A TABLE! STEAM BAR: un salto nella Hong Kong degli anni Venti… a Parigi

A TABLE! STEAM BAR, un salto nella Hong Kong degli anni Venti… a Parigi.

DOVE

Paris, Rive Gauche, in una di quelle stradine che bisogna conoscere e che una volta scoperte diventano un segreto da condividere. Di giorno un fioraio, qualche negozio con clientela habitué e, di sera locali per parigini. A due passi c’è Saint Germain, il boulevard e la chiesa, ci sono le vetrine della rue Bernard Palissy o di rue Madame, c’è la piazza con l’antico mercato che oggi accoglie le boutiques alla moda. Insomma, lo Steam Bar bisogna scovarlo, ed è anche per questo che è frequentato (frequentatissimo) soprattutto dai parigini.

AI FORNELLI E IN SALA

Entri in sala e fai un salto nel tempo e nello spazio. Giochi in trompe l’oeil riproducono pannelli che ricordano dei separé, mentre le luci soffuse e puntate sui tavoli esaltano il total red che richiama la lacca. Non è un caso: l’architetto Gabriel Pistre ha voluto ricreare l’atmosfera dei club di Hong Kong di inizio Novecento giocando con materiali nobili e vintage mescolati con oggetti déco pop. Ti aspetti di veder uscire una ballerina con i capelli a caschetto e un abito di paillettes, guardi i tavoli e immagini che si alzino volute di fumo da lunghe sigarette tenute da mani rivestite di guanti. I tavoli, piccoli e quadrati, sono di legno. In un angolo un ideogramma.

La cucina è il regno di monsieur Wong che arriva direttamente dai fornelli dello Shangri-là, dove era maestro di sushi. Qui il sushi non c’è ma monsieur Wong fa brillare una carta ispirata anche ai bar di Tokyo.

Croissant vapeur

PERCHÈ

Per l’esperienza e per la qualità. Perché Hong Kong è un crocevia di epoche e di civiltà. Per condividere i piatti, proprio come in un izakaya bar. Una cucina articolata su tre declinazioni. Pochi piatti, un flusso continuo. Prima declinazione, il vapore. Seconda declinazione le brioches (cioè i bao). Terza declinazione l’izakaya o gli spuntini creativi da condividere. Per un aperitivo in versione orientale, o un cocktail che mescola ingredienti e induce a un viaggio nei sapori: vino allo zenzero e rum, sesamo nero, liquore di pera, basilico thai e pepe di Sichuan. Per una cena fatta di piccoli bocconi che si susseguono, si legano, si alternano, si rincorrono.

Bao Chashu BBQ 2

DA NON PERDERE

Dim sum, bao, gyoza e involtini primavera, insomma il classico rivisitato e reinterpretato con ingredienti inattesi e una qualità eccezionale. Si comincia con gli spaghetti di patata dolce, una vera sorpresa. Arrivano insieme ai ravioli fritti con i gamberi, uno dei nuovissimi esperimenti dello chef che accompagnano i Sichuan Lovers, piccoli wonton di maiale e pollo con pepe di Sechuan e vaniglia: il ripieno è eccellente e la salsa piccante e morbida, rotonda, profumata e lascia un delizioso aroma vanigliato. Hong Kong Streets, con un ottimo retrogusto affumicato, è un’altra variante della declinazione vapore: retrogusto affumicato e cipolle caramellate. Per accompagnare i cocktail i chips di loto con tofu fresco, zenzero, sesamo, soia e coriandolo (declinazione izakaya) sono il non plus ultra. Fra i dolci, la Dame de Shangai è la versione rivisitata della religieuse (il doppio bigné due dimensioni diverse) con marroni e litchi.

Mochis

PIATTO CULTO

L’aubergine au miso, cioè la melanzana preparata al vapore e con la salsa miso, è una delizia da leccarsi i baffi che merita la visita. Da culto anche le Black Pearls al vapore servite sotto una campana di vetro e preparate con maiale Siu Mai, pollo, scamorza affumicata, arachidi e cipollotto croccante. Nella declinazione bao, imperdibile la Princesse Pei Pei, dove la scamorza affumicata torna nel ripieno insieme al formaggio Comté, allo Stilton, al tarfufo e ai funghi Eryngii.

COSTO

Niente menu fisso: il conto dipende dalla scelta ma non è economico. Per due o tre piattini più un drink calcolare sui 50€.

#veryfoodconfidential: un izakaya bar nascosto nei vicoli di Parigi.

 

STEAM BAR

2 Rue du Sabot

Tel. +33 (0)1 45 48 96 65

steambar.fr

Carla Diamantihttp://www.thetraveldesigner.it/
Viaggiatrice e giornalista, trasforma i luoghi in guide, reportage e itinerari fuori dal comune. Da oltre trent’anni collabora con riviste nazionali, editori, tour operator, centri di formazione e università, radio e televisione. Esprit nomade, ha spostato valigie e residenza da Roma agli Stati Uniti, in Medio Oriente, Haiti e in giro per l’Europa. Da 15 anni vive a Parigi, che esplora in lungo e in largo e di cui scrive. Ha creato il concept di viaggio The TRAVEL Designer.

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