Ogni ultima domenica del mese da Retropasta a Roma va in scena Pasta Game, dove cuochi, produttori, amici chef e giovani talenti cucinano insieme.
Dalle 12:00 si serve senza sosta un piatto di pasta fresca creato a 4 mani con lo chef ospite. Ai Pasta Games di domenica 1 marzo è intervenuto Antonio Zaccardi, che con Maria Cicorella guida Il Pashà di Conversano (BA). Zaccardi ha creato, assieme ad Alessandro Miocchi, un piatto inedito per l’occasione: Gnocco ripieno di ‘nduja, ricci di mare, smirnio e finocchietto. L’atmosfera è di quelle belle, quella dei pranzi conviviali della domenica, dove persone che non si conoscono si uniscono all’insegna del buon cibo (e del buon vino) e del piacere dello stare insieme in relax.
I prossimi due appuntamenti di Pasta Games – che si svolgono dentro e fuori Retropasta in Via della Stelletta, 4a, dalle 12:00 fino a esaurimento – vedranno alternarsi prima Franco Franciosi, chef abruzzese di Mammaròssa ad Avezzano (AQ) e il toscano Senio Venturi de L’Asinello a Castelnuovo Berardenga, in provincia di Siena.
La “svolta vegetale” di Alessandro Miocchi e Giuseppe Lo Iudice continua, si evolve e porta avanti il suo progetto di Green Butchery e di impegno gastronomico etico e sostenibile di fine dining, declinandosi in tre realtà (tutte tra Piazza Navona e il Pantheon) collegate e allo stesso tempo autonome, il ristorante Retrobottega, l’enoteca Retrovino e Retropasta, il tempio della pasta fresca.
Al centro c’è Retrobottega, il ristorante dove Miocchi presenta una cucina che stupisce il palato come l’occhio, che va dritta al gusto e che colpisce per l’immediatezza dei sapori e la ricerca accurata degli ingredienti. Dalla carne e dagli ortaggi, reperiti esclusivamente da piccoli produttori fidati, alle erbe spontaneerecuperate dallo chef ogni lunedì nei boschi o nei campi abruzzesi e laziali.
Il concept è originale: un’offerta di alta cucina in un luogo dove la convivialità e l’interazione tra ospiti, sala e brigata è aperta allo scambio.
La Green Butchery, che si snoda in un percorso di degustazione di 8 portate, è la filosofia di un menu in cui tutto ruota attorno al vegetale. Dall’entrée a base di misticanza, a cui seguono piatti come il carpaccio di rapa stagionata, a cui si accompagna la pancia di vacca vecchia, o il succulento porro ripieno, l’uovo al formaggio e sedano conciato, la crepinette di foglie, broccoli e mandarino, o ancora il risotto, polline, paprika e vermouth, l’arrosto di cavolo, salsa finanziera e tartufo nero, o, infine, la mela poché, prugnolo e arachidi.

La selezione dei vini, in carta al ristorante così come alla vineria Retrovino, è frutto di scelte consapevoli che prediligono piccoli e medi produttori ed etichette di nicchia, che si alternano a grandi nomi delle principali regioni vitivinicole italiane, francesi e internazionali. L’Enoteca nasce in uno spazio che prima era dedicato al laboratorio di cucina di Retrobottega. Ora da Retrovino ci sono vini al calice la cui scelta è curata da Giuseppe Lo Iodice e dall’intero staff del locale, in abbinamento a salumi e formaggi selezionati, sott’aceti o sott’oli, a piatti freddi o anche a insalate a base di misticanza.
La cura e la scelta dei vini, così come degli abbinamenti food, è la medesima impiegata a Retrobottega come a RetroPasta: una spinta etica verso il biologico, il bio-dinamico e il naturale, senza tralasciare prestigiose etichette di Champagne, Borgogna, Bordeaux così come di Brunello, Barolo o Amarone. Ampia sezione dedicata allo Champagne, così come quella dedicata ai distillati.

E poi c’è Retropasta, che nasce come un laboratorio per la produzione artigianale di pasta fresca, realizzata con farine e uova biologiche. L’idea nasce con l’intento esplicito di rielaborare la tradizione italiana della pasta fatta a mano, attraverso una visione contemporanea del prodotto, che, come sempre, si trasforma e muta la sua natura a seconda della stagionalità e della creatività degli chef. Oltre che da portare cruda a casa, o da asporto con un take away, la pasta di Retropasta può essere assaggiata anche a pranzo nel locale. Tortelli, ravioli, anolini o agnolotti, ripieni di farciture classiche o avanguardistiche, spaghettoni freschi, Garganelli e molto altro.

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