A ROMA BREAKFAST. Risveglio nelle Culture del Mondo

Un progetto per approfondire il rapporto tra cibo e design, raccontando una cucina inclusiva e multietnica. Questo è: A ROMA BREAKFAST.

Una collaborazione tra IED – Istituto Europeo di Design, l’Istituto Alberghiero Tor Carbone di Roma, coordinato da Food Confidential, in gemellaggio con un analogo progetto di Ensaama – École Nationale Supérieure des Arts Appliqués e il Lycée Guillaume Tirel di Parigi.

Gli ospiti francesi

Gli studenti dei corsi triennali in Product Design e Interior Design IED Roma per
l’occasione hanno collaborato con un gruppo di studenti di cucina e servizio di Tor Carbone per la realizzazione di una colazione dal titolo “A Roma Breakfast. Risveglio nelle culture del mondo”, dinanzi alla vista mozzafiato del Colosseo.

Lo chef che ha reso possibile tutto questo, con la sua partecipazione attiva e coinvolgente è stato Giuseppe Di Iorio, chef del ristorante AROMA di Palazzo Manfredi nella capitale.

Chef Giuseppe Di Iorio

Per arrivare all’evento, Food Confidential ha organizzato una serie di lezioni per entrare nel mondo della multicultura enogastronomica a tutto tondo. Durante la prima lezione, le classi miste hanno visitato l’Emporio delle Spezie di Fabio Gizzi, che raccoglie spezie provenienti dai cinque continenti e poi hanno cenato in una nota trattoria romana, dove Fabio ha chiesto allo chef del posto di interpretare i piatti della tradizione utilizzando però, in questa occasione, ingredienti provenienti dal resto del mondo.

Le spezie non solo impreziosiscono i piatti, ma possono trasformarli rendendoli più digeribili o più adatti alla stagione in corso o persino più salutari.

Le spezie dell’Emporio delle Spezie

I ragazzi dello IED, guidati da Nerina Di Nunzio, e quelli di Tor Carbone, capitanati da Felice Santodonato e Nico Santucci, in un’altra giornata hanno visitato il più grande mercato multietnico della capitale, il mercato Esquilino, esercitando lo sguardo con una lezione di fotografia condotta da Antonio Cama, fotografo professionista e docente IED, per cogliere le diverse sfumature della frutta e verdura importata da tutto il mondo, ma anche avvicinandosi ai venditori per chiedere loro informazioni sulla provenienza e riuscire anche a scattare loro dei ritratti fotografici.

Nella terza lezione, i ragazzi si sono scambiati i ruoli nelle cucine della sede dell’Istituto Tor Carbone diretta da Cristina Tonelli. Qui gli aspiranti designer si sono cimentati ai fornelli, mentre i giovani chef hanno ascoltato con grande curiosità la teoria della progettazione in genere.

Matteo Moretti (Direttore di Palazzo Manfredi), Nerina Di Nunzio e Laurent Scordino (Direttore Ensaama)

Nell’incontro invece con lo chef Giuseppe Di Iorio, gli studenti hanno ascoltato la storia della sua vita, per poter comprendere, come lavorando in grandi hotel di lusso internazionale, sia necessario tenere in considerazione i gusti di una clientela sempre più esigente.

Giuseppe Di Iorio da ragazzo ha frequentato l’Istituto Alberghiero Tor Carbone e ha iniziato la sua carriera al Ristorante Margutta di Roma, dove ha subito approfondito i piatti della tradizione romana. Dopo una lunga esperienza presso l’Hotel Parco Principi and Hotel Splendid a Roma, all’Hotel Hyde Park e in seguito nell’Hotel Grosvenor House a Londra, ha inaugurato, insieme allo Chef Giuseppe Sestio, il ristorante Mirabelle, che ha ricevuto la sua prima stella Michelin nel 2015. Qui si è misurato con una clientela internazionale molto esigente. L’ex Presidente degli Stati Uniti d’America George W Bush ha persino chiesto un suo pasto da portare a bordo dell’Air Orce One durante il suo viaggio di ritorno dall’Italia.

Da maggio 2019 è alla guida del ristorante AROMA di Palazzo Manfredi. La sua filosofia gastronomica si basa su una grande ricerca della materia prima, della stagionalità e della riconoscibilità di ciascun ingrediente nel piatto e della sua armonia con tutti gli altri. Dal 2015 il ristorante AROMA ha ottenuto una stella Michelin.

Mario Mozzetti (Ceo & Co Fonder di Alfredo alla Scrofa) e Nerina Di Nunzio

Le attività svolte in aula e sul campo hanno dato spazio, in tutte le sue sfaccettature, ad una riflessione ampia che ha riguardato il cibo anche dal punto di vista personale, attraverso il racconto delle origini delle famiglie di tutti gli studenti, che ormai non sono quasi mai al 100% italiane, e dell’importanza sociale del mercato del food and beverage nel mondo a livello politico e di impatto sull’ambiente.

Il tutto culmina in questa prima colazione ampia, dove menu e percorso sensoriale, sottolineano come ogni mattina sul pianeta ci svegliamo a diverse latitudini, iniziando la nostra giornata con qualcosa che caratterizza le nostre origini, ma che ormai svela che siamo tutti cittadini del mondo.

