddetta “doggy bag”. La Corte di Cassazione, con la sentenza 29942/2014, ha affermato che il cliente ha il diritto di richiedere il confezionamento degli avanzi del pasto, trattandosi di una prassi coerente con le regole della civile convivenza e con i principi di correttezza nei rapporti tra consumatore ed esercente.

La legge n. 166/2016 (Legge Gadda): prevenzione e riduzione degli sprechi. 

Un passo decisivo è stato compiuto con l’entrata in vigore, nel settembre 2016, della legge n. 166/2016 (c.d. Legge Gadda), che ha introdotto un quadro normativo volto a prevenire e ridurre lo spreco di alimenti e altri beni di prima necessità. La normativa promuove l’utilizzo della doggy o family bag, incentivando al contempo la donazione delle eccedenze alimentari a favore di enti caritativi e organizzazioni del terzo settore. A sostegno di tali pratiche, la legge prevede agevolazioni fiscali, tra cui riduzioni della tassa sui rifiuti commisurate alle quantità di cibo donate, nonché la possibilità per gli enti locali di stipulare accordi con bar e ristoranti per la fornitura di contenitori ecologici destinati all’asporto degli alimenti residui.

Ulteriori interventi sono stati introdotti con la legge di Bilancio 2023, che ha avviato in via sperimentale il cosiddetto “reddito alimentare” nei comuni capoluogo delle città metropolitane. L’iniziativa consiste nella distribuzione gratuita di pacchi alimentari realizzati utilizzando prodotti invenduti provenienti dalla grande distribuzione e dagli esercizi commerciali aderenti, con il coinvolgimento degli enti del terzo settore e il supporto di un fondo dedicato.

La proposta di legge del 2024 sugli obblighi per la ristorazione

Più di recente, nel gennaio 2024, è stata presentata alla Camera una proposta di legge che introduce l’obbligo per gli esercizi di somministrazione di rendere disponibili contenitori biodegradabili, riutilizzabili o riciclabili per consentire ai clienti di portare via cibi e bevande non consumati. La proposta prevede anche specifici obblighi informativi a carico dei ristoratori e sanzioni amministrative in caso di inadempimento. Resta ferma la libertà del cliente di decidere se avvalersi o meno di tale possibilità, nonché la facoltà di utilizzare un proprio contenitore, sotto la propria responsabilità, purché conforme alle norme igienico-sanitarie.

Il ruolo attivo dei ristoratori nella prevenzione dello spreco

Così definito il perimetro normativo va detto che il tema dello spreco alimentare coinvolge in modo diretto anche i ristoratori, chiamati a svolgere un ruolo attivo non solo come soggetti obbligati dalla normativa, ma anche come protagonisti di buone pratiche virtuose. Tra le soluzioni concretamente attuabili e compatibili con la legislazione vigente rientrano, ad esempio, una più attenta pianificazione degli approvvigionamenti, la proposta di porzioni differenziate, la valorizzazione degli ingredienti attraverso menu stagionali e il rafforzamento delle collaborazioni con enti benefici per la donazione delle eccedenze.

Accanto a ciò, risulta fondamentale investire nella formazione del personale e nella comunicazione verso la clientela, promuovendo una cultura della sostenibilità che renda la richiesta della doggy bag una scelta normale e priva di imbarazzo. Sebbene l’introduzione di nuovi obblighi possa comportare costi aggiuntivi per gli esercenti, tali oneri possono essere compensati nel medio periodo da benefici fiscali, riduzioni dei rifiuti prodotti e da un miglioramento dell’immagine dell’attività, sempre più apprezzata dai consumatori attenti ai temi ambientali e sociali.

In attesa dell’eventuale approvazione definitiva della citata proposta di legge, è evidente la necessità di un impegno congiunto di istituzioni, operatori del settore e consumatori

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Alessandro Klun
Alessandro Klun
Alessandro Klun è un professionista del diritto e comunicatore digitale, attivo da più di dieci anni nell’ambito delle regole che disciplinano il settore della ristorazione. Specializzato nell’incontro tra norme giuridiche e cultura gastronomica, diffonde conoscenza attraverso incontri, format ed esperienze dedicate al mondo dell’hospitality. È ideatore di “A Cena con Diritto”, un progetto online nato per tradurre le complessità legislative in strumenti chiari e alla portata di chi lavora nella somministrazione. Ha pubblicato l’omonimo volume con la casa editrice Flaccovio.

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