Ama divers: le ultime sirene dell’oceano

Sono meravigliose, con un sorriso colmo di pace e lo sguardo in armonia con il mondo, sono le “donne del mare“, le “Ama Divers” giapponesi, pescatrici subacquee in apnea che da oltre 2000 anni sfidano il tempo e non temono il freddo dell’Oceano.

Ama Divers

In tutto il Giappone sono rimaste in 2000, stanno scomparendo, la loro età è avanzata e in media hanno più di 65 anni (s’immergono fino a 90 anni però!). Si possono incontrare nella penisola di Shima, nella Prefettura di Mie a sud di Tokyo, dove vivono ancora in più di 700 e accolgono i turisti cucinando per loro in riva al mare.

La loro vita è dedita alla pesca, si tuffano in acqua alle 9 del mattino e per un’ora e mezza cercano ricci, frutti e orecchie di mare, ostriche, alghe e lumache turbante, immergendosi in apnea per non più di 50 secondi per volta. La profondità che riescono a raggiungere è di 4/5 metri a seconda della pescatrice, sono legate ad un canestro di legno che resta a galla e che serve da cestino per la pesca oppure, escono in barca con i loro mariti e in questo caso, sono legate ad una carrucola con un peso che permette loro di scendere anche fino a 20 metri (Ama Funado).

Le prime Ama Divers, quelle indipendenti che nuotano con il loro canestro, sono per questo chiamate “pescatrici nubili” (Ama Kachido).

Ama Divers 3

Anticamente molte testimonianze storiche prima del 1800 e anche video e foto moderne del grande fotografo Fosco Maraini di 50 anni fa, mostrano le Ama Divers immergersi nude, solo con un piccolo perizoma e una bandana per proteggere i capelli. Per i giapponesi la nudità è naturale e in quanto tale, sana e non imbarazzante. In seguito però, all’avvento dell’imprenditore Mikimoto, che comincio ad utilizzare le Ama Divers per la coltivazione delle sue famose perle, l’abbigliamento delle Ama Divers cambiò in una sorta di divisa completamente bianca, con maglietta, gonna e cuffia candide, per arrivare oggi ad indossare spesso anche una vera e propria muta da sub.

La divisa era bianca, sin dal 1930, per allontanare squali e delfini che temono questo colore poiché rende le figure sott’acqua di dimensioni più grandi e per proteggere le Ama Divers stesse dai raggi del sole.

Sono state da sempre solo donne, perché più agili e perché il corpo della donna ha uno strato adiposo più spesso per combattere il freddo.

Sono donne destinate sin da bambine a diventare delle nuotatrici esperte, giocano con naturalezza nell’oceano e sono incoraggiate dalla famiglia. Nell’incontrarle si ha l’impressione che l’unica cosa che conti per loro sia il mare, questo intenso rapporto con l’oceano, pericoloso, misterioso ma anche benevolo e paterno.

casa delle ama

Loro pregano il dio del mare prima d’immergersi e portano al tempio l’orecchia di mare più bella ogni anno.

Quando riemergono in superficie emettono un lieve sibilo continuato,  perché respirare profondamente potrebbe, dopo immersioni in apnea molto lunghe, compromettere e danneggiare il loro cuore. Per questa ragione, questo suono chiamato “Isobue” fa pensare alle sirene della mitologia.

Vederle pescare nella Prefettura di Mie è un privilegio, loro pescano tutto l’anno, anche d’inverno, ad eccezione dei periodi più freddi. Sono molto rispettose dell’ambiente le Ama Divers, pescano quantità limitate di conchiglie, solo di alcune dimensioni e con molta cautela, soprattutto quando devono procedere al distacco di queste dalle rocce.

Per noi hanno preparato un delizioso pranzo in riva all’oceano, all’interno di un capanno che di solito le accoglie per il riposo tra un’immersione e l’altra.

ama

Al centro del capanno c’è un focolare con una griglia e i frutti di mare e le conchiglie vengono cucinati con l’ausilio del fuoco e dell’acqua in esse contenuta.

Sapori lontanissimi e intensi, il mare, le alghe, il sale naturale e un ricordo racchiuso nel cibo di incontri sottomarini, paura, coraggio e tradizioni.

Le ostriche sono molto grandi e succose e la lumaca turbante è bella e inquietante in qualche modo, il suo sapore è da principio dolce, poi amaro e al centro il muscolo è di una consistenza più dura e resistente.

Cucinano con gesti rapidi e sicuri, preparano piatti belli a vedersi, ordinati e colorati e servono i commensali come chi ti porge un regalo.

ama che cucinano

Bere birra giapponese con loro e ristorarsi con il tè, mentre il sole splende e luccica su di un oceano immenso e calmissimo, c’illude che i tifoni non esistano più e che il domani sarà lieve.

Sono meravigliose, sono le Ama Divers del Giappone!

INFO: Per un pranzo a Toba nella Prefettura di Mie in Giappone con le Ama Divers, e-mail: amabunka.o@bz03.plala.or.jp – www.toba.or.jp/english/

Come raggiungere Toba da Tokyo: prendere il Tokaido Shinkansen fino a Nagoya e cambiare per prendere la Kintesu line o la JR line to Ise-Shima. Se rimanete nella Prefettura di Mie potete fare il Kintesu Rail Pass utilizzabile in tutta l’area.

Per altre info scrivetemi: nerina@foodconfidential.it

FOTO ALBUM ON FOOOD CONFIDENTIAL FACEBOOK PAGE click here: AMA HUT AND SEA FOLK MUSEUM in TOBA

 

 

 

 

 

 

Nerina Di Nunzio
I miei piatti preferiti? Pizza, gelato e tutto quello che è giapponese. Sono autrice e presentatrice TV, in realtà sono anche un avvocato pentito, esperta di marketing digitale e comunicazione. Per 7 anni sono stata direttore Marketing e Comunicazione del GAMBERO ROSSO e del Master in Giornalismo Enogastronomico, ho fondato l'agenzia di comunicazione e casa editrice Food Confidential, ho diretto per due anni la Scuola di Cucina della rivista "La Cucina Italiana" del Gruppo Condé Nast e per tre anni la sede di Roma dello IED - ISTITUTO EUROPEO DI DESIGN. Insegno all'Università Roma TRE nel "Corso di Laurea in Scienze Gastronomiche" e sono coordinatrice del MASTER in FOOD DESIGN PROJECT EXPERIENCE. In realtà vado anche pazza per il cioccolato e sono assaggiatrice esperta di birra e vino! Super appassionata di viaggi, arte e design, QUALITY AMBASSADOR di "cosaporto.it". La prossima sfida? Tra poco!

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