Lei è una ragazza brillante intraprendente e molto bella. Profilo asiatico e sguardo magnetico. Ci sa fare, conosce i desiderata dei clienti, si guarda attentamente intorno e osserva la scena internazionale della ristorazione.
Sperimenta in prima persona le tendenze a tavola e sa presentare molto bene le sue pietanze e gli abbinamenti. Lei è Xin Ge Liu, nata in Cina nel 1993, arrivata in Italia circa 10 anni fa per dedicarsi agli studi di Fashion Design al Polimoda di Firenze, dove ha conosciuto Lapo, oggi suo marito e socio.
Il Gusto di Xinge è il suo ristorante che si trova a Firenze, una Firenze insolita, non lontana dal centro ma tranquilla e senza caos di turisti e attività, alla curva di una rotonda che spinge lontano le auto e dietro una vetrata elegante che non urla la sua presenza. Sostanza è la parola che mi viene in mente, sostanza dell’ambiente e dei piatti, dove anche lo spazio ha un sapore.
Il design degli interni è contemporaneo e instagrammabile, bellissime sedie e tavoli fatti su misura, la morbidezza del soffitto e l’austerità del pavimento creano un luogo magico sospeso tra tradizione e futuro.
Arriva l’antipasto appeso a un vero e proprio alberello, come frutta matura i fritti cadono lentamente nel mio piatto e inizia un delizioso percorso tra portate da street food futursita e raccconti della Cina di una volta e quella metropolitana del presente. Sono polpette fritte di scampi e mozzarella, buone, gustose avvolgenti.
Mi perdo poi nei BAO e ne vorrei mangiare almeno il doppio, i tre tesori sono ripieni di capesante, spaghetti di soia, aglio cotto e due gamberi interi. Attenzione però a non addentarli senza fare prima un foro, sono davvero bollenti.
Dim Sum invece sono piatti da condividere, in un rito fatto di complicità e scoperta. Mi diverto e sperimento con i 5 sensi una cucina allegra e intrigante.
C’è tanto tantissimo da assaggiare in questo ristorante cinese di livello, un bistrot gourmet unico nel suo genere. Il pollo shibari c’è e deve essere ordinato 48 ore prima.
La ricetta del Pollo Shibari da cui è partita Xin Ge per la marinatura e la cottura del pollo si chiama Doukou, è una delle quattro ricette più conosciute in Cina ed è molto antica, risale addirittura alla dinastia Qing (1661). Otto tipi di spezie e aromi e un brodo super concentrato per ottenere una carne saporita e morbida, da gustare preferibilmente fredda. Il profumo di tartufo arriva diretto. All’interno del pollo, un uovo – simbolo di nuova vita e del divenire – attende di essere scoperto e liberato.
Very Food Confidential.




















