Mille (ricette) e una MOKA: come cucinare con la caffettiera

La caffettiera non è monogama e il binomio caffè-moka non è l’unico possibile. A dimostrarlo è lo chef Massimo Viglietti, che dopo aver lasciato la cucina di Achilli al Parlamento subentra da Taki, ristorante giapponese contaminato dai sapori italiani sito a Roma, in piazza Cavour.

taki ristorante roma - lightdrops - Light Drops 💡Born to Light

Sono molti gli oggetti che nascono per adempiere una funzione e finiscono per soddisfarne una diversa: non sono meri guizzi di creatività, ma anche necessità legate alla mancanza di spazio o di sostituti più idonei a svolgere quel compito.

Chi sceglie i confini di utilizzo di un oggetto? Praticamente ognuno di noi. Esistono case super equipaggiate e dotate di ogni comfort, dove, probabilmente, la possibilità di far fronte a ogni emergenza nel modo più corretto mette un pò in stan-by l’indole ingegnosa; al contrario, le case più sguarnite proliferano e ridisegnano i confini d’uso degli oggetti. Un asse da stiro diventa un mobile da ingresso o una scrivania, il pomello di un cassetto un appendi-stracci, una bottiglia di vino vuota accoglie dei fiori, un bicchiere può sostituire una formina per biscotti e una lampada con l’asta può fungere da appendiabiti. Mentre alcuni oggetti ispirano con facilità nuovi contesti per il loro impiego, altri non instillano idee meno fedeli alla funzione che ne ha decretato la nascita.

Bastaaa è un appendiabiti con il manico in frassino olivato naturale e puntale in fusione di ottone in finitura lucida.
www.mogg.it

La moka è la fontana del caffè ideata da Alfonso Bialetti nel 1933 che decide di replicare il funzionamento della “lisciveuse”, ovvero un pentolone dotato di un tubo cavo con la parte superiore forata dove si mettevano assieme acqua, le cose da lavare e la liscivia (il detersivo di allora). Simbolo di italianità, è uno strumento tanto semplice quanto versatile, che può essere utilizzato anche per la preparazione dei brodi, di verdure, ma anche di carne o di pesce. La cucina innovativa di Viglietti è incentrata ormai da tempo sull’utilizzo dell’iconica caffettiera, che è protagonista anche del progetto Dinner at Home, un tutorial web che consente a chi sta casa di replicare i piatti degli chef.

Il fine ultimo è sviluppare la materia magraDopo varie sperimentazioni, lo chef ottiene ottimi risultati: la moka garantisce un’alta aromaticità al piatto, oltre a una grande leggerezza. I suoi brodi alternativi raccolgono consensi e vengono accolti di buon grado anche dal grande pubblico: “Il filtro della moka che spinge i sapori verso l’alto permette di lavorare su basi magre e soprattutto di dare una forte carica aromatica alle preparazioni”.

Massimo Viglietti, il pirata punk sulla tolda dell'Enoteca Achilli ...

Come funziona? Ecco i piccoli step per ottenere in bel brodo di cipolle: tostare le cipolle in padella e aggiungere un po’ d’acqua, filtrare il tutto e versare il liquido nella caldaia della moka insieme a un goccio di vino bianco (o un po’ d’acqua come alternativa). Creare una torre nel filtro con le fettine di cipolle, intervallata con delle erbette aromatiche. Il passo successivo non è diverso da quello che accompagna la preparazione del caffè: una volta pronta e ben stretta, la caffettiera verrà posta su un fornello a fiamma moderata. Il brodo che sgorgherà sarà aromatico e concentrato, ma allo stesso tempo leggero e delicato.

slice of vegetables on brown chopping board

Se avete superato il livello 1, siete pronti per la fase successiva! Il livello 2 prevede la preparazione di un minestrone: parliamo, più verosimilmente, di un mokastrone, vocabolo che mette in luce il metodo alternativo necessario per ottenerlo. Ecco i passaggi: far bollire un po’ di acqua con delle croste di parmigiano, filtrare e versare nella caldaia della moka; nel filtro, invece, bisogna riporre tutti gli scarti delle verdure, tagliate e cotte in padella con poco olio. Conservare una parte delle verdure che tornerà utile in un secondo momento. Dalla caffettiera affiorerà un brodo aromatico e profumato, con cui potrete coprire le verdure cotte per donare al piatto le sembianze del minestrone che tutti conosciamo.

Very Food Confidential!

 

Benedetta Ercolino
Ho un nome un po’ lungo che nessuno pronuncia mai per intero, a riprova del fatto che nasciamo tutti pigri e pervasi di creatività. Sono un perito grafologo con una laurea in graphic & communication design, storytelling , product e packaging design. Scrivo storie per passione e ballo salsa per dimenticare la pasta scotta che ho dovuto buttar giù per educazione. Amo la buona cucina e le persone accurate, che trasformano in arte anche una semplice pasta olio e parmigiano.

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