MIELI THUN: storia di un grande amore

il 20 maggio 2020, in occasione della giornata mondiale delle api, intervisto andrea paternoster, fondatore e proprietario dell’azienda MIELI THUN e capisco subito che, senza che abbia mai preso parte al discorso di steve jobs ai laurendi della standford university, incarna perfettamente il prototipo folle e affamato descritto dal padre della apple.

ap. andrea paternoster. mi soffermo sulle coincidenze che la vita ci pone davanti, e sorrido. strana casualità per uno che ha dedicato e dedica la propria vita alle api. se pensiamo al tanto agognato posto fisso, quel porto sicuro a cui molti aspirano finché non si innamorano di qualcosa di diverso, che li fa sentire vivi, felici e appagati.

Dall'alveare alla vigna: l'agricoltura resiliente affronta il ...in questa lunga intervista mi racconta entusiasta la magia che le sue amate api compiono instancabilmente. questi insetti sono anelli di congiunzione straordinari tra il mondo animale e quello vegetale, e traggono il nutrimento da qualcosa che la pianta produce apposta per loro. la vera magia, mi sottolinea, è nello scambio: l’ape si nutre e feconda il fiore; grazie all’impollinazione, trasporta il polline da una pianta all’altra, favorendo, così, la biodiversità. questa commutazione ha un valore inestimabile che va al di là di qualsiasi varietà di miele.

il miele è un prodotto naturale perché deriva dal nettare dei fiori. quel piccolo prelievo, iterato su ogni specie, racconta un territorio e le sue vegetazioni. Per produrre 1kg di miele le api visitano 6 milioni di fiori: immaginiamo 6 milioni di tocchi, 6 milioni di bachi, 6 milioni d pixel. le api traducono la complessità delle specie floreali in una determinata area e sono fondamentali per il funzionamento della natura. immaginiamo delle amiche a spasso che condividono le tappe di un viaggio, i profumi, i colori e gli odori dei luoghi: anche le api raccontano, attraverso il miele, ogni fase della loro esplorazione, ed è grazie ai continui scambi tra varietà diverse, che ne arricchiscono ed intensificano il patrimonio olfattivo.

andrea interrompe il suo racconto e mi cita (a memoria) dei versi che il poeta spagnolo federico garcìa lorca dedica al miele:

il miele è la parola di Cristo,

l’oro fuso del suo amore.

la perfezione del nettare,

la mummia della luce del paradiso.

E continua:

…il miele è l’epopea dell’amore,

la materialità dell’infinito.

anima e sangue dolente dei fiori

condensata attraverso un altro spirito.

 

che ruolo hanno gli umani in tutto questo? andrea sostiene che ognuno di noi è coinvolto: non si può pensare di risolvere un grande deficit d’amore in 3 mesi di astinenza; la natura si offende con lentezza, e con altrettanta lentezza riesce a perdonare. paragona l’ape a un grillo parlante, capace di esternare le condizioni di benessere o di malessere dell’ecosistema e di tutti gli organismi che lo abitano, e l’apicoltore è il custode di quel linguaggio, nonché l’unico in grado di decodificarlo.per poter distinguere un buon miele c’è bisogno di studio e di impegno. il miele è prodotto dalle api, ma è generato dai fiori ed è, a tutti gli effetti, una parte del fiore. gli zuccheri in esso contenuti sono paragonabili a quelli della frutta e la nostra fisiologia non prevede, per natura, l’assunzione dello zucchero bianco raffinato, dannoso al pari di fumo e alcol e portatore di disturbi come obesità e diabete.

il miele è un prodotto naturale perché non subisce alcun processo chimico ed è fondamentale che la sua composizione non venga alterata da nessun ingrediente. basterebbe un grammo di sale per adulterare, non solo il sapore, ma la natura stessa del prodotto. la centrifugazione, infatti, che permette la fuoriuscita del miele dai favi, è un’azione meccanica (non chimica) che avviene a freddo, così da mantenere immutate le sue caratteristiche.

Volando con le api: i mieli Thun all'Emporio | Emporio delle Spezieil racconto continua e approda su un concetto che la nostra mente ha assorbito automaticamente, ma che non è così scontato. perché mieli e non miele? andrea mi garantisce che l’uso del plurale, oltre ad essere una conquista degli ultimi tempi, è una distorsione corretta rispondente alla realtà delle cose, perché parlare di miele al singolare significherebbe eclissare l’eterogeneità dei nettari e di tutte le specie vegetali. mieli thun è un apicoltura nomade che muove gli alveari in tutto il paese per ottenere mieli esclusivamente italiani, spostandosi ogni anno in almeno 60 postazioni diverse.

la linea quintessenza è una sorta di cru al quadrato, le cui funzioni sono tempo e luogo: l’ apice di fioritura è il momento in qui il fiore è più generoso di nettare e di profumi; questa prodigalità dà vita a un prodotto di un notevole pregio, legato, come avviene per il vino, al luogo d’origine.

Paternoster, Quintessenza di dolcezze a Mieli Thun - Appunti di Gola

andrea è anche artefice de – il manifesto dei mieli futuristiun documento che elenca 15 vocaboli chiave per descrivere e contestualizzare il miele nella nostra alimentazione. Per dare un occhiata clicca qui.

figlio unico, nato in val di non, eredita nome e cognome dal nonno e passione per questo mestiere prima dal nonno e poi dal padre. a differenza loro, decide di uscire dalle montagne e di trasformare quest’hobby in un lavoro: sono le api a consentirgli, quasi ad imporgli, di farsi largo nelle cose e di perdersi nei luoghi inesplorati, di poter essere contaminato da arte e culture poco note, di entrare in contatto con persone e professionisti competenti, lungo un percorso che lo arricchirà e gli insegnerà tanto, e che tutt’oggi gli permette di vivere e andare a letto felice.

Andrea, il pastore delle api | Gastronautastiamo per chiudere. gli dico scherzosamente che mi ha parlato del suo lavoro come un uomo infatuato parlerebbe della donna amata. lui annuisce, ma mi corregge: “l’amore che provo è più simile a quello per un figlio meraviglioso, poco apprezzato e poco valorizzato”. a questa sua affermazione, da figlia, ripenso alla cura che solo un genitore ha nei confronti del dono più prezioso, e sorrido a una seconda coincidenza: a quel paternoster, padre nostro, l’anima di andrea, era più che destinata.

 

very bee confidential! very food confidential! 

 

 

Benedetta Ercolino
Ho un nome un po’ lungo che nessuno pronuncia mai per intero, a riprova del fatto che nasciamo tutti pigri e pervasi di creatività. Sono un perito grafologo con una laurea in graphic & communication design, storytelling , product e packaging design. Scrivo storie per passione e ballo salsa per dimenticare la pasta scotta che ho dovuto buttar giù per educazione. Amo la buona cucina e le persone accurate, che trasformano in arte anche una semplice pasta olio e parmigiano.

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