Il menu di A ROMA BK

Insieme allo Chef di Iorio è stato presentato, nella nuova zona cocktail bar di Aroma, un menu per una prima colazione ideale dal dolce al salato: La Mousse dell’Antica Roma, il Plum Cake che non ti aspetti, Quella bomba stellata, Il freddo nel caldo, Il raviolo ricco di erbe spontanee, Le strade dell’amatriciana.

I ragazzi di IED invece hanno progettato con le stampanti 3D un contenitore per conservare le spezie ispirato, ai simboli della nostra città, una colonna romana e un aspersorio della religione cattolica cristiana, creando poi per l’evento anche un display che potesse integrarsi con il paesaggio del Colosseo, presentando gli oggetti e fungendo da quinta naturale come arredo e come sfondo per le foto. Base della progettazione è stata la via delle spezie.

L’allestimento ideato dagli studenti IED

Gli sponsor coinvolti, hanno tutti una grande passione per la cultura e la formazione.

Particolare simbolo delle prime colazioni del mondo e non solo, per esempio è il caffè. Il caffè è la seconda commodity dopo il petrolio nel mondo e racconta le storie di famiglie e interi paesi che ne fanno ragione di vita e fonte di sostentamento.

Mogi Caffè, sponsor del progetto

Mogi Caffè che ha aderito in maniera entusiastica al progetto, ha fornito una serie di miscele che potessero raccontare le diverse provenienze di questo oro nero.

Abbiamo scelto MOGI proprio il loro approccio basato sul rispetto. Rispetto delle cose che per MOGI significa sostenibilità. Rispetto per i chicchi, sempre più provenienti da alberi nati in coltivazioni non estensive per preservare aroma e biodiversità. Rispetto per le persone. MOGI ha scelto di agire sulla filiera dei caffè, collaborando alla formazione di nuove generazioni di torrefattori con cooperative impegnate nel reinserimento di adulti e minori in difficoltà. Allo stesso modo MOGI agisce sul territorio, patrocinando appuntamenti con l’arte e la cultura.

La pasta del pastificio il Mulino di Gragnano, sponsor del progetto

La pasta, che non poteva mancare in un menu di origini italiane, è stata fornita da Il Mulino di Gragnano, azienda nata da una forte passione per la città di Gragnano e da un forte desiderio di riscatto. Un pastificio Artigianale che porta la firma di 5 under 30, Francesca, Raffaele, Agostino, Alfredo e Luigi. Giovani imprenditori dall’età compresa tra i 21 e i 29 anni che si sono incontrati in parrocchia, San Leone II di Gragnano, e accomunati dalla stessa voglia di mettersi in gioco, hanno scelto di scommettere insieme, con passione sulla risorsa del proprio territorio… la pasta.

I vini di Ceretto, sponsor del progetto

I vini che hanno accompagnato i primi piatti sono stati offerti da Ceretto. Ceretto Winery vuol dire 160 ettari di vigneti di proprietà, 4 cantine, 17 vini prodotti, 150 collaboratori tra vigna, cantina e ufficio, 5.000 clienti tra enoteche e ristornati in Italia, 60 paesi d’esportazione. Il territorio e le persone sono da sempre i valori guida della Ceretto: la valorizzazione della tipicità delle Langhe (piemontesi) e dei suoi vini e il coinvolgimento delle risorse umane che lavorano in azienda sono il fil rouge della filosofia aziendale, da sempre.

Per chiudere con un tocco locale, l’azienda La Fenice, ha portato, dalle terre ciociare della regione Lazio, il suo liquore artigianale alle amarene che è stato utilizzato anche nelle preparazioni di pasticceria di Daniele De Santi del Ristorante Aroma. Scopo dell’azienda è offrire qualcosa che, affondando le sue radici nelle più antiche tradizioni contadine, porti alla ribalta un sapore rinnovato e ricercato.

Il dessert creato con il liquore all’amarena de La Fenice, sponsor del progetto

Il gemellaggio Italia-Francia ha visto tra i suoi coordinatori: Nerina Di Nunzio (per IED e Food Confidential); Hervé Bernard e Jean Rault (per Ensaama); Felice Santodonato (per Tor Carbone); Roberto Ghin (per Tirel). L’organizzazione dell’evento romano, è stata curata da Food Confidential, Tor Carbone e lo chef stellato Giuseppe Di Iorio, alla guida di AROMA Restaurant.

Very Food Confidential!

Nerina Di Nunzio
I miei piatti preferiti? Pizza, gelato e tutto quello che è giapponese. Sono autrice e presentatrice TV, in realtà sono anche un avvocato pentito, esperta di marketing digitale e comunicazione. Per 7 anni sono stata direttore Marketing e Comunicazione del GAMBERO ROSSO e del Master in Giornalismo Enogastronomico, ho fondato l'agenzia di comunicazione e casa editrice Food Confidential, ho diretto per due anni la Scuola di Cucina della rivista "La Cucina Italiana" del Gruppo Condé Nast e per tre anni la sede di Roma dello IED - ISTITUTO EUROPEO DI DESIGN. Insegno all'Università Roma TRE nel "Corso di Laurea in Scienze Gastronomiche" e sono coordinatrice del MASTER in FOOD DESIGN PROJECT EXPERIENCE. In realtà vado anche pazza per il cioccolato e sono assaggiatrice esperta di birra e vino! Super appassionata di viaggi, arte e design, QUALITY AMBASSADOR di "cosaporto.it". La prossima sfida? Tra poco!

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