RECO’ Festival: ECONOMIA CIRCOLARE e pappa al pomodoro

La pappa al pomodoro sarà la vera protagonista di ‘CIBO CIRCOLARE’, evento in programma sabato 23 marzo 2019, presentato da RECO’ Festival all’interno del Convitto Cicognini di Prato. Un momento per degustare e condividere la passione per la tradizione culinaria toscana. 

Tra gli sponsor dell’iniziativa, l’associazione Gran Prato offrirà il pane e Funky Tomato i pomodori per realizzare la ricetta, che gli chef del Cicognini cucineranno per i partecipanti.

Per avvalorare il tema dell’economia circolare il tutto sarà servito con tovaglioli riciclabili dell’azienda Lucart e con piatti e posate compostabili fornite da Coleschi & C. srl.

Il talk sarà moderato da Nerina Di Nunzio di Food Confidential e interverranno: Daniela Toccafondi, Assessore alle Politiche economiche e al turismo del Comune di Prato; Leonardo Borsacchi, PIN Polo Universitario Città di Prato: esperto di ricette della tradizione toscana e di economia circolare; Marco Bardazzi, del Molino Bardazzi, Presidente dell’Associazione Gran Prato, Giulia Pasquini, Lucart.

All’interno del talk di approfondimento verrà presentata la rivisitazione della ricetta tradizionale della pappa al pomodoro in chiave gourmet a cura dello chef Angiolo Barni.

Cos’è RECO’:

Recò è l’unico festival in Toscana dedicato all’economia circolare, che si terrà dal 21 al 24 marzo 2019 diffuso per la città in un percorso di incontri, musica, teatro. Il tema sarà declinatointorno a quattro aree d’interesse: moda, cibo, turismo e architettura.

Un evento per fare il punto sulle già molte buone pratiche locali – Prato, città virtuosa ne è l’esempio – e ospitare il meglio dello stato dell’arte italiano, europeo e internazionale sull’economia circolare è il filo rosso che lega il festival diffuso in tutta la città attraverso un percorso punteggiato e originale – che coinvolgerà varie realtà sul territorio – e porterà il pubblico a conoscere quella che oggi viene considerata una vera rivoluzione: l’economia circolare, un sistema economico pensato per potersi rigenerare da solo.

Perché a Prato?

La città di Prato vanta molti primati, tra cui una tradizione di lunga data nella rigenerazione dei tessuti e una cultura imprenditoriale adatta a incubare i nuovi modelli proposti dall’economia circolare.

A Prato l’economia circolare si fa con GIDA dagli anni 90, il primo impianto di depurazione industriale delle acque reflue, e anche grazie alle politiche di riuso e trasformazione del patrimonio edilizio esistente, in particolare quello industriale delle aree urbane, nella logica di delineare uno scenario di sviluppo sostenibile della città a “volume zero”. E’ proprio per questo che da dicembre 2016 Prato è diventata la referente italiana al tavolo europeo dell’Agenda Urbana sulla Circular Economy, dove attraverso la cooperazione tra Stati Membri, Autorità Urbane, Commissione Europea ed altri stakeholder si sta lavorando per influenzare la nuova programmazione e le politiche europee sul tema.

Questo è uno scenario perfetto per candidare Prato come città protagonista sui temi della sostenibilità e dell’economia circolare. In questo contesto, la città di Prato può candidarsi di diritto a diventare un punto di riferimento internazionale per l’economia circolare.

Nerina di Nunzio (Food Confidential) e Paolo Russo (Funky Tomato)

Cos’è FOOD CONFIDENTIAL:

Food Confidential è una casa editrice fondata da Nerina Di Nunzio 7 anni fa.

Un progetto aperto di produzione di contenuti e scoperta di talenti che accompagna le aziende e le istituzioni verso nuove forme di espressione e comunicazione  per il cibo, il vino, i prodotti tipici, la ristorazione, l’ospitalità, il turismo, l’intrattenimento di qualità.

Il concetto di cibo è onnicomprensivo. Dentro e dietro la parola cibo ci sono tanti significati, tutte le bevande, tutte le tradizioni, tutte le ricette, tutti i luoghi, tutte le storie. Ecco le nuove accezioni che Food Confidential registra nel suo vocabolario: Il cibo è nutrimento a tutto tondo, nutrimento del corpo, dell’anima, del cuore, della psiche, del cervello. Il cibo è dialogo. Il cibo è identità. Il cibo è il futuro. Il cibo è collante sociale, è passione e forma di interesse per la natura e la terra madre, è segno del lavoro dell’uomo, è ingegno e risorsa. Food Confidential vuole raccontare i segreti del cibo con tutti i media possibili e spianare la strada al Food Design.

Chi sono quelli di FUNKY TOMATO:

Funky Tomato è un pomodoro biologico prodotto in Campania e Basilicata senza sfruttamento. Funky Tomato è un vero e proprio progetto di FILERA AGRICOLA ad ALTO IMPATTO SOCIALE che vuole alimentare l’informazione e in buona sostanza, far crescere la cultura del buono e del giusto.

Oggi i territori ad alta vocazione produttiva per il pomodoro in Italia, sono soprattutto quelli del SUD. Un sud che, come tuttinoi sappiamo, (ma d’altronde lo è anche il Nord e tutto il Bel Paese) è martoriato dalla povertà, dalle “agromafie” e soprattutto dalla disinformazione. Una coltivazione, quella del pomodoro, di cui non si preoccupa nessuno, ma che alla fine è davvero la base della nostra dieta mediterranea, del nostro grande amore per la pasta per esempio e di molte altre ricette proprio come la PAPPA AL POMODORO TOSCANA.

Sfruttamento dei lavoratori, soprattutto di quelli che provengono dall’estero e da situazioni di grande disagio, sfruttamento della natura, dei campi, utilizzo di veleni e molto altro per accelerare le produzioni e la vendita, sono solo una piccola parte dei misfatti che accadono lungo la filiera. Funky Tomato da tre anni si è inserito in un percorso per dire basta a tutto questo e ha realizzato un disciplinare molto preciso per le aziende e le produzioni che desiderino entrare nel progetto. Rispetto dei lavoratori ma soprattutto coinvolgimento di quest’ultimi, che non vanno miseramente supportati, ma vanno inclusi e motivati.

Ogni acquisto di pomodoro Funky Tomato, che sia passata o pelati, finanzia un progetto culturale. Questa è l’idea grandiosa. Dentro la latta di Funky Tomato c’è lo spazio per la realizzazione di giovani che vivono nelle borgate dimenticate, spazio per la loro musica, il loro ardore e la loro energia. 

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