Un momento importante per l’identità del Riso Italiano. Da poco si è svolta la giornata dedicata al Riso Italiano di qualità culminata con la firma del Protocollo d’Intesa per la Valorizzazione e Promozione del Riso Italiano di Qualità tra l’Ente Nazionale Risi e l’Associazione Ambasciatori del Gusto.
Presso Identità Golose Milano, Cristina Brizzolari di Riso Buono, che ha dato il via all’idea, insieme a Paolo Marchi, ideatore di identità Golose, Paolo Carrà, Presidente Ente Nazionale Risi, e Cristina Bowermann, chef presidente di Ambasciatori del Gusto e portavoce del Protocollo d’Intesa per la Valorizzazione e Promozione del Riso Italiano di Qualità, insieme a molti altri ospiti, hanno dato vita a questo documento impegnandosi a fare rete in modo che tutti i soggetti della filiera del Riso ne possano beneficiare.
Presenti anche le associazioni Chic, Jre e Le Soste. E poi ancora il sostegno di quelle che hanno già manifestato tutto il loro interesse ad appoggiare questo progetto, come Apci, Euro Toque e Fic che hanno già manifestato tutto il loro interesse ad appoggiare questo progetto.
Fondamentale il supporto delle migliori realtà produttive del riso italiano di qualità che hanno dimostrato che ogni loro chicco di riso sarà come un mattone per la costruzione di quel valore che rappresenterà il Riso Italiano, ognuno con il suo carattere, ognuno con le sue caratteristiche aziendali ma tutti insieme per un ideale comune di valorizzazione del Riso Italiano: Acquerello, Azienda Agricola Falasco, Azienda Agricola Giovanni Testa, Gli Aironi, Principato di Leucedio, Riserva San Massimo, Riso Scotti e Tenuta Margherita, tutte presenti alla firma del Protocollo d’Intesa per la Valorizzazione e Promozione del Riso Italiano di Qualità.
Con il protocollo si vuole promuovere la conoscenza del riso italiano, materia prima pregiata ed eccellenza italiana del patrimonio agroalimentare, e approfondire i temi relativi alla trasformazione del prodotto, agli strumenti tecnologicamente innovativi e alla preparazione delle ricette che contraddistinguono l’Italia. Il tutto accompagnato dalla valorizzazione della produzione del prodotto, proponendolo costantemente nelle ricette che contraddistinguono l’Italia.
Si effettueranno iniziative di informazione per implementare lo sviluppo delle competenze nel settore di riferimento, anche nella prospettiva di una maggiore integrazione di tutta la filiera e nel rapporto con il consumatore. E poi un’attività di diffusione di cultura scientifica e tecnologica sul territorio.
I NUMERI DEL RISO IN ITALIA
L’Italia è il primo produttore di riso nell’Unione Europea e copre circa il 52% della produzione in Europa, seguita da Spagna (26,5%), Grecia (8%), Portogallo (6%), Francia (3%), Romania (2%), Bulgaria (2%) e Ungheria (0,5%).
La produzione di riso si concentra soprattutto in Piemonte (51%) e Lombardia (43%), seguono Emilia- Romagna (3%), Veneto (1,5%) e Sardegna (1,5%).
Gli agricoltori che coltivano riso sono circa 3.850 con un ettarato medio di 56 ettari. Le riserie sono poco più di 90 e risultano circa 65 aziende agricole, denominate pilerie, che sono dotate di impianti di lavorazione per trasformare il risone raccolto, proprio o altrui, in riso lavorato.
I risicoltori hanno coltivato quasi 160 varietà diverse di riso nel 2018 e le 10 varietà più coltivate rappresentano circa il 60% dell’intera superficie nazionale investita a riso. A seguito della lavorazione effettuata dalle riserie e dalle pilerie sul riso raccolto, si ottengono circa 900 mila tonnellate di riso lavorato a cui si aggiungono altre 100 mila tonnellate di riso di importazione, quasi tutto utilizzato come riso da contorno, che in buona parte viene lavorato ulteriormente e confezionato per essere venduto sia in Italia sia all’estero.
Quindi, l’industria di trasformazione italiana commercializza circa 1 milione di tonnellate di riso lavorato per i diversi utilizzi che sono: risi da risotto (23% del totale), riso per prodotti della prima colazione e riso per minestre (29% del totale), riso da contorno (29% del totale), riso parboiled (18% del totale)
E la ripartizione dei mercati serviti è: 50% mercato UE così suddiviso (40% riso per prodotti della prima colazione e riso per minestre, 40% riso da contorno, 20% riso da risotto e riso parboiled), 38% mercato italiano così suddiviso (58% riso da risotto e riso parboiled, 23% riso da contorno, 19% riso per prodotti della prima colazione e riso per minestre), 12% mercati extra UE concentrato sul riso da risotto (80%). Dunque il 62% del riso trasformato in Italia è destinato all’estero.
